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PERTURBAZIONE
intervista di Daniele Paletta 
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| "In
Circolo" (Santeria-Audioglobe, 2002) |
Ne senti parlare spesso. Per curiosità visiti
il loro sito web (www.perturbazione.com) e trovi i racconti
divertenti dei loro tour. Poi li vedi salire sul palco
in Novembre al MEI, e quello a cui stai assistendo è
un quarto d'ora di dolcezza, di malinconie autunnali,
suonate da sei ragazzi emozionati e contentissimi di
essere sul palco. Vedi sei amici, prima di vedere sei
musicisti. Il giorno dopo compri il loro CD, "In
circolo", e di colpo scopri una band originale,
ironica e coinvolgente, e di alcune loro canzoni ti
innamori. Profondamente.
A distanza di mesi dall'uscita del loro disco i Perturbazione
ci raccontano del loro ultimo frenetico anno, del loro
rapporto con la musica e di molto altro
Il 2002 è stato un anno molto intenso per voi:
prima "In circolo", i live, la partecipazione
al Tora!Tora!, la ristampa piuttosto recente di "Waiting
to happen" e "36"...è quasi inevitabile
iniziare l'intervista chiedendovi un bilancio dei 12
mesi appena finiti.
Stando a tutto quello che citi sarei
tentato di risponderti in maniera entusiastica. Tutto
quello che è successo quest'anno era per noi
impensabile dodici mesi fa, ma ti racconterei un'enorme
bugia se ti dicessi che "è capitato".
Forti di un disco in cui abbiamo sempre creduto, abbiamo
davvero dedicato ogni momento disponibile al gruppo.
E quello che emerge è la punta dell'iceberg grazie
a radar attenti come Santeria-Audioglobe, nel caso delle
uscite discografiche, e la Mescal - Agnelli per il Tora!
Tora!. Potrei però dirti tutto quello che è
rimasto "sommerso". Scrivemmo a Fiorella Mannoia
che mai ci rispose, MTV non ci ha mai aperto neanche
la porta di servizio (non è il caso invece di
Rete A All Music, che Dio la benedica). Alle selezioni
per Sanremo Giovani ci hanno semplicemente ignorati
e soprattutto siamo ancora tutti sotto schiavismo salariale.
E non dico tutto questo per fare lamentele gratuite
perchè, se potessi vedermi in faccia, non noteresti
un'espressione accorata. E' solo una constatazione che
fa sì che al nostro interno venga mantenuta quella
giusta dose di equilibrio fra il mezzo pieno e mezzo
vuoto del bicchiere.
I Virginiana Miller, hanno espresso centomilavolte meglio
il tutto in una pagina del loro sito che vi inviterei
a visitare.
C'è un significato dietro
alla scelta di chiamare il vostro ultimo disco "In
circolo"?
C'è più di un significato.
Tutto scorre e ricorre, come la domanda sul perchè
abbiamo scelto questo titolo. Però ogni volta
riusciamo a dare una risposta diversa (e questa volta
l'abbiamo scampata con un metaforone da 1000 euro!).
Pensavo ieri sera prima di addormentarmi che sarebbe
bello intitolare un disco "Non", vuoi perchè
è palindromo, vuoi perchè si impazzirebbe
a leggerne le critiche. "Non" è un
disco pacco. "Non" è stato registrato
in tre giorni nella soffitta... "Non" si conferma
disco dell'anno... e così via.
Nelle vostre canzoni i testi, sia quelli più
malinconici che quelli ironici, sono sempre molto curati:
da cosa nascono, da cosa prendete ispirazione per scriverli?
Nascono dall'urgenza di comunicare
e non abbiamo mai fatto troppo per darci una metodologia.
Sono il frutto di quello che ci capita, di quello che
vediamo, di come percepiamo le nostre vite e quelle
di chi ci sta intorno. Magari uno sfogo buttato lì
diventa per magia un testo e, al contrario, il frutto
di ricerche linguistiche finisce nell'immondezzaio (anche
se siamo per il riciclo...)
Per un gruppo come i Perturbazione, troppo "difficile"
per finire in classifica ma troppo leggero per i duri
e puri dell'underground, quanto è difficile trovare
gli spazi per farsi conoscere?
