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PAOLO CONTE
900 (CGD, 1992)
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recensione di Max Cavassa scrivi un'email


Paolo Conte - 900

"900" è un album semplicemente geniale, picco creativo di un artista che non smette mai di stupire. Qui Conte sembra a caccia di consuntivi di fine secolo, orientando la barra della sua musica decisamente verso Ovest e pescando a piene mani dalla tradizione anni '20/'30.

In "900" troviamo le prime tracce di "Razmataz", il quale per ora è solo una realtà grafica espressa attraverso centinaia di tavole. Uno di questi disegni diventa la cover del disco. Vediamo un pianista di colore, tutto sghembo e concentrato sulla tastiera, lo stesso atteggiamento di Conte in concerto…L'amore per la "negritudine" è sempre più forte ed esplicito.

L'album è un condensato favoloso di più di 30 anni di carriera e di 50 anni di influenze ed infatuazioni. Prendiamo per esempio "Gong-oh" e "Brillantina bengalese": esse sono un piccolo Bignami di riferimenti alle grandi jazz bands, da Louis Armstrong a Sidney Bechet, da Lionel Hampton a Benny Goodman. Lo swing tocca livelli insuperabili e totalmente originali in un panorama musicale floscio e deprimente.

Ascoltare un disco di Conte diventa un appuntamento irrinunciabile con la serietà ed il divertimento, con la serietà dell'approccio verso un artista intelligente e colto, con il divertimento di godere delle sue elucubrazioni in un modo così soave, lieve, giocoso. "900" è, potenza del titolo, un romanzo, una sinfonia.

Il mondo dell'Avvocato, a questo punto l'unico vero Grande Avvocato d'Italia, ci avvolge e travolge, passando dal tango di periferia di "Schiava del Politeama" alle classiche ballate onirico-provinciali ("Il treno va", la stessa "Novecento", con la quale si ride e ci si commuove). Il rapporto di coppia è sublimamente descritto nei 174 secondi di "Chiamami adesso", canzone dall'atmosfera sospesa ed incombente, davvero memorabile.

E poi, ma chi mai può intitolare un pezzo "I giardini pensili hanno fatto il loro tempo"? Se avete cura delle vostre emozioni, nutritele con "900": cresceranno sane e forti! Da "Novecento": "Dicono che nelle case donne pallide sopra la vecchia Singer cuciano gli spolverini di percalle…". Mitico.

Paolo Conte
- Razmataz
- Live a Londra
- Tournée 2
- Best Of
- Una faccia in prestito
- Tournée
- 900
- Parole d'amore scritte a macchina
- Live
- Aguaplano
- Concerti
- Paolo Conte 84
- Appunti di viaggio
- Paris Milonga
- Un gelato al limon
- Paolo Conte 75
- Paolo Conte 74



30 dicembre 2000


Track list:


1. Novecento
2. Il treno va
3. Una di queste notti
4. Pesce veloce del Baltico
5. La donna della tua vita
6. Per quel che vale
7. Inno in re bemolle
8. Gong-oh
9. I giardini pensili hanno fatto il loro tempo
10. Schiava del Politeama
11. Chiamami adesso
12. Brillantina bengalese
13. Do do



I commenti
 
MERCURIO 18 agosto 2001
L'ho ascoltato per la prima volta nel '93, a 14 anni, e l'ho trovato da subito immenso. Un disco geniale e umorale, forse il migliore (insieme, a parer mio, a 'Gelato al limon') del grande astigiano. Dopo l'attacco di 900, tipico brano d'apertura, si passa alla sincopata e sognante Il Treno Va, alla malinconica e ubriaca Una Di Queste Notti, si prosegue con le atmosfere arrugginite di Pesce Veloce Del Baltico e col ritmo trat-tenuto e meraviglioso di La Donna Della Tua Vita; quindi la prima parte dell'opera si chiude con un'amara riflessione sul ruolo dell'artista, Per Quel Che Vale. Nella seconda parte risaltano gli spazi melodicamente sconfinati di I Giardini Pensili Hanno Fatto Il Loro Tempo, l'ironia agrodolce di Schiava Del Politeama e Chiamami Adesso, la spensieratezza e la rievocazione di tempi andati in Brillantina Bengalese. Per poi arrivare alla chiusura (affidata in gran parte a Jino Touche) con Do-Do. Un disco di fattura superba, secondo me il caposaldo della produzione contiana anni '90; una vetta che non toccherà più.



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