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POLLY PAULUSMA
intervista di Daniele Paletta

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| Polly
Paulusma sul palco del Calamita per Live in
Kalporz! |
Sono quasi le due del mattino. Polly Paulusma ha appena
terminato ufficialmente al “Calamita”
di Cavriago il tour di supporto al suo debutto,
l’acclamato “Scissors
in my pocket”. È stato un concerto
difficile per Polly, rimasta quasi senza voce per i
troppi concerti, ma, nonostante la fatica, è
ben disponibile a raccontarci del momento di transizione
che sta vivendo, senza perdere troppo tempo per guardare
indietro. È tempo di un nuovo disco, è
tempo di cambiamenti, e Polly Paulusma non vuole
fermarsi ora. Non può: suonare è la sua
vocazione, e non riesce a respingerla. Questo
è il risultato della nostra breve chiacchierata.
Sei alla fine del tour. Com’è andata,
e com’è stato questo anno per te?
È stato folle! È divertente,
perché ormai siamo all’anniversario della
pubblicazione di “Scissors in my pocket”
in Inghilterra, e quindi questo è davvero un
buon momento per riguardare indietro, e se avessi saputo
tutto quello che avrei fatto in quest’anno penso
che sarei scappata via dalla paura! È stato davvero
bellissimo…aprire i concerti per Bob
Dylan, fare due tour in Italia, due tour in America,
aprire concerti per PJ
Harvey…è stato pazzesco! Sono davvero
contenta, non potevo chiedere niente di meglio per un
primo album che è stato fatto con così
poche prospettive…mentre stavo registrando non
avevo un contratto discografico, non sapevo cosa sarebbe
successo, pensavo di venderlo ai concerti…abbiamo
iniziato a negoziare con la One Little Indian mentre
stavamo registrando, ed è successo tutto in un
momento: abbiamo finito di registrare il disco e abbiamo
firmato il contratto nella stessa settimana. Da quel
momento tutto ha iniziato a girare così velocemente…
Cosa farai ora, adesso che torni
a casa?
Sto disperatamente cercando un produttore
per il prossimo album! Tutte le canzoni sono già
scritte, ne abbiamo 18 che aspettano il prossimo album,
e alcune di quelle le abbiamo suonate stasera (“The
woods”, “Put your suitcase down”…).
Hai già qualche idea sul
produttore che vorresti?
Ho molte idee! Vedremo, però,
quello che succederà…ho ben in testa lo
stile che sto cercando. Sono molto spesso così:
ho idee ben fisse in testa, ma allo stesso tempo cerco
di essere aperta…
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| Polly
Paulusma nell'ultima data del suo tour (sempre
al Calamita) |
Alcune cronache del tuo primo
tour italiano dicevano che tu stavi sperimentando il
suono della chitarra elettrica. Lo stai facendo ancora?
Sì, sì, lo sto ancora
facendo, ma avevamo delle limitazioni sul bagaglio che
potevamo portare in aereo (Polly è di ritorno
dal secondo tour americano, NdI)…ora abbiamo un
membro della band che suona l’elettrica dal vivo,
e io volevo portare la mia, ma non potevamo portare
tutte le chitarre che ho…L’ho suonata durante
il tour americano, e vi ho scritto sopra alcune nuove
canzoni.
Pensi che questo stia cambiando
il tuo modo di scrivere?
Probabilmente sì, ma non mi
piace fermarmi ad analizzare queste cose, pensare troppo…
Ascoltavo oggi il tuo primo disco,
e dalle parole di quelle canzoni tu appari molto determinata
a realizzare quel disco. Senti ancora la stessa determinazione
anche per il prossimo album?
Sì, assolutamente. Un paio
di anni fa un mio amico manager mi ha dato un ottimo
consiglio. Mi disse che, come artista, tu sei sempre
quello in mezzo agli eventi, quello che deve sempre
continuare ad andare avanti. Penso che sia una grossa
tentazione, quando ottieni aiuto dalla casa discografica,
da chi ti aiuta a trovare concerti, a prenotare i biglietti
aerei…insomma, da tutte queste persone che tutto
a un tratto sono nella tua vita, è molto facile
per l’artista rilassarsi e lasciare che tutto
accada, ma la cosa più importante è non
comportarsi così. Devi sempre essere TU a condurre
la corsa. Credo che questo rilassamento, l’atteggiamento
da rockstar, sia un grosso problema per molti artisti.
Hai presente, l’uomo del circo che tiene in equilibrio
tutti quei piatti con i bastoni? Tu, come lui, devi
continuare a far girare tutti questi piatti, per non
farne cadere nemmeno uno…
E, sì, ora ho di nuovo questa sensazione di voler
fare questo nuovo album. In fondo è come la rotazione
del raccolto per un contadino: ora scrivi, ora registri,
e ora fai concerti…ecco, sento che questo è
il momento giusto per fare il disco.
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| P
& P, Polly e Paletta nei camerini del Calamita
per l'intervista. |
È difficile, per
te, conciliare la tua vita familiare con il lato artistico
della tua esistenza?
Sì e no, perché molto spesso riesco a
portare la mia famiglia con me, e sono molto fortunata
a poterlo fare…inoltre non ho figli, quindi per
me è semplice; il ragazzo che suona il contrabbasso
nella mia band, però, ha un bambino, ed è
difficile…
Quando ami così tanto fare una cosa, e vedi quanto
è orribile lavorare – ho lavorato, per
soldi, in diversi uffici, e non posso tornare indietro
adesso…vedi, è così per molti musicisti:
stai trovando la tua arte, se sei un musicista sei un
musicista, è quello per cui sei nato, non hai
davvero scelta.
Ho provato a non fare musica, ci ho provato davvero,
ma lei continuava a tornare indietro…provi a lasciare
perdere, ma non ci riesci: è una vocazione.
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Link in giro per MusiKàl!:
Polly Paulusma - Scissors
In My Pocket
Live in Kalporz!
Bob Dylan - la Kalporzgrafia
PJ Harvey - la Kalporzgrafia
(12 aprile 2005)
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