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MANUEL AGNELLI
La sincerità prima di tutto
Intervista di Nick Snob 
Geniale, ironico, graffiante. Manuel
Agnelli è molte cose mescolate fra loro, ed allo
stesso tempo è il leader sul palco di una band,
gli Afterhours,
che negli Anni Novanta ha segnato la scena italiana
"underground". Quello che dice non è
mai scontato o banale. Leggere per credere.
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Lo
sguardo del Trent Reznor italiano
(foto presa a prestito dal sito dell'etichetta degli
Afterhours www.mescal.it) |
Tu sei un artista difficile da
inquadrare sotto un'unica luce. Sei un cantante, ma
ad esempio sei molto attratto dal "reading"
(il recitare testi usando un sottofondo musicale, N.d.A.).
Cosa ti piace in particolare di questa forma d'arte?
"Per me è un laboratorio
dove sperimentare nuove cose. Non è un hobby.
E' un bisogno che ho di avvicinarmi alla parola in modo
diverso rispetto a quello che faccio abitualmente come
cantante. Il "reading" è una forma
d'arte dove c'è meno impatto fisico, ma si può
costruire comunque una certa intesa col pubblico, ed
è possibile creare sfumature diverse, nuove,
ogni sera".
Tu scrivi, produci, canti. L'idea
di essere tratteggiato a volte come il Trent Reznor
italiano ti affascina?
Risata fragorosa. "Coi
capelli corti dicono che gli assomiglio molto
Battute a parte, il leader dei Nine Inch Nails è
un personaggio interessante, ed essere accomunato ad
un artista del suo profilo non può che farmi
piacere. Comunque noi non abbiamo molto in comune coi
Nin: loro hanno una predisposizione naturale per l'elettronica,
noi siamo più rock, veniamo da un'altra scena
musicale".
I tuoi testi sono molto belli,
a volte non ti dà fastidio che passino in secondo
piano rispetto alle musiche?
"Io scrivo i testi in funzione
delle canzoni. Non penso di scrivere poesie. Scrivo
per me stesso, uso la scrittura come "auto-terapia",
a volte come sfogo per capire dove sto andando. Scrivere
per me è una ricerca interiore. E mi piace quando
i fans si ritrovano nei miei testi".
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"Per
gli Afterhours nessuna deriva commerciale"
(foto presa a prestito dal sito dell'etichetta degli
Afterhours www.mescal.it) |
Tu sei un personaggio controcorrente?
"No, e non faccio nulla per
esserlo. Sono sempre stato sincero con me stesso, anche
perché recitare una parte alla fine costringe
a pagare prezzi troppo alti. Io sono me stesso, anche
se mi rendo conto, a volte, di non essere un personaggio
facile col quale trattare".
Sull'uscita di Xabier Iriondo
dalla band si è detto molto. Alcuni, a distanza
di mesi, sostengono che l'abbia fatto perché
il progetto "Afterhours" stava scivolando
su binari "commerciali". La tua versione qual
è?
"Lo sa solo lui perché
è andato via. Io credo che sentisse la necessità
di fare altre cose, di avere più libertà
per sé stesso e per la sua musica. Le insinuazioni
su un suo abbandono legato ad una presunta deriva commerciale
della band, sono infondate".
Vi sentite ancora con Xabier?
"Ci sentiamo spesso".
Ci sarà mai un seguito
al tuo libro di racconti uscito qualche anno fa col
titolo: "Il meraviglioso tubetto"?
"A me piace scrivere: prima
o poi farò di nuovo qualcosa. Comunque non sarà
un seguito a quel libro. Non sono uno scrittore prolifero.
Scrivo solo quando ne ho bisogno".
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| "Il
meraviglioso tubetto", Mondadori, intorno
al 12 euro |
A proposito de "Il meraviglioso
tubetto", vedi mai Glicine Del Cosmo (uno dei personaggi
immaginari inventati da Agnelli, N.d.A.)? E cosa ti
dice?
Risata: "Lo vedo di rado,
ci troviamo d'accordo su tante cose. Mi ha insegnato
molto col suo modo di essere cinico e disincantato.
Io e lui non abbiamo perso i contatti, ma non chiedermi
di rivelarti qualche frase storica che mi ha detto,
io e lui non utilizziamo frasi ad effetto quando parliamo
".
Questo è il
meraviglioso mondo di Agnelli.
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Link in giro per MusiKàl!:
Afterhours - la
Kalporzgrafia
(30 ottobre 2002)
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