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EVER-KALPORZ gli intramontabili
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  ALICE IN CHAINS - Jar Of Flies (Columbia, 1994)
La rappresentazione più vera del lato nascosto del grunge, che si stava trasformando in un folk-movement. Sfrigolii, archi, wah-wah, accordature aperte. Forse il più bell'ep che sia mai stato composto.
   recensione di Paolo Bardelli  
vai alla recensioneAir
Moon Safari
(Source, 1998)
1998. L'anno del vero sbarco sulla Luna. Lounge, elettronica, pop francese anni '60. "Moon Safari" è un'esplorazione continua, un viaggio nel passato con il fascino di ciò che verrà. In una parola: retrofuturismo.
 
vai alla recensioneCult
Love
(Beggars Banquet, 1985)
Psichedelia e hard rock votato al blues, ballads degli indiani d'America e dark. Antesignano del grunge, "Love" c'entrava poco col suono degli anni '80 più stereotipati.
 
vai alla recensionePrimal Scream
Scremadelica
(Creation, 1991)
Una fusione del tutto sperimentale di stili, attitudini e sensibilità pescate dagli anni '50 ad allora. Il rock unito alla musica dei club e dei rave come nessuno aveva saputo fare.
 
vai alla recensioneEinsturzende Neubauten
Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala
(Some Bizarre, 1987)
L'importanza di un album spesso dimenticato. Voci sommesse, spazio alle emozioni più intime. Qui c'è già quello che la band di Blixa Bargeld sarebbe diventata.
 
vai alla recensioneDadamah
This Is Not A Dream
(Kranky, 1992)
La più bella realtà indipendente degli anni '90 arriva dalla Nuova Zelanda. Album perfetto, che lambisce il post-rock, sfiora l'irruenza indie e non dimentica i Velvet Underground.
 
vai alla recensioneSwell Maps
A Trip To Marineville
(Rather/Rough Trade, 1979 / Secretly Canadian, 2004)
L'esordio della band del compianto Nikki Sudden. Capaci come pochi di muoversi con libertà nel terreno della New Wave, senza di loro sarebbe difficile immaginare Sonic Youth e Pavement.
 
vai alla recensioneTalking Heads
77
(CD+DVD, Warner, 2006)
La Warner ristampa con bonus e dvd l'intera discografia della band di David Byrne. L'etica punk incontra il funk. Inizia qui l'avventura di una delle più importanti apparizioni musicali di tutti i tempi.
 
vai alla recensioneWoody Guthrie
Dustbowl Ballads
(Rounder, 1940)
I padroni della guerra, il fascismo americano, La falsità del potere. Il logorroico talkin' blues di Woody cantava la povertà. Dove sarebbero Dylan, De André e Springsteen senza il suo esempio?
 
vai alla recensioneFranti
Non classificato
(3CD, Blu Bus, 1987 / Stella Nera, 2004)
Un miracoloso incrocio di punk, folk, blues, cantautorato e canti di lotta. Rifiutati dalle major ma anche dal mondo alternativo. Una delle poche esperienze realmente underground della nostra politica.
 
vai alla recensioneMusica Elettronica Viva
The Sound Pool
(J.A.T., 1969)
La città del MEV è Roma. La musica mutuata dalla "natura" si sposa con l’avanguardia jazz. Musica inconscia, composta anche di strepiti e suoni provenienti dal pubblico. No, non è un disco facile.
 
vai alla recensioneMetal Urbain
Les hommes mortes sont dangereux
(France-Celluloid, 1978)
Mentre Londra bruciava Parigi restava la città del can can. Ma proprio lì dall'incrocio tra feedback punk e suoni sintetici alla Suicide si consumò in quattro anni l'avventura Metal Urbain.
 
vai alla recensioneA Filetta
Una tarra ci hè
(Olivi Music, 1994)
Grandi interpreti della polifonia corsa in un'opera seria, rigorosa, ispirata. Le musiche di J.C.Acquaviva sembrano arie tradizionali per quanto sono capaci di rendere emotivamente l’essenza isolana.
 
vai alla recensioneAmon Düül II
Phallus Dei
(Liberty Records, 1969)
Germi psichedelici, malattie pre-wave, progressive. Nel periodo del Kraut-Rock, tra percussioni africane e canti gregoriani, un album dal suono meticcio, aperto a ogni influenza.
 
vai alla recensioneBeach Boys
Pet Sounds
(Capitol, 1966)
Un album citato in ogni storia del rock. "Pet Sounds" porta alle estreme conseguenze il discorso sul pop intrapreso dalla band e segna il primo insuccesso commerciale dei Beach Boys.
 
