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LOMA
intervista di Daniele Paletta

Il concerto dei Loma
al Calamita di Cavriago (RE), sabato 15 novembre,
nell'ambito della stagione "Live
in Kalporz!" dedicata al rock indipendente,
è l'occasione per una chiacchierata via mail
con Paola Maugeri, che i più conosceranno
come una delle VJ di MTV, titolare del progetto Loma
assieme a Massimo Ferrarotto.
"Eighteen years of sin"
è un album grezzo, a bassa fedeltà ma estremamente
piacevole da ascoltare, che potrebbe sorprendere
chi si fa guidare all'ascolto solo dai pregiudizi. In
attesa di vederla sul palco, Paola si presta a raccontarci
della nascita del nuovo gruppo e delle sue passioni
musicali.
La prima domanda è piuttosto
banale: cosa ha portato alla fine dei Puertorico e all'inizio
del progetto Loma?
Una naturale evoluzione delle cose. Dopo l'ultimo concerto
con i Puertorico di supporto agli Spain, una delle mie
band preferite in assoluto, abbiamo deciso di prenderci
una pausa.
Ognuno di noi si è dedicato alla propria vita,
perdendoci anche un po' di vista con Thomas; con Massimo
invece siamo rimasti sempre in contatto e un bel giorno
ci siamo resi conto che non avevamo mai smesso di scrivere
canzoni, e allora abbiamo deciso di mettere tutto su
una cassetta e di portarla a Cesare Basile per farci
dare un consiglio.
Dopo solo qualche settimana eravamo in studio per questo
nuovo progetto!
Il disco è prodotto da
Cesare Basile, e anche la sua band è stata coinvolta
nella realizzazione di "Eighteen years of sin".
Come è nata la collaborazione con lui? E cosa
ne pensate del suo ultimo disco? Io lo trovo uno dei
migliori dell'anno, in assoluto.
Anche per noi il suo disco è meraviglioso. Cesare
è un artista veramente unico e grazie a lui abbiamo
capito tantissime cose sul fare musica
La vostra musica richiama molto
certo rock "a bassa fedeltà": Folk
Implosion, Sparklehorse, lo stesso Cesare Basile
sono
nomi che vi hanno influenzato in qualche modo? Che musica
ascoltavate durante la composizione del disco?
Questa è decisamente la musica che abbiamo
sempre ascoltato. Aggiungerei anche Neil Young e per
quanto mi riguarda tanto Beach Boys, Beatles e tutto
quel cantautorato low-fi americano: David Grubbs, Devics,
Low
Cosa si nasconde dietro un titolo
come "Eighteen years of sin"?
Solo una magnifica frase detta da un nostro caro
amico americano una fredda sera a NY al Village in un
baretto che si chiama kgb, mentre raccontavamo delle
confessioni in chiesa alla domenica quando eravamo adolescenti.
È molto particolare l'uso
che fate di uno strumento certo non canonicamente rock
come il corno francese. Come è nata la passione
per questo strumento? So che lo studi da un po' e ti
sei anche iscritta alla Civica di Milano
Alla Civica di jazz di Milano ho studiato per due
anni il basso, tre anni fa. Purtroppo non posso frequentare
adesso la Civica di classica perché, ahimè,
non esiste un corso di corno. Lo studio privatamente
con il quarto corno della Scala, Stefano Alessandri.
È uno strumento meraviglioso, capace di evocare
sentimenti reconditi
forse in un'altra vita ero
cornista! Ho torturato Massimo e Cesare per avere i
corni e scrivere personalmente le melodie. Alle fine
ce l'ho fatta e sono felicissima del risultato Per i
miei gusto c'è troppo poco corno, ne esigerò
di più nel prossimo disco!!!!!!!!!!!
Catania è ancora "la
Seattle italiana", come veniva chiamata qualche
anno fa? Che clima si respira in città, dal punto
di vista musicale? È ancora possibile, secondo
voi, parlare di una scena?
Assolutamente sì, soprattutto se si considera
tutta quella scena noise che fa capo agli Uzeda, ora
Bellini, e che è la migliore scena noise del
nostro paese.
Domanda sgradevole: pensate che
il fatto che Paola sia un personaggio noto possa influire
in maniera negativa sulla credibilità dei Loma?
Insomma, quanto hanno pesato i pregiudizi (sbagliati,
a mio parere) sull'accoglienza del disco, anche da parte
della stampa specializzata?
Non è una domanda sgradevole, è solo
molto frequente!!!!
Le recensioni sui nostri lavori sono sempre state magnifiche
(compreso la tanta temuta stampa specializzata) e di
questo siamo davvero felici
vogliamo solo fare
ciò che per noi è importante, e cioè
la nostra musica, seguendo quella che è la nostra
urgenza creativa.
Per quanto mi riguarda non rinuncerei mai alla televisione
per la musica e viceversa, sono due sfumature dello
stesso colore che fanno ciò che sono, e di questo
sono profondamente grata.
So che nei prossimi giorni girerete
un video a Genova: avete scelto una delle idee che vi
sono arrivate tramite il vostro sito?
Purtroppo no, e solo per un motivo, e cioè
che le idee che abbiamo ricevuto erano estremamente
costose da realizzare! Il nostro sarà un video
low-budget, speriamo di usarle per il prossimo.
Il disco è praticamente
autoprodotto, ma segna anche la nascita della vostra
etichetta, la Nina Dischi: è solo un modo per
produrre esclusivamente i dischi dei Loma, o avete intenzione
di lavorare anche con altri artisti?
Per il momento i dischi dei Loma, ma ben presto
io spero anche la musica altrui. Vorrei aiutare almeno
qualcuno tra tutti quegli artisti talentuosi che mi
spediscono la loro musica. Speriamo bene!
Chiudiamo con una curiosità:
sia in una canzone dei Puertorico sia in una dei Loma
c'è una canzone che nel titolo cita un certo
Thomas. Di chi si tratta?
Si tratta di Thomas Avondo, chitarrista dei Puertorico
e persona a me molto cara.
» Link in giro per MusiKàl!:
Live in Kalporz!
Loma - Eighteen
years of sin
Cesare Basile - Gran
calavera elettrica
Sparklehorse - It's
a Wonderful Life
Neil Young - le recensioni
Beatles - la
Kalporzgrafia
Devics - Concerto
a Cavriago (RE)
Low - Trust
Low - Things
We Lost In The Fire
(14 novembre 2003)
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