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ROKKO-BEAT i preferiti di Rokko
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GRAVENHURST - The Western Lands (Warp, 2007)

«Talbot non sbaglia un disco. I territori in cui si muove rimangono quelli di un folk sgranato, vicino alle liturgie segrete di un Bonnie "Prince" Billy e di uno Sparklehorse.»

 recensione di Francesco Giordani

 
vai alla recensioneBurial
- Untrue
(Hyperdub, 2007)
«L'attuale scena dubstep che si fonde con elementi mutuati dal 2-step garage. 13 tracce che ghiacciano le ossa, e, allo stesso tempo, sono capaci di scaldare il cuore.»
 
vai alla recensioneIl Teatro Degli Orrori
- Dell'Impero delle Tenebre
(La Tempesta, 2007)
«Gente che fa a pugni con la vita, con Dio e con i santi, che getta l'amata in fondo a un pozzo e poi si sbronza. Uno spettacolo disturbante. E uno degli album italiani migliori dell'anno.»
 
vai alla recensioneRalfe Band
- Swords
(Talitres / Wide, 2007)
«Un potenziale di libertà e di immaginazione. La tradizione compositiva inglese (Beatles, Kinks), Yann Tiersen e la Gulag Orchestar di Beirut. Capolavoro forse no, però...»
 
vai alla recensioneLe Man Avec Les Lunettes
-
?
(My Honey / Zahr, 2007)
«Quasi più noto in Svezia che da noi il duo bresciano raccoglie in questo album tre anni di finissimo artigianato pop, tra Beatles e Syd Barrett e quel retrogusto domenistico alla Young Marble Giants
 
vai alla recensioneThe Good The Bad And The Queen
- The Good The Bad And The Queen (Parlophone / EMI, 2007)
«Le tracce trascorrono come un fuoco che consuma, come quelle fiamme in copertina, con Londra che brucia ma non velocemente come ai tempi dei Clash.»
 
vai alla recensioneHerbert
- Scale (!K7 / Audioglobe, 2006)
«Una miriade di suoni e di idee. Jazz sontuoso con la voce morbida di Dani Siciliano, ma anche un attacco frontale all'imperialismo occidentale. Musica talmente complessa da risultare semplice
 
vai alla recensioneBarbara Morgenstern
- The Grass Is Always Greener (Monika / Wide, 2006)
«Dodici canzoni classiche, guidate da un pianoforte gentile, una voce poco appariscente e lievi venature digitali. Una cantautrice, moderna e sottovalutata.»
 
vai alla recensioneAnimal Collective
- Feels (Fat Cat, 2005)
«Nove canzoni. Pop nel vero senso del termine. L'album che non ti aspetti: niente follie rumoriste, niente memorie bucoliche e frenesie schizoidi. Piano, però, a storcere il naso»
 
vai alla recensioneFursaxa
- Lepidoptera (ATP Records, 2005)
«Folk mistico ed ancestrale. Tara Burke è il Puck shakespeariano nascostro in tutti noi. E' l'erede diretta di Nico e la nipotina meno allineata di Vashti Bunyan
 
vai alla recensioneBen Lee
- Awake Is The New Sleep (New West, 2005)
«Un disco pop di un'immediatezza disarmante. Chitarra, tastiera ed una vena cantautoriale degna di Evan Dando. Lontano dalle classifiche ma - come dice il buffo australiano - that's the way I like it
 
vai alla recensioneHanne Hukkelberg
- Little Things (Leaf / Wide, 2005)
«Come una Lady Day innamorata dei musical hollywoodiani e della musica dei videogiochi. L'esordio di Hanne Hukkelberg è il pop più anticonvenzionale sentito da moltissimo tempo a questa parte.»
 
vai alla recensioneThe New Pornographers
- Twin Cinema (Matador / Self, 2005)
«Il supergruppo canadese combatte con i Go-Betweens per il più bel disco di canzoni del 2005. Quattordici brani memorabili, tra i migliori del power-pop di questo inizio millennio»
 
vai alla recensioneBachi da pietra
- Tornare nella terra (Wallace Records / Audioglobe, 2005)
«Questo di Giambeppe Succi e Bruno Dorella è un vero e proprio supergruppo. Suoni scarni che tendono alla dissoluzione. Avanguardia, melodia e struttura nello stesso disco. Un miracolo (italiano).»
 
vai alla recensioneVic Chesnutt
- Ghetto Bells
(New West / Ird, 2005)
«La poesia e la disarmante onestà di Vic Chesnutt, tornato ai massimi livelli. Folk che si mescola al rock d'autore, toni sussurrati ma di una intensità in grado di ferire.»
 
