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STEVE WYNN
intervista di Daniele Paletta

Sono venuto a vedere il tuo concerto a Mantova,
e penso che sia stata davvero una serata speciale: c'era
un'atmosfera particolare nell'aria, tu e la band avete
avuto la stessa sensazione? Quali sono le tue impressioni
su quel concerto?
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| Steve
Wynn |
Beh, è una sensazione bellissima
quando entri in una venue per il soundcheck e vedi qualcosa
come quello che abbiamo visto a Mantova (il teatro Bibiena,
NdI). Non esattamente il tipico rock club, giusto? Così
ti senti di suonare musica che renda onore ad un posto
bellissimo e a quelli che vi hanno suonato prima di
noi (Mozart!). Anche il suono era grandioso, e così
c'erano tutti gli elementi per un'esibizione speciale.
Come mai avete deciso di suonare
alcuni concerti acustici durante il tour?
La nostra batterista, Linda Pitmon,
ha contratto un'infezione al pollice due giorni prima
del nostro tour italiano, e ha dovuto rimanere in Germania
per l'operazione e la convalescenza. É stato
un serio colpo per il tour, dato che lei è davvero
una parte importante della nostra musica, ma non volevamo
cancellare nessuna data, e così abbiamo trovato
un modo di mantenere l'intensità e l'eccitazione
della nostra musica, ma senza la batteria. Penso che
abbia funzionato e, a dire la verità, era buono
per uno spazio come quello in cui abbiamo suonato a
Mantova. Linda ora sta meglio ed è di nuovo alla
batteria per il resto del tour.
Per i testi e per la sua atmosfera, "Static
transmission" sembra un album piuttosto "dark":
è un riflesso delle cose che sono successe negli
ultimi due anni?
Forse. Penso che ci sia un po' dello
spavento e della confusione e delle contraddizioni e
del bisogno di risposte e di comprensione che ho sentito
a New York dopo l'11 Settembre. Ma questa è solo
parte del disco: penso che sia un po' dark, ma c'è
anche una certa comprensione, una certa trascendenza,
in alcune delle canzoni, e penso che questo sia piuttosto
positivo. Ma di solito io sono il peggior interprete
del significato delle mie liriche.
Sia "Here come the miracles" che "Static
transmission" suonano piuttosto duri, grezzi: sei
consapevole del fatto che questo è esattamente
l'opposto di quello che la gente potrebbe aspettarsi
da un artista che è in giro da più di
vent'anni?
Non capisco perché chiunque
dovrebbe diventare "pacato" (sic) solo perché
si invecchia. Io amo tuttora la musica dura, catartica
e a tutto volume, e ho la stessa confusione di sempre,
la stessa ansietà e lo stesso bisogno di comprendere
le cose con la mia musica.
Sento che il mio prossimo disco potrebbe essere il mio
album più duro e più rock di sempre, anche
se mi riservo sempre il diritto di continuare a cambiare
idea.
PJ Harvey disse, a proposito del suo ultimo album,
di aver scritto canzoni che potevano essere considerate
simili a piccoli film: pensi di poter dire lo stesso
delle tue canzoni?
Penso di sì. "Amphetamine"
certamente sembra un piccolo film, così come
"Hollywood". Spesso sono emozionato e influenzato
dai film e provo spesso a trovare modi di ricreare le
stesse sensazioni che provo guardando un bellissimo
film nelle mie canzoni. Mi sono sempre chiesto come
sarebbe avere un disco prodotto da qualcuno come Martin
Scorsese o Francis Ford Coppola.
Nella tua carriera hai lavorato con alcuni dei nomi
più importanti della scena indie USA, e tuttora
collabori con alcuni di loro (Chris Cacavas, Howe Gelb
):
com'è l'atmosfera quando lavorate insieme, nel
Wavelab Recording Studio di Tucson?
Grandiosa. E veramente amichevole.
Amici come Howe e John e Joey (dei Giant Sand) ci vengono
a trovare spesso e c'è veramente un senso di
comunità. Lo trovo sempre molto divertente quando
la gente mi chiede "com'è lavorare con membri
dei Calexico" perché penso a loro come amici
che conosco da moltissimi anni. Abbiamo imparato tutti
insieme qualcosa sulla musica e sulla vita e sull'andare
in tour allo stesso momento.
Cosa ti spinge a scrivere canzoni, pubblicare dischi
e andare in tour in tutto il mondo dopo tutti questi
anni?
Mi diverto ancora moltissimo.
È così semplice! C'è una sensazione
che provi quando scrivi una canzone o registri qualcosa
in studio o fai un concerto, e senti che sei andato
da qualche parte dove non sei mai stato prima
è
indescrivibile. È come una droga. E continua
a farti andare avanti.
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Link in giro per MusiKàl!:
Steve Wynn & The Miracle 3 - Concerto
a Mantova
Steve Wynn - Here
Come The Miracles
Dream Syndicate - The
Days Of Wine And Roses
PJ Harvey - la
Kalporzgrafia
(6 giugno 2003)
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