Il
generatore di Van der Graaf si attiva insospettabilmente…generando
suoni, musica ed anche un apparecchio per l’aerosol! La mente
fertile di Peter Hammill era già da tempo attiva nello
scovare stranezze e questo debutto ha indubbiamente un grande
fascino nell’evocare scenari da fiction o da progresso avanzato.
Questo è ciò che emana dalla copertina. L’ascolto
rivela un sound aggrovigliato su sé stesso, abbastanza
particolare ed originale da poter essere definito prog o modern,
non del tutto convincente sul piano dei contenuti. In effetti
"The aerosol…" non è mai stato considerato
come un album completamente VdGG. Esso viene registrato in una
fase di cambiamento di line-up, con i vecchi membri sostituiti
piano piano da Banton, Evans etc. Hammill è come al solito
inquieto, sta cercando di dare una fisionomia a questa creatura
proveniente dalla sua notevole ispirazione, quindi si guarda
in giro per trovare i giusti interpreti. Il disco potrebbe essere
un debut solo del leader, anticipando di due anni il bizzarro
e lunatico (in senso buono) "Fool’s mate". Così
ci si trova di fronte ad una creazione incompleta, un’opera
"settimina" che avrebbe bisogno di un’incubatrice
(leggi gruppo affiatato). Le meraviglie di "The least we
can do is wave to each other" sono lontane, o appunto,
da incubare. Accontentiamoci della voce già originalissima
di Peter e della prima grande composizione marcata VdGG: "Afterwards",
ballata splendida ed anticipatrice di prossime atmosfere languido-sepolcrali
che saranno uno dei marchi di fabbrica di questo eccezionale
e per certi versi sottovalutato complesso.
11
febbraio 2001
Track
list:
-
Afterwards
Orthenthian St.
Running back
Into a game
Ferret and featherbird
Aerosol grey machine
Black smoke yen
Aquarian
Giant squid
Octopus
- Necromancer