|
Carlo Pastore e Stefano
Fiz Bottura (MI AMI 2006)
intervista di Luca Vecchi

 |
"37
band, 60 espositori, 10 fumettisti, 4 scrittori
in 2 reading notturni..."
www.rockit.it/miami |
Musica Indipendente a Milano,
il 9 e 10 giugno. Il festival organizzato da Rockit
arriva alla seconda edizione. Abbiamo chiesto a Carlo
Pastore e Stefano Fiz Bottura se la musica italiana inizia
a tirare, cosa significa festival "indipendente"
e se gli indie kid poi si baciano davvero.
Festival estivo, fiera di settore, pomiciata all'aria
aperta... cosa vuol essere il MI AMI?
Carlo: Direi la prima e la terza: la parola "fiera"
decisamente non ci si addice. Il Il MI AMI nasce per
essere un punto di incontro, un luogo di ritrovo e una
certezza musicale. Cioè vedersi ottimi gruppi
in un contesto bello e rilassato. Comprarsi cd e magliette
a costi accessibili e sostenibili. Conoscere operatori
del settore senza nervosismi e frenesia. Darsi i baci
mentre gli Ardecore cantano so' tutte belle le trasteverine.
Nasce per mettere non un punto, ma due punti: è
un modo per stringersi e darsi la fotta, esserci con
fierezza per uscirne contenti e motivati. Il MI AMI
vuole raccogliere attorno a sè tutte le anime
meritevoli della Musica Indipendente per creare assieme
immaginario, stile e consapevolezza. Come avrai forse
letto, 37 band, 60 espositori, 10 fumettisti, 4 scrittori
in 2 reading notturni... insomma, le cifre da sole non
valgono niente, ma danno l'idea di come quest'anno lo
Spirito si sia raccolto attorno a questa cosa di cui
noi siamo solo e soltanto registi. Ci ha sorpreso constatare
quanta attesa si sia formata attorno alla manifestazione,
e ci è piaciuto leggere e discutere con tutti
quelli che ci proponevano qualcosa. L'edizione 2006
è quanto siamo riusciti a tirare insieme. E ne
siamo soddisfatti.
Secondo voi quali sono le caratteristiche
di un festival che lo rendono "indipendente"?
Carlo: Indipendente è una parola bistrattata
che, se non contestualizzata, perde di senso potendone
assumere millemila. Purtroppo definiamo sempre "indipendente"
per negazione (cioè non major), e questa è
una cosa che mi fa incazzare perchè è
sminuente.Il MI AMI è un festival assolutamente
indie perchè rappresenta al 100% lo Spirito di
Rockit, che è un portale nato prima come webzine
(e fanzine, fotocopiata in bianco e nero e distribuita
nelle università) e poi con un percorso totalmente
autonomo. Cosa non meno importante, al MI AMI si esibiscono
solo e soltanto band di area "indie", dunque
legate ad una visione della Musica di un certo tipo.
Stesso discorso vale per gli espositori, e il pubblico:
sarà difficile trovare un bonghista in quei giorni
all'Idroscalo (o uno zarro, per quelli metteremo un
violento cartello di divieto all'ingresso!).
Quest'anno per la seconda edizione
sul vostro sito sono comparsi i loghi di Puma ed Heineken.
La musica indipendente italiana sta iniziando a tirare?
Carlo: Per quanto mi riguarda, quel pelo tira
ancor'oggi decisamente di più.
Fiz: Quello che tira non è la Musica Indipendente
Italiana, piuttosto, quello che fa tirare è la
voglia di cose belle e importanti e necessarie. 1- bisogna
fare le cose, 2- bisogna farsi 1000 domande per capire
bene 3- non bisogna avere paura. Quei loghi sono un
esperimento anche per noi.
La vostra selezione artistica
vuole essere una fotografia fedele della scena italiana
o riflette semplicemente i vostri gusti?
Carlo: Come ogni fotografia molto sta alla sensibilità
del fotografo. Abbiamo scelto 37 band secondo il nostro
insindacabile giudizio, seguendo dunque un percorso
artistico che fosse sensato. Due i Valori: la Qualità
e la Pluralità. Come Rockit ogni giorno svolgiamo
un lavoro di monitoraggio su quanto accade nella musica
indipendente italiana, con passione e dedizione e ormai
anche una certa credibilità, spero. Abbiamo dunque
deciso di non chiamare nessuna delle band esibitesi
lo scorso anno, per stimolare il ricambio e solleticare
la curiosità. E, secondo buon senso, abbiamo
tentato di rappresentare il meglio di ogni etichetta
italiana. Ne sono rappresentate circa 30, alcune di
queste straniere, oltre ad alcuni autoprodotti, sui
quali da sempre scommettiamo. E' il meglio della musica
italiana e - ehm - è ciò che ci piace!
Come mai avete scelto il fumetto
come prima disciplina extramusicale da portare al MI
AMI?
Fiz: E' stato il fumetto a scegliere il MI AMI,
per affinità elettive e vicinanze espressive.
ç'idea è partita da Davide Toffolo (già
l'anno scorso sul palco della prima edizione del MI
AMI coi suoi Tre Allegri Ragazzi Morti). Vista la cronica
mancanza di spazi di eventi di momenti di incontro e
diffusione, si è pensato che poteva essere una
ricchezza per tutti portare anche i fumettisti al MI
AMI. E' stata una cosa molto naturale, proprio perchè
spinta da Davide (fumettista-musicista), un "perchè
non proviamo?". Davide ha coinvolto parecchi disegnatori
molto importanti (oltre che molto bravi) della "scena"
italiana. Ci aspettiamo anche un bel pò di editori
indipendenti e progetti autoprodotti. Non so, io ci
vedo sotto lo stesso filo rosso, tra fumettista e musicista,
quella spinta Do It Yourself allo stesso tempo creativa
e pratica, quel realizzare qualcosa... Il materializzare
quello che è immateriale: il sogno le idee le
visioni. Mi piace stare a vedere cosa verrà fuori
da questa vicinanza anche fisica tra fumettisti e musicisti
durante i 2 giorni del festival.
Dove si terrà e cosa succederà
al MI AMI 2015?
Carlo: Eh, bella domanda. A volte nei giochi
di ruolo mi tocca fare il realista, ma ne parlavamo
ieri da quasi ubriachi con Fiz: vorremmo che fosse sempre
bellissimo, alla sua 15a edizione. Con il delirio e
la folla che preme, con Davide dei Mr Brace sex symbol
delle under 18 e i Sunday Morning in cima alle classifiche
di download degli mp3. Almeno io.
Nel comunicato stampa invitate
a non menarsela, a lasciarsi andare e godersela. Agli
indie kid non viene automatico divertirsi?
Carlo: Ma no. Non è una questione di deformazione
sociale. Solo ci piacerebbe che fossimo tutti abbandonati
e coinvolti e felici. Senza ruoli e senza obblighi contrattuali,
senza per forza dover essere operatori del settore veri
o farlocchi o presunti. E' un invito a stare bene. E
a non pungersi con le spillette.
(6 giugno
2006)
|