KECH
intervista di Daniele Paletta

State per conoscere Giovanna
e i Kech, sabato sera 13 marzo, al 2°
Kalporz Festival. Più che doveroso scambiare
quattro chiacchiere con loro, su quell’ “Are
you safe?” che, a distanza di mesi, continua
a suonare come un’inaspettata boccata d’aria
fresca.
Ecco qui le simpatiche risposte che i cinque hanno dato
alle mie domande petulanti. Ma, scusate un attimo, ragazzi…
una cover di Pappalardo?
(dove non è indicato, è
Giovanna, la cantante, a dare le risposte)
La prima domanda è piuttosto
scontata: come nascono i Kech e con quali obiettivi?
MMM... all'inizio eravamo in tre,
in una cameretta con batteria elettronica 4 piste e
nessuna intenzione di suonare dal vivo. Poi invece la
voglia "da palco"è venuta e dopo una
serie di cambi di line up ed esperimenti siamo arrivati
a una formazione più classica (2 chitarre, basso,
batteria e voce) e a una musica più... rock.
Più o meno ci conoscevamo già tutti da
scuola o perché suonavamo insieme in altri gruppi.
Obiettivi? Non saprei, forse provare a fare le cose
un po' più seriamente rispetto ai nostri gruppi
precedenti e girare in lungo e in largo lo stivale e...
magari fare qualche incursione ancora all'estero!
Il vostro disco ha ottenuto molte attenzioni anche
da parte della stampa non di settore, e le critiche
sono tutte positive: ve lo aspettavate? C'è qualcosa
di "Are you safe?" che vorreste cambiare?
"Are you safe?" è
la somma dei nostri primi due demo come Kech indie rock
band: "A lovely place" (tranne "Elettronic")
e altri 5 pezzi che nessuno aveva sentito ma che facevano
parte di uno stesso periodo. Sono registrati in modo
molto grezzo nella nostra sala prove con un portatile
e due microfoni ma rispecchiano abbastanza quello che
eravamo ormai quasi due anni fa. Ora siamo diversi ma
quel disco va benissimo per il periodo che rappresenta.
Si è strano ma anche la stampa non specializzata
si sta occupando un pochino di noi... pensa che siamo
anche finiti su Maxim dove imperano donnine in abiti
succinti!!
Tutte le recensioni di "Are you safe?" tirano
in ballo i Pixies. Fatemi voi dei nomi che hanno ispirato
la vostra musica, e che nessuno ha ancora citato per
descrivervi.
Giovanna: E' vero che ci piacciono
i Pixies. Credo
che molti dei gruppi che ascoltiamo siano stati citati
nelle recensioni come Pavement,
Breeders, Sleater Kinney, Stereolab... Ma abbiamo gusti
eterogenei: il nostro nuovo bassista Tommaso ad esempio
non ascolta rock (credo non sappia neanche chi siano
il 99, 9% dei nostri gruppi preferiti) ma ha una formazione
classica e se sali in macchina con lui gira Mozart a
palla!
Io sono molto appassionata di un calderone di cose che
vanno da Elliot Smith (:(((), Stone Roses e Beastie
Boys... guarda che ora spariamo nomi che non so se c'entrano
coi Kech ma che piacciono a noi!!
Teddy (batteria): Paul
Weller, Pink
Floyd e Sparklehorse...
Pol (chitarra): Velvet Underground e Beck
Nicola (chitarra): Rolling
Stones
Ascoltando le vostre canzoni, appare spontaneo prestare
attenzione alle chitarre e alla freschezza della voce,
ma non ai testi. Come nascono, e di che cosa parlano
i vostri testi?
I testi e le melodie li faccio io e ho dei metodi che
ho perfezionato e modificato nel tempo... A volte ho
in mente una storia che sviluppo in modo strampalato.
Parto da parole che mi evocano qualcosa e ci costruisco
intorno. Altre invece partono proprio da parole, magari
semplici (e l'inglese è stupendo per questo)
che riescono a sintetizzare in una frase sola un'emozione
o un'immagine...senza dover usare la complessità
dell'italiano che per me col rock non si sposa molto
bene...
I contenuti sono svariati quindi, evocativi più
che descrittivi... “Cerry” parla di un sogno
in cui ricordo una festa indimenticabile di tanto tempo
fa in cui Cerry (un nostro amico) sembrava John Travolta,
la cosa divertente è che lui ora si sposa e noi
suoneremo al suo matrimonio... sperando di rivivere
la festona tutti insieme!!!
Si dice che stiate per tornare in studio, e che abbiate
nuovi brani già pronti. Potete anticiparci qualcosa?
Eheheh abbiamo già registrato
8 pezzi, sempre in sala da noi e sempre con Giuseppe
Ielasi. Ne abbiamo altri ancora ma aspettiamo di vedere
come stanno venendo questi... a giorni passiamo al riascolto
e ai primi mix. Le canzoni le stiamo già suonando
dal vivo quindi sicuramente qualcosa la ascolterete
anche al Calamita!
Un piccolo gioco: se poteste scegliere
di trasferirvi in un'altra città e in un 'altra
epoca solo per la musica che si suonava lì, che
cosa scegliereste?
Giovanna: Manchester primi
anni novanta
Pol: New York anni Sessanta
Teddy: Cuneo 1990
Nicola: Berlino anni '80
State per suonare al 2°
Kalporz Festival. Avete qualcosa di particolare in programma
per noi?
Aspettavamo la fine di Sanremo per preparare una cover
della canzone vincitrice e cantarla insieme tutti in
coro al popolo di Kalporz (possibilmente dopo sette
bicchieri di rosso di Kalporz), ma non ha vinto Pappalardo
e allora siamo un po' spiazzati...
» Link in giro per MusiKàl!:
2° Kalporz
Festival
Kech - Are
You Safe?
Pixies - la Kalporzgrafia
Pavement - la Kalporzgrafia
Elliott Smith -
Figure 8
Elliott Smith - Either/Or
Stereolab - Intervista
(20-11-2001)
Pink Floyd - la Kalporzgrafia
Paul Weller - le
recensioni
Sparklehorse - It's
a Wonderful Life
Beck - le recensioni
Rolling Stones - le
recensioni
Velvet Underground - White
Light/White Heat
Velvet Underground - Velvet
Underground & Nico
(12 marzo 2004)
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