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YES
90125 (Atco/Atlantic, 1983)
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di Federico Olmi scrivi un'email

Yes - 90125

L’album del rilancio in stile anni ’80. Il precedente "Drama", dell’80, privo dell’apporto di Rick Wakeman e, clamorosamente, di Jon Anderson, aveva segnato una temporanea separazione dei membri del gruppo. Ma Chris Squire e Alan White, nel processo di formazione di un nuovo gruppo di nome Cinema, chiamano alle tastiere uno Yes-man come Tony Kaye e alla chitarra il sudafricano Trevor Rabin, autore in seguito di parecchie colonne sonore cinematografiche. Alla nuova formazione decide infine di aderire anche Jon Anderson, cosicché si opta nuovamente per la sigla Yes. Alle composizioni partecipa attivamente anche Rabin. Produttore, e coautore di una delle canzone, è Trevor Horn, sostituto di Anderson in "Drama". Il disco è a suo modo paradigmatico, e un modello, di certo rock pomposo degli anni ’80, fatto di voci corali e sovrapposte, ritmica semplificata rispetto all’epoca del progressive, chitarre accattivanti e di facile presa sull’ascoltatore. Certi passaggi di "90125" possono ricordare i Queen o addirittura meteore come gli Europe. La chitarra di Rabin è pienamente orientata al presente, è assai diversa da quella di Steve Howe. Gli assoli sono tradizionali, con schitarrate effettistiche e addirittura, in "City of Love", un accenno di "motosega", tipo Joe Satriani. Si capisce bene come i fans degli Yes non formino un gruppo unitario (come del resto quelli dei Genesis): il suono delle origini è lontano, i brani hanno generalmente una struttura più tradizionale e semplice, un ritornello preciso che fa da perno. Ma, nonostante tutto ciò, rimane un’opera personale in cui, adattate ai nuovi tempi, permangono certe modalità, certe aperture vocali e strumentali di marca Yes: si ascoltino ad esempio "Hold on" e "It can Happen" in cui, lasciando perdere gli inevitabili ritornelli (che avranno sicuramente i loro estimatori), troviamo passaggi davvero suggestivi e imponenti, che in qualche modo ricordano gli antichi fasti: così come la tastiera di Kaye in "Our Song". La bravura di Anderson e la sua naturalezza di canto sono sempre intatte. "Cinema" è un pezzo interamente strumentale, poco più di due minuti, a ricordo del gruppo mai nato: movimenta l’ascolto ma non è nulla di speciale. In "Leave it" gli intrecci e le sovrapposizioni vocali sono francamente eccessivi, a livelli di stucchevolezza per noi difficilmente digeribili. "City of Love" è forse il brano più grintoso e rockeggiante. In "Changes" è in evidenza la voce di Trevor Rabin, principale spalla di Anderson in tutto l’album: insieme a "Hearts" e a "Leave it" costituisce, a nostro avviso, l’episodio più debole di "90125". Opera di successo, specialmente grazie alla famosa "Owner of a lonely Heart". Il titolo si riferisce al numero occupato nel catalogo della casa discografica Atlantic. Trevor Rabin, che suona anche le tastiere, inciderà altri tre dischi con gli Yes in questa formazione: "Big Generator" del 1987, "Union" del 1991 (dove sono presenti tutti i membri passati e presenti del gruppo), e "Talk" del 1994.



30 novembre 2000


Track list:


1. Owner of a lonely Heart
2. Hold on
3. It can Happen
4. Changes
5. Cinema
6. Leave it
7. Our song
8. City of love
9. Hearts



I commenti
 
compa
23 luglio 2003
disco che apre una nuova parentesi yes, non è un capolavoro ma è sicuramente meglio di'genesis' dello stesso anno.Anche Drama non è male,ho appena acquistato il vinile originale e penso che meriti una recensione.


Massimo
16 luglio 2003
Ho visto gli Yes l'11/7/2003 a Roma e solo quella è Yes Music. 90125 è un buon album nel contesto poco movimentato degli '80 secondo me. Tre generazioni hanno assistito al concerto: diciottenni, trentenni (tra i quali io) e cinquantenni: questa è la chiave.


FLA
3 aprile 2002
Sono contento di 90125 perchè è un ottimo esempio di buona musica.
Sempre Grande Jon Anderson al centro di un gruppo di musicisti virtuosi
senza età.Non scordiamoci il sottovalutato Tony Kaye!Che dire: I
migliori!!!!!!



Federico A.
21 dicembre 2001
...da un grande fan degli Yes, confermato dall'ultimo spettacolare concerto di Milano..un gruppo che é sempre riuscito a regalare ai suoi affezionados, nella sua lunga carriera, grande musica progressive-rock...90125 il disco del ritorno come lo definicono molti nel 83, lo considero forse un favoloso esempio della genialità compositiva e di armonia vocale e strumentale del ritrovato Jon A. con Rabin Squire and others!
Me lo porterei come unica scelta se dovessi partire per per un viaggio stellare nell'universo!! Non so voi ma non mi stufero' mai di ascoltarlo!!!


GIUSEPPE"crionics" 15 dicembre 2001
Uno degli album più belli degli anni ottanta inciso da uno dei più
grandi gruppi degli anni settanta,questo dovrebbe far riflettere.Un disco
bello è l'unica parola che mi viene in mente per definirlo.



prestopio 18 settembre 2001
Affermo con determinzaione che questo disco sia l'unico LP di una
band "progressive" ad avere ragione di esistere negli anni 80 !
Ma avete provato a paragonare il coraggio e l'intenzione di Horn e Squire con le idee di Phil Collins o di Greg Lake? Squire aveva quasi 40 anni e un glorioso passato e poteva continuare a riciclarsi con la solita vecchia solfa fatta di orpelli e tempi dispari, Horn aveva prodotto bands
giovanissime. Hanno rischiato grosso perchè se esci con un nome storico ocme YES hai due possibilità: o continui a fare la vecchia roba e ti assicuri i vecchi fans oppure fai canzonette e diventi ridicolo. Loro hanno trovato una terza via e hanno mostrato atutti che si può fare Pop con classe ed intelligenza.
Possono non piacere tutte le scelte, ma nessuno può affermare che 90125 sia un album brutto ed insignificante.
Hanno lasciato un segno indelebile.
Meditate Genesis, meditate.



DavideS 31 agosto 2001
L'album con cui gli Yes mostrarono di aver capito a fondo il mood musicale dei primi anni 80. Owner of a lonely heart (strepitosa nella sua ritmicità) avrebbero potuto scriverla i Duran Duran, ai quali Squire e Rabin si ispirarono non poco, come a suo tempo rivelò Anderson


stefano warrior
7 agosto 2001
DIVERSO DA TUTTI GLI ALBUM PRECEDENTEI DEGLI YES, MA COMUNQUE UN GRANDISSIMO ALBUM DI ROCK POP, GRAZIE ANCHE ALL'INSERIMENTO NELLA BAND DI TREVOR RABIN E ALLA GRANDE PRODUZIONE DI TREVOR HORN. UN GRANDE DISCO CHE RIMARRA' NELLA STORIA DEL POP ANNI 80.


Paolo"blackmore" 18 aprile 2001

Sono particolarmente legato a questo album! Grazie ad esso ho conosciuto gli YES 15anni fa (ne ho 23!!!)e rimarrà per sempre una pietra miliare nonostante sia diverso dagliYES classici. Io lo trovo stupendo!

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