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| THE MAGNETIC FIELDS - Realism
(Nonesuch Records, 2010) |
| Dopo i feedback ecco un album di folk classico dall'attitudine provocatoriamente naif e reazionaria. Una mirabile arcadia di melodie senza cronologia. E l'ondivaga genialità di Merritt vince anche stavolta. |
| recensione di Francesco Giordani
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The Flaming Lips
The Dark Side Of The Moon
(Warner Bros, 2010) |
| I Flaming Lips rifanno tutto "Dark Side". E non è chiaro se i nostri affrontino l'impresa come adepti del culto Pink Floyd o come guerriglieri intenti a fare giustizia di uno degli ultimi colossi del rock classico. |
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Samuel Katarro
Off (Modena)
(3 marzo 2010) |
| La prima data del tour di presentazione del nuovo "The Halfduck Mistery". Samuel ora ha una band e al blues preferisce la psichedelia. All'Off va in scena un'idea di come poteva essere la musica negli anni '60. |
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Thee Silver Mt.Zion
Kollaps Tradixionales
(Constellation, 2010) |
| Ed al post-rock della band canadese si aggiunse la voce irregolare di Efrim Menuck. Il pathos aumenta, la musica esplora nuove strade. Forse ancora non si vede la luce, ma verso qualcosa ci si muove. |
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Owen Pallett
Heartland
(Domino, 2010) |
| Già collaboratore di Pet Shop Boys, Arcade Fire e Grizzly Bear Owen Pallett si conferma sublime e ricercatissimo arrangiatore. Il suo è un pop polifonico con ampie ali orchestrali, nutrito di aeree visioni wilsoniane. |
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Eimog
Scenario
(Sudway Produzioni, 2010) |
| Tutto scorre, e lo si può rappresentare in suoni. Post-rock, ambientazioni malinconiche e rarefatte che è difficile immaginare vengano dalla Sicilia. Ma è proprio questa la forza degli Eimog. |
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Charlotte Gainsbourg
IRM
(Warner, 2010) |
| Charlotte Gainsbourg con la sua voce "francese" cammina sui tappeti di pop elettronico costruito da un Beck in stato di grazia. Un disco a suo modo sorprendente. |
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Peter Gabriel
Scratch My Back
(Virgin, 2009) |
| Artisti suggeriti dalle figliole (Bon Iver, Regina Spektor), coetanei e vecchi amici (Paul Simon, Talking Heads) e poi Radiohead, Arcade Fire, Elbow. L'ex Genesis mantiene la sensibilità dei bei tempi, anche nelle cover. |
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Ronin
L'ultimo Re
(Ghost Records / Venus, 2009) |
| Un disco avantgarde suonato con delicatezza, tra divertita ingenuità ed esotismo. Ed ogni tanto sembra di ascoltare una musica che non ha più nome. |
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Kasabian
Estragon (Bologna)
(19 febbraio 2010)
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| Per spiegare i Kasabian non basta dire che sono i nuovi Oasis. I quattro di Leicester sono diventati una vera band. E in un Estragon al massimo della sua capienza è subito bolgia. |
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Massive Attack
Heligoland
(EMI, 2010) |
| Stranianti come sempre i Massive Attack tornano con un album-mosaico più suonato e meno elettronico. E se solo non avessero aspettato 7 anni... |
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Did
Kumar Solarium
(Foolica Records, 2010) |
| Punk-funk stordito e balbettante, che macina !!!, Q and Not U, Liars, Rapture e Crystal Castles in un delirio discoinfernale. Uno dei migliori album non italiani realizzati da un gruppo italiano nel 2009. |
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Retribution Gospel Choir
2
(Sub Pop, 2010) |
| Alain Spahawk e Steve Garrington rispolverano le chitarre e le armonie à la Byrds di "The Great Destroyer". Un progetto nuovo, ma pur sempre due terzi dei Low. |