Arcade Fire
- Funeral
(Rough Trade, 2005)
«Da Montreal un esordio in grande stile. Calore, eleganza e pulizia nei suoni. Guardano alla new wave, ma affondano le radici nella musica americana, nel folk e nel country
 
Bloc Party
- Silent Alarm
(V2, 2005)
«Direttrici sonore scorbutiche e pronte a implodere ed esplodere. La New Wave come modello, tra schitarrate selvagge, bassi sinuosi, stop & go di batteria.»
 
Vetiver
- Vetiver
(Di Cristina, 2004)
«Freakitudine divertente ed anacronistica. L'attitudine free dei Grateful Dead e la spensieratezza acustica del primo Bolan. Naturale trovare Devendra con loro anche dal vivo.»
 
Micah P. Hinson
- Micah P. Hinson and the Gospel of Process
(Sketchbook, 2005)
«Un disco che brilla di intensità e passione. Una voce dalla tragicità country di Johnny Cash, lievi melodie di pianoforte e chitarra acustica. Canzoni drammatiche, sanguinanti, autentiche
 
Franklin Delano
- Like A Smoking Gun In Front Of Me
(Madcap Collective, 2005)
«Un piccolo grande fenomeno. Quasi due mesi di tour negli States del trio bolognese ed una musica che mescola tradizione folk, tempeste di sabbia del deserto, psichedelia
 
Khonnor
- Handwriting
(Type, 2004)
«Pop in bilico tra istantanee folk, elettricità ed elettronica lo-fi e voli pindarici in odore di psichedelia. Classe 1987 e una classe così cristallina da lasciare stupefatti.»
 
Frank Black Francis
- Black Francis Demo/Frank Black Francis
(Cooking Vinyl, 2004)
«Il passato più nascosto e il presente più nostalgico. I demo che sarebbero diventati "Surfer Rosa/Come On Pilgrim" dimostrano che i Pixies erano al 99% in mano a Frank Black»
 
Boredoms
- Seadrum/House of Sun
(Warner Japan, 2004)
«Due brani di 20 minuti l'uno per l'esemble nipponico. Il primo è una corsa sfrenata, jam infinita rivitalizzante e scatenante. Un viaggio psichedelico adagiato su sitar e flauto il secondo. A loro modo immortali
 
Valentina Dorme
- Maledetti i pettirossi
(La Spina Editrice / Fosbury Records, 2004)
«Un libretto con tutti i testi della band veneta ed un EP con due anticipazioni del nuovo album. Un oggetto raro e prezioso che rivela la poesia delle liriche di Mario Pigozzo Favero.»
 
Comets On Fire
- Blue Cathedral
(Sub Pop, 2004)
«Acide chitarre seventies, bassi pestati, esplosioni di rumori, boati e feedback. Amore verso la psichedelia hard senza cadere nel revival. Uno dei dischi del 2004.»
 
AA.VV.
- DFA Compilation #2
(3CD, EMI, 2004)
«Non una mera elencazione remixata del nostro presente ma una sorta di volo verso la musica che sarà. Per la testa, per la pancia e per le gambe. Una profezia in tre paragrafi.»
 
Mercury Rev
- The Secret Migration
(V2, 2005)
«Un timbro incredibile, a metà tra Nina Simone e la più eterea delle voci bianche. Il cantautore scoperto da Lou Reed potrebbe diventare uno dei pochi a cui affibbiare l’appellativo di inimitabile
 
Antony And The Johnsons
- I Am A Bird Now
(Secretly Canadian, 2005)
«Un timbro incredibile, a metà tra Nina Simone e la più eterea delle voci bianche. Il cantautore scoperto da Lou Reed potrebbe diventare uno dei pochi a cui affibbiare l’appellativo di inimitabile
 
Non voglio che Clara
- Hotel Tivoli
(Aiuola Dischi / Self, 2004)
«Tenco, Mina, ma anche Smiths nell'esordio della band bellunese. In meno di mezz'ora ci si dimentica della modernità, per diventare nostalgici di un'epoca che non abbiamo mai vissuto
 
The Go! Team
- Thunder, Lightning, Strike
(Memphis Industries, 2004)
«Difficile spiegare il segreto di questo esordio. Un grande impasto di suoni, colori e parole. Un invito a lasciarsi coinvolgere dal ritmo e dalla musica. Per fortuna escono ancora dischi così.»
 
Artemoltobuffa
- Stanotte|Stamattina
(Aiuola, 2004)
«Una delle sorprese del 2004. Una musica che si muove tra Perturbazione e Sparklehorse, En Roco e Samuele Bersani. Un disco semplice, emotivo, fragile, dolce, romantico, sognante.»
 
Bugo
- Golia e Melchiorre
(2CD, Universal, 2004)
«Nel primo cd brani sintetizzati e iper-mixati, atmosfere scarne ed essenziali nel secondo. Probabilmente la più importante pagina di pop italiano scritta da molti anni a questa parte.»
 

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