Abbiamo sempre voluto pensare che
negli "spazi", si trovino le "Persone".
Se a una "Persona" piace la musica di un gruppo,
prima o poi si troverà uno "spazio"
adeguato per farli incontrare. La difficoltà
è tutta nell'attesa.
Il vostro sito Internet è
molto curato: com'è il vostro rapporto con la
tecnologia? Favorevoli o contrari alla musica su Internet,
ai download gratuiti e ai software simil-Napster?
Il nostro rapporto con la tecnologia
è esattamente al punto che puoi constatare. Appena
salirà, salirà il livello tecnico di conseguenza.
Vorrei però soffermarmi di più sulla seconda
parte della domanda. Premetto che parto già con
una certa visione della vita alle spalle che mi spinge
ad essere abbastanza curioso e vicino alla scena indipendente
(ma non disdegno le uscite major dei REM o dei Sonic
Youth). Sento anche di poter interpretare il pensiero
di tutti su quanto sto per dire. Oggi, in un attimo
di edonismo che ogni membro di un gruppo non può
disconoscere, ho immesso la parola Perturbazione nel
motore di ricerca Google. Tra le varie cose è
venuto fuori un tipo, in un gruppo di discussione legato
agli mp3, che cercava alcuni album tra cui il nostro
per farsi un bel pippottone peer-to-peer e scaricarselo.
Ora io dico: ben venga, in fondo è un modo come
un altro per farsi conoscere. "Agosto" che,
a detta di molti, è la canzone più riuscita
di "In Circolo" è scaricabile dal nostro
stesso sito. Però, come un paragnosta, mi sono
immaginato quest'essere. Ufficio di una grossa azienda,
ADSL a palla, lui scrive applet java o sofware per questa
ditta e nel frattempo si scarica il nostro e altri dischi.
Provi a dirgli qualcosa. Ti risponde: amico, sei indietro,
la musica è un diritto di tutti, come l'aria
che respiriamo. Ora, dopo avergli dato un sonoro ceffone,
gli direi: anche le tue fottute applet java sono un
bene inalienabile, però, quando prendi lo stipendio
a fine mese, non fai al tuo consiglio di amministrazione
queste considerazioni. Non le hai neanche fatte alla
INTEL quando ti sei comprato il computer con cui da
casa ti ascolti il nostro disco. Me li vuoi pagare questi
soldi o devo fare diventare il tuo portafoglio un bene
collettivo?
Capite che queste considerazioni non partono dai Metallica,
ma dai Perturbazione. E, secondo me, non fanno una grinza.
Andiamo a collettivizzare l'IBM, la Coca Cola, la Nike,
la FIAT, la BMG e rendiamo libera la musica. Nel frattempo,
invece di generare solo plusvalore per le suddette,
sappiate che dare 15 euro a noi, agli One Dimensional
Man, agli Yuppie Flu, ai Giardini di Mirò, ecc.
non rappresenta un gesto reazionario, ma la speranza
della nostra sopravvivenza. Quando poi siederemo tutti
alla destra di Dalla ne riparleremo.
Tutto questo non c'entra niente con quell'odioso parto
di "creativi" che è Rocco Tarocco e
gli appelli di quel vecchio feudatario che è
Renzo Arbore, sia ben chiaro per tutti.
Vinicio Capossela ha detto che per fare musica bisogna
avere una grande fiducia nell'umanità perchè
gli si porge un bene inestimabile (e chi la fa seriamente
lo sa). Per me è stata sempre una frase stupenda
ma a volte penso che se il Vinicio si cala più
di un Whisky spesso e volentieri, una ragione da qualche
parte ci deve pur essere...
P.S. Normalmente nella vita di tutti
i giorni sono un ragazzo tranquillo e benevolente e
scaricherei, se avessi tempo e voglia, "You Know
You'Re Right" perché tanto la buonanima
non può più goderseli.
Quali sono i vostri programmi adesso? Avete già
scritto nuove canzoni?
Noi non ci fermiamo mai, sarebbe
bello dire che siamo sempre in continuo movimento, ma
poi qualcuno fraintenderebbe. Meglio dire che siamo
di nuovo in circolo.
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Kalporzgrafia
Vinicio Capossela - recensioni
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(29 gennaio 2003)
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