|
PGR, per gradita (pseudo)-reunion
Intervista di Simone Sacco 
Era il '98: un campionato del mondo dopo quell'alienante
tournee
(correvano i tempi di "T.R.E." e di un pubblico
ormai troppo generalista
), ritornano i C.S.I.,
pardon i PGR, forti di un nuovo disco, deboli per la
defezione di un loro componente storico e rispettosi
di una cicogna in arrivo
I casi sono due. Gruppo in crisi d'identità per
l' inaspettato successo raggiunto decide di sciogliersi
e (dopo un greatest-hits ed una necessaria pausa di
riflessione) di ricominciare sotto un'altra identità
pubblicando un album di - perdonatemi la brutta definizione
- "etno-ambient". Oppure, "così
vanno le cose, così devono andare" e trovare
una spiegazione razionale all' ennesima metamorfosi
del Consorzio Suonatori Indipendenti, attualmente PGR
(acronimo di "Per Grazia Ricevuta") ed ancor
prima C.C.C.P. (ma erano i tempi degli Assiri o dei
Babilonesi
) è impresa ardua come descrivere
concetti tipo Amore, Sesso, Comunismo o Arte.
 |
| Giovanni
Lindo Ferretti, "questa non è una
reunion" |
Fatto sta che per me le due
plausibili spiegazioni pari sono; ma, parliamoci chiaro,
perché diciotto euro sono pur sempre diciotto
euro: "PGR",
nove canzoni (canzoni?!), confezione spartana ed un
poco "arty", booklet praticamente inesistente,
non è un disco facile. Un album, forse per merito
del produttore Hector Zazou, sempre in bilico tra ricerca
e tradizione. Se siete fervidi di fantasia, immaginatevi
un misto di De Andrè periodo "Creuza de
ma" e Transglobal Underground, Battiato e Tortoise,
"Linea gotica" e Boards of Canada. Sopravvissuti?
Ok, allora lasciatemi aggiungere che l'opera in sé
è anche parecchio affascinante in vista delle
sue future "applicazioni teatrali". Ma per
quelle ci sarà da aspettare l'anno venturo, ragion
per cui non potevo permettermi di perdere l'occasione
di dialogare fin da ora con un loquace Giovanni Lindo
Ferretti (voce) e con un Gianni Maroccolo (basso e synth)
in versione "quiet-one", incontrati in un
uggioso pomeriggio di maggio milanese.
La domanda suonerà un po'
scontata, ma com'è andata esattamente questa
volta?
Giovanni: "Io non avevo voglia che nascesse
questo disco! O perlomeno, non così in fretta
La nostra fine come C.S.I. era ancora fresca ed io,
obbiettivamente, necessitavo di più tempo. Ma
quando hai la fortuna di far musica con grandi artisti
come Giorgio (Canali, chitarra), Francesco (Magnelli,
tastiere) o Gianni, non puoi pensare di stare troppo
tempo inattivo. Loro sono sempre lì, presi a
suonare e, mentre io meditavo sugli attriti con Massimo
Zamboni (il chitarrista storico fin dai tempi dei C.C.C.P.
ed il "grande assente" dei PGR, ndr), Giorgio
e Gianni stavano già esercitandosi per depurarsi
dai C.S.I. mandandomi dei "demo" con il risultato
dei loro sforzi
"
 |
| Ginevra
Di Marco, avrà pure il diritto di allattare
Jacopo in santa pace? |
Poi, estate del 2001, capita un
evento imprescindibile per voi non ancora PGR; vero?
"Esatto, quando si dice la casualità
Dovevo mettere in piedi con pochi mezzi una serata in
onore di Don Dossetti a Montesole, sull'appennino emiliano.
Ed anche se mi rivolsi agli ex-C.S.I. per organizzare
il - chiamiamolo - "concerto", ci accorgemmo
tutti quanti che la situazione era drasticamente mutata:
non c'era più la batteria, il pianoforte era
tornato protagonista, la musica era quasi impercettibile
da quanto era poco amplificata, niente luci da palco
ma ceri, io che, più che cantare, recitavo
Però in compenso venne tantissima gente scarpinando
su per il monte. Bene, tre ore dopo la serata era finita
ma allo stesso tempo era ricominciato qualcosa d'altro
"
E' vera la leggenda che "PGR"
nasce come disco strumentale arricchito solo in un secondo
tempo dall'intervento vocale di Giovanni?
Gianni: "No, nella maniera più assoluta.
Il disco è nato dopo Montesole e lì Giovanni,
anche se convalescente e dedito alla lettura di preghiere,
era di nuovo della partita".
 |
| La copertina
di PGR, alcuni brani del disco faranno parte
della colonna sonora del film su Silvia Baraldini
(news) |
E' risaputo che nel tuo
stereo passino pochi ma buoni cd: cosa ti ha entusiasmato
durante le registrazioni con i PGR?