vai alla recensioneThe Who
The Who Sell Out
(Track, 1967)
In un solo disco rock, pop, sociologia e humor inglese della miglior specie. A ben vedere è questo l’album che meglio rappresenta la carica eversiva degli Who.
 
vai alla recensioneGalaxie 500
On Fire
(Rykodisc, 1989)
In apparenza il rallentamento delle sfuriate narcolettiche dei Velvet Underground. Ma la ricerca estrema delle radici del suono ha fatto di loro un punto d'ispirazione per decine di gruppi.
 
vai alla recensioneAllman Brothers Band
At Fillmore East (Deluxe Edition)
(Mercury, 2003)
Blues, jam, improvvisazione selvaggia. Un'autentica bomba sonora, un manuale su cui molti gruppi hanno studiato e continuano a studiare.
 
vai alla recensioneCream
Fresh Cream
(Polydor, 1966)
Nell'esordio dei Cream il blues revival incontra il rock psichedelico. Tra brani originali e cover Clapton, Bruce e Baker confezionano un disco destinato a lasciare il segno.
 
vai alla recensionePulp
Different Class
(Island, 1995)
Riferimenti al glam, componente teatrale e padronanza della melodia. Furono loro a raggiungere il vertice stilistico nel Brit-Pop. Una collezione rara di pezzi imperdibili. Un album strabiliante.
 
Cheap Trick
In Color
(Epic, 1977)
"In color" suona come se Lennon/McCartney si fossero improvvisamente innamorati di chitarre aggressive e atmosfere glam. Un album di straordinaria freschezza, potenza e persuasione.
 
Frank Zappa
Civilization Phaze III
(Zappa/Rykodisc, 1994)
Opera simbolo di uno dei maggiori esponenti dell'avanguardia del 900. 2 cd, il primo suonato al synclavier, uno dei più grandi saggi pratici sulla concezione postmoderna dell'arte.
 
David Peel
-
Have A Marijuana (Elektra, 1968)
Una mattina un gruppo di persone va davanti a casa di Dylan definendolo traditore. A guidarli c'è David Peel, giovane cantastorie che canta quello che l'America ha paura di ascoltare.
 
Spirit
-
Spirit (Columbia Sony, 1968)
Deliziosa fusione di pop visionario, lontani rimandi folk e sapienza jazz. Memorabili "Fresh garbage", "Mechanical world" e "Taurus", copia della posteriore "Stairway to heaven".
 
Radio Birdman
-
Radios Appear (Sire, 1978)
Insieme ai Saints il più grande gruppo rock australiano. Inquadrati nel punk ma il loro sound è del tutto personale, con la chitarra di Deniz Tek che alterna riff e assoli con eleganza.
 
Marc And The Mambas
-
Torment & Toreros (Some Bizarre, 1983)
Almond lontano dai Soft Cell. Un affascinante viaggio all’interno dei codici della musica latina. Un disco estraneo ad ogni epoca, e per questo ancora più importante.
 
Husker Du
-
Zen Arcade (SST, 1984)
La scena indipendente dei primi anni '80 negli USA non può prescindere da Sonic Youth e Husker Du. Urgenza punk, ritmi convulsi e un'attitudine innata per la melodia. Capolavoro e spartiacque.
 
Gang Of Four
Entertainment! (EMI, 1979)
Intrattenimento come fulcro dello sfruttamento capitalista. Disco seducente, padre del connubio musicale punk/pop/funky e sapiente unione di dissertazione intellettuale e irruenza sonora.
 
Pearls Before Swine
-
One Nation Underground (ESP, 1967)
L'arte visionaria di Tom Rapp. Uso di strumenti come banjo, mandolino, vibrafono, corno inglese, celeste. L'Acid Folk raggiunge uno dei suoi picchi espressivi.
 
Bauhaus
- In The Flat Field (4AD, 1980)
Percussioni impazzite, una voce profonda, una chitarra acida e un basso potente e regolare. Sonorità "gothic", l'esordio dei Bauhaus rappresenta il movimento inglese dell'epoca.
 
The Pretty Things
- S.F. Sorrow (Repertoire, 1968)
Un bombardamento di idee e di visioni. La prima "opera rock"della storia, prima di "Tommy" o di "The Wall" i Pretty Things tracciano un universo malato, violento, senza via d'uscita.
 
Van Dyke Parks
- Song Cycle (Sundazed, 1968)
E' ora di rivalutare questa figura fondamentale del pop Usa anni ’60. In questo esordio solista trova sfogo il suo geniale eclettismo: dal ragtime alle orchestrazioni classiche, passando dal pop.
 
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