GOMEZ - Abandoned Shopping Trolley Hotline (Virgin, 2000)
di Matteo Cavallari
Pare inarrestabile la moda discografica di pubblicare periodicamente
gli "avanzi" di artisti più o meno famosi; quasi sempre
queste mosse apparentemente di natura squisitamente commerciale
vengono premiate da un pubblico affamato, disposto a raccogliere
i bocconi cascanti da tavole non sempre particolarmente imbandite.
Fortunatamente questo non è il caso dei Gomez. "Abandoned
Shopping Trolley Hotline" è composto esclusivamente
da "outtakes", prove, abbozzi di idee, work in progress; un'occasione
per sbirciare nel cilindro creativo di questi cinque inglesi
dall'ispirazione così ad ampio respiro da mettere in
crisi qualunque tentativo di etichettamento. Ed in effetti
ogni brano mete in luce i diversi percorsi musicali battuti
dalla band.
Nella prima parte del disco emerge l'anima più "americana"
del gruppo; brani come "Bring Your Lovin' Back Here" o "Emergency
Surgery" sono un concentrato di blues, pop e rock sudista.
A far confluire il Mississipi nelle acque del Tamigi ci pensa
l'incredibile voce di Tom Gray, grintosa e sofferta, un incontro
magico tra Dave Matthews e Eddie Vedder.
Ma i Gomez non sono solo America. La seconda parte del disco
è più aperta ad influenze sparse e a sonorità
più ricercate. Riff pentatonici e slide taglienti lasciano
spazio a sonorità "vintage" in piena tradizione inglese
(come non sentire l'eco neanche troppo lontana di "Strawberry
Fields Forever" nell'intro di mellotron di "We Haven't Turned
Around"?) o alle chitarre "spaziali" di "Buena Vista". Le
voci più morbide di Ian Ball e Ben Ottewell meglio
si prestano ad incarnare questa anima più gentile e
decisamente più "british".
"Abandoned Shopping Trolley Hotline" rappresenta un viaggio
a 360 gradi nella musica dei Gomez i quali, con tutte le attenuanti
e la pretesa indulgenza che si richiede ad una raccolta di
"outtakes", possono mostrare in tutta libertà quello
che sanno e vogliono esprimere con così sapiente maestria.
Un viaggio che si conclude con la bella cover di "Getting
Better" dei Beatles. Un omaggio dovuto a chi, molto prima
dei Gomez, ha giocato "a fare l'americano"...
2 novembre 2000
