L'attesa
del seguito di un grande disco è una faccenda
delicata. Ti immagini come sarà, ti crei
tanti e tali aspettative che la delusione finisce
per essere dietro l'angolo. Perché il seguito
di un grande album deve riuscire a dare le stesse
emozioni e a stupirti come la prima volta che hai
ascoltato quel gruppo. Avete presente quello che
succede. Il rischio da correre con gli Air è
questo: incantati dallo splendore del loro esordio
"Moon Safari", cercare in "10.000
Hz Legend" le stesse vibrazioni. A quel punto,
certo, la delusione sarebbe inevitabile.
Ma i due francesi non si sono fatti intimorire.
"10.000 Hz Legend" è un lavoro
coraggioso, persino doloroso, se volete. Di certo,
è più profondo dell'esordio, meno
levigato e accessibile. Costruito come sempre
sull'elettronica e le chitarre, le orchestrazioni
e le voci filtrate, sui ritmi bassi e malinconici,
cambia l'attitudine con cui suonano gli Air. Meno
nostalgia, come se avessero perso l'innocenza.
Anche se esiste un lato più abbordabile,
come il giocoso pop di "Radio #1" e
"Lucky and Unhappy", affidate come di
consueto a vocoder e tastiere, è altrove
che sta la sostanza del disco. Per cominciare,
nelle note cadenzate con cui inizia "Electronic
Performers", per poi esplodere nel finale.
O nella dolce malinconia che avvolge "How
Does It Make You Feel", una voce meccanica
che recita il testo prima che arrivino gli archi
a addolcirla. Sguardi sul presente e la sua complessità,
al futuro che avanza inesorabile, portando angosce
e paure. Da qui nasce la musica, da queste atmosfere
meno rilassate e sottilmente disturbate. Uno dei
migliori esempi sta nella psichedelia dello strumentale
"Radian", che inizia come una bizzarro
mantra prima di aprirsi ad un flauto suadente
su orchestrazioni di rara bellezza. O ancora l'atmosfera
seducente e velenosa che si respira in "Sex
Born Poison", impreziosita dal contributo
delle Buffalo Daughter. E poi forse il momento
più bello di tutto il disco, quando arriva
un'armonica e le note di una futuristica ballata
lanciano quel folletto di Beck
in un ritornello soul che toglie il fiato.
Quindi il disco è la conferma che gli
Air sono un gruppo vero. Capace anche di smontare
il proprio giocattolo pur di seguire l'ispirazione.
1.
Electronic Performers
2. How Does It Make You Feel
3. Radio #1
4. The Vagabond
5. Radian
6. Lucky and Unhappy
7. Sex Born Poison
8. People in the City
9. Wonder Milky Bitch
10. Don't Be Light
11. Caramel Prisoner
I
commenti
ernztt 29
luglio 2003
Beh!
Se qualcuno ha nostalgia dell'elettronica
quella elegante, orecchiabile si ma con
gusto questo é il disco che fa per
voi e ci troverete qualcosa dei kraftwerk,
del D. Bowie di Scary Monsters e altri di
quel periodo là, comunque bravi per
non essersi ripetuti invano!
La Fata Ignorante 22
agosto 2002
Finalmente
un gruppo che dimostra di essere veramente
innovativo, creando album unici!
E ogni volta è una piacevole sorpresa!
luca
'64 27
luglio 2002
è
un autentico capolavoro del xxi secolo!
tom
16 maggio 2002 non
ho parole per un capolavoro come questo,
senza dubbio il disco
più bello mai sentito.
LA PAURA!!!!!!
Godin 18 aprile 2002
HA_HA_HA
Certo che quella stronzata che è
stata scritta qui circa gli AIR?
Cioè,per fortuna che il "critico"Riccardodondi@Tiscalinet.it
non se nè
uscito con frasi del tipo"...è
un album PARTICOLARE"...
Io sinceramente quando esce un nuovo CAPOLAVORO
degli AIR non mi domando se
avrò quantomeno le stesse emozioni
che "il precedente" mi ha dato...perchè
la vera impressione che tanto si ha ascoltando
gli ultimi lavori di quei due
geni degli AIR è l impressione spiazzante
che si stia ascoltando musica per
la prima volta,credo che addirittura ci
si dimentichi un pò di qualsiasi
altro album o gruppo ascoltato prima...E'
per questo che mi sembra sempre
una forzatura etichettare gli AIR sotto
qualsiasi genere musicale,sono
sempre nuovi,diversi,geniali.E quindi mi
sembra proprio fuori luogo quel
tuo"...Perché il seguito di
un grande album deve riuscire a dare le
stesse
emozioni e a stupirti come la prima volta
che hai ascoltato quel gruppo.
Avete presente quello che succede. Il rischio
da correre con gli Air è
questo: incantati dallo splendore del loro
esordio "Moon Safari", cercare
in
"10.000 Hz Legend" le stesse vibrazioni.
A quel punto, certo, la delusione
sarebbe inevitabile. ".................???????????
Deve riuscire a
dare LE STESSE EMOZIONI???A me sinceramente
10000hz LEGEND ne ha date molte
di+ di MOON SAFARI(fermo restando che Moon
Safari me ne ha date
tantissime),ed è questo il bello...Che
nella MUSICA degli AIR(ma per esempio
anche con Bjork) esiste il famoso fattore
NOVITà che li rende così diversi
dai soliti gruppi(anche di elettronica)gli
album dei quali magari li devi
sempre "giudicare"alla stregua
di quelli precedenti o comunque si deve
fare
i conti con eventuali "delusioni"...Io
ormai se gli AIR mi remixassero
"Finchè la barca và"di
Orietta Berti lo acquisterei al volo CONVINTO
che
appena lo ascolterò inizierò
a viaggiare...Che cosa ci serberà
il prossimo
album degli AIR???Non vedo l ora di scoprirlo,ma
sta certo che al momento
non mi sto interrogando se "...Mi darà
le stesse emozioni"...Senonaltrodopo
aver ascoltato un AUTENTICO CAPOLAVORO come
10000Hz Legen