Giovanni: "Pochi è sicuro, buoni
è un azzardo
Comunque a livello di ascolti
sono ancora fermo alla colonna sonora di "Himalaya",
un disco che mi ha emozionato tantissimo. Non ascolto
musica in generale ed ancor meno quando registro".
Mentre i Subsonica fanno duecento
date all'anno, sul vostro sito sta scritto che per i
PGR di tour non se ne parla fino a gennaio 2003: chissà
come saranno stati contenti quelli della vostra casa
discografica ad apprendere la notizia
Giovanni: "Lo so che sembra una scelta anti-commerciale,
ma fa parte dell'essenza dei PGR agire così.
Perché questa non è una reunion e non
ci sono tappe obbligate da seguire. E poi, quelli di
gennaio non saranno concerti tradizionali ma "pieces"
teatrali, con al massimo musica inedita oltre ai nove
brani del cd, ma con nessun rimando a C.S.I. o C.C.C.P.
Io ho altro da fare adesso e Ginevra (Di Marco, voce)
ha avuto un bambino, Jacopo, da otto giorni. Avrà
pure il diritto di allattare questo bimbo in santa pace,
no?"
Nel primo brano "Krsna Pan
Miles Davis e Coltrane" compare Piero Pelù
ma, fortunatamente, non fa il "Piero Pelù"
Gianni: "Infatti, più che cantare,
fa strani versi ma, per i soliti problemi di copyright,
abbiamo dovuto segnalarlo nei crediti tramutando ciò
che era nata come una bella storia in quel di Parigi
- dove l'album è stato in parte registrato -
in una fastidiosa questione di marketing
"
Se uno ascolta "Tramonto
d'Africa" inevitabilmente pensa a De Andrè
e, forse, a quanto sarebbe stato orgoglioso di avervi
tramandato la sua lezione
Gianni: "Ora come ora, purtroppo, si può
affermare solo il contrario, cioè di quanto siamo
orgogliosi noi di essere accostati all'opera di Faber
"
Vi siete accorti che, oltre a
Neil Young ed ai Gorillaz (!!!), siete stati fra i pochi
finora a scrivere un brano ispirato all'11 settembre?
Giovanni: "Ho avuto molta paura e pudore
ad accostarmi a quell'argomento, come già mi
accadde quando cantai della guerra in Jugoslavia, finchè
non ho trovato le parole che ritenevo più adatte
e congeniali
"
Pubblicando un disco del genere,
quanta distanza artistica sentite dai vostri colleghi
italiani?
Gianni: "E' che non crediamo nell'omologazione,
appena le cose tendono a ripetersi, le chiudiamo e basta
come è successo col Consorzio. Non è un
tentativo di sfidare gli altri o di prenderne la distanze".
Esigete rispetto da chi si avvicina
alla vostra musica?
Giovanni: "Bè, innanzitutto esigiamo
rispetto come persone. Persone che fanno il loro lavoro.
Perciò non capisco dove stia il problema. Se
uno vuole fare casino è stupido che venga a farlo
dove suoniamo noi. Stia a casa, vada altrove
"
Vi vidi sul palco ancora come
C.S.I. ai tempi di "Tabula Rasa Elettrificata"
in un'alienante struttura che non c'entrava nulla con
voi: troppa gente, grida, spintoni e poca concentrazione
per ciò che suonavate. Insomma, sono stati quei
maledetti palasport, nella primavera del '98, ad "uccidere"
i C.S.I.?
Giovanni: "Io non me lo ricordo quello show
perchè, come per tutti gli altri, cantavo con
una corda della Mongolia calata sugli occhi
"
Gianni: "Mi ricordo che quando me ne andai
dai Litfiba, alla vigilia di "El diablo" e
del loro exploit commerciale, il mio povero babbo mi
diede del grullo. Quando riaccadde circa dieci anni
dopo, con i C.S.I. in fase di stallo dopo quell'esperienza
dei palasport, venne da me e mi chiese scusa. Il punto
è: perché dopo essermene andato da un
gruppo di successo, ci ricascai con un progetto immacolato
come quello del Consorzio? Perché ero come quel
bambino a cui si intima di non mettere le dita nella
presa della corrente e lui regolarmente
lo fa!"
PGR: dopo lo shock, finalmente un po' di quiete.
Eh già, Jacopo, era proprio questo il momento
giusto per arrivare
»
Link in giro per MusiKàl!:
News > La
musica di P.G.R., Nest e Goodmorningboy nel film su
Silvia Baraldini
P.G.R. - P.G.R.
C.S.I. - la Kalporgrafia
Ginevra di Marco - Concerto
n.1 Smodato Temperante
Litfiba - 17 re
(7 agosto 2002)
|