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OI VA VOI
intervista di Daniele Paletta

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| Oi
Va Voi (foto di Anthony Crook. fonte: www.oi-va-voi.com) |
Il concerto è appena terminato quando il pubblico,
entusiasta della musica di un gruppo sorprendente come
gli Oi Va Voi, si accalca vicino al palco; il bassista
Leo Bryant e il clarinettista Steve Levi vendono CD
e chiacchierano con la gente che si avvicina, senza
il minimo piglio da rockstar.
Finito l’assalto dei fan, Leo mi concede qualche
minuto per una breve intervista e mi racconta della
nascita della band, dei loro gusti, e dello shock per
i recenti attentati londinesi.
Come nasce un gruppo così particolare come gli
Oi Va Voi?
Il gruppo è nato qualche anno
fa a Londra, la città dove noi tutti abitiamo:
ci siamo trovati subito in sintonia grazie all’amore
comune per il folk e per la musica tradizionale, ma
allo stesso tempo nessuno di noi progettava di suonare
in una folk band; abbiamo provato a portare le nostre
passioni in un ambiente maggiormente attuale.
La vostra musica ha precisi legami
con il klezmer…
Sì, alcuni di noi sono stati
educati alla religione ebraica e altri no, e quindi
è inevitabile che certe musiche, certe melodie,
siano rimaste impresse nella memoria di alcuni di noi.
Ma il klezmer, il retaggio culturale del folk ebraico,
è solo una piccola parte di quello che ascoltiamo:
il nostro batterista è un grandissimo appassionato
di hip-hop, io adoro il drum ‘n’ bass…
…e ci sono anche tracce
di trip-hop, di musica elettronica tipicamente anni
’90, con la particolarità, però,
di essere quasi interamente suonata e non riprodotta
al campionatore…come mai?
Beh, anche questo fa semplicemente
parte dei nostri gusti musicali: amiamo molto l’elettronica,
ma volevamo tentare di creare qualcosa di realmente
diverso dal resto.
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| Oi
Va Voi |
Sul palco avete accennato ad un
secondo album: quando dovrebbe uscire? Da quello che
avete anticipato, sembra che i nuovi brani abbiano linee
melodiche molto più semplici: è questa
la direzione che ha preso il nuovo disco?
Onestamente non te lo saprei dire:
quello che è certo è che in questo album
avremo un maggiore controllo sulla produzione, che stiamo
curando da soli; credo che suonerà molto più
“Oi Va Voi” rispetto al primo album, che
sentiamo comunque molto “nostro” ma che
è frutto anche delle scelte dei produttori che
vi hanno lavorato.
Stiamo finendo di registrarlo, e dovrebbe essere pubblicato
entro la fine del 2005, o per l’inizio del 2006.
Voi abitate tutti a Londra: qual
è stata la vostra reazione agli attentati della
scorsa settimana?
Beh, è…(silenzio,
NdI) È stata una settimana molto strana:
pochi giorni prima eravamo a Edimburgo per il concerto
"Make poverty history”, collegato al Live
8, che si è tenuto proprio durante le manifestazioni
parallele al G8: c’erano 250.000 persone, più
che ad Hyde Park a Londra, ed è stato bellissimo!
E poi, pochi giorni dopo…è stato spaventoso.
Ma a Londra si sapeva che sarebbe successa una cosa
del genere, è come se la stessimo aspettando.
Sapevamo che sarebbe toccata anche a noi, ed è
accaduto.
Certo, nella tragedia siamo anche stati abbastanza fortunati:
ci sono cinquanta morti ed è orribile, ma se
pensi a quello che è successo a New York…È
successo, è toccato anche a noi: ora speriamo
di poter tornare alla normalità.
Questa intervista è
la versione integrale dell’articolo di Daniele
Paletta pubblicato sul quotidiano “Il Giornale
di Reggio”. Grazie alla redazione per la disponibilità.
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Oi Va Voi - Laughter
through tears
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Oi Va Voi in tour fino al 23 luglio
(13 luglio 2005)
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