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Ok Go
Of The Blue Color Of The Sky Riders
(Capitol, 2010) |
| Rieccoli quelli che saltavano sui rulli. Tra Prince, Flaming Lips e Beck la band statunitense propone il solito power pop farcito di sonorità 80s. Ma senza l'originalità e la freschezza di "Oh no". |
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Jeffrey Lee Pierce Session Project
We Are Only Riders
(Glitterhouse, 2009) |
| Un vecchio nastro impolverato con outtake da "Ramblin'" ed amici ed artisti come Nick Cave, Mark Lanegan, Debbie Harry, Lydia Lunch a dare una veste definitiva a quei pezzi. |
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Four Tet
There Is Love In You
(Domino, 2009) |
| Kieran Hebden ha deciso di esplorare a fondo il suono tech-house. Dalla cassa dritta al ricamo glich, un album vivo e viscerale, capace di accarezzare l'emotività e di penetrare nello stomaco. |
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Bear In Heaven
Beast Rest Forth Mouth
(Hometapes, 2009) |
| Tribalismo post-metropolitano, hypno-trance che fa venire in mente Liars e Psychic Ills. Ricerca sonora e schizofrenia, dalla misteriosa band newyorkese un lavoro notevole. |
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Il Pan del Diavolo
Sono all'osso
(La Tempesta / Venus, 2010) |
| Piccoli fenomeni crescono in fretta, nell'era di internet. Qualche anno fa toccò a Le Luci della Centrale Elettrica, oggi alla giovane band siciliana con questo folk'n'roll casalingo, fatto solo di grancassa, chitarre e sonagli. |
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Spoon
Transference
(Merge, 2010) |
| Troppo a lungo sottovalutati e senza un vero perché. Essenziali e coraggiosi, mai troppo distorti, mai troppo pop, mai troppo esosi. Il giusto mezzo come stile di vita. |
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Eels
End Times
(Vagrant, 2010) |
| "End Times" è lo yang di "Hombre Lobo". Il blues nervoso e venato di rock'n'roll lascia spazio alle ballate meditabonde e introspettive di cui si erano perse le tracce. |
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Appaloosa
Savana
(Urtovox / Audioglobe, 2009) |
| Ingegneri in distorsioni mastodontiche, dove i riff si riavvitano in qualcos'altro, in un viaggio fatto di semicurve. A tratti vengono in mente i Battles, ma Livorno è diversa da New York. |
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Motorpsycho
Heavy Metal Fruit
(Stickman, 2010) |
| Guerra agli amplificatorini da indie-poser. Sei brani per un'ora di heavyness ortodossa, sotto i numi tutelari Black Sabbath e Blue Oyster Cult. Ed il disco "pesante" lo è di sicuro. |
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Air
Estragon (Bologna)
(22 gennaio 2010) |
| Anche dopo il deludente "Love 2" potremmo snobbare gli Air soltanto se in Italia avessimo qualcosa di simile. Non lo abbiamo né lo avremo mai probabilmente, quindi poche storie. |
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Os Mutantes
Rainy Days
(Mabel / Inconsapevole Records / Hollow Tree Records / Tannene Records, 2009) |
| Una ristampa in vinile per l'uscita de "La Prima Cosa Bella" dove i nostri interpretano un quartetto beat. Come Liverpool anche Livorno è un porto, e la realtà non è tanto distante da quel set sulla spiaggia. |
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Vampire Weekend
Contra
(XL, 2009) |
| Arrangiamenti forbiti, una scrittura più matura e la vera novità, i sintetizzatori. Un lavoro sofisticato ma fedele all'essenza dei quattro newyorkesi: un afro-pop da perfetti dottorandi in etnomusicologia postmoderna. |
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Gerda
Gerda
(Wallace Records, 2009) |
| Nevrosi post-hardcore dai risvolti mathematicamente grind, quasi-black. Nel terzo album la band di Jesi contiene il caos definendo strutture complesse, con attorno una sessione ritmica siderurgica. |
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