| HUGO
RACE
intervista di Daniele Paletta

In occasione del suo concerto
a Live in Kalporz! il
29 gennaio chiacchierata via email con Hugo
Race. Fondatore dei Bad Seeds di Nick Cave,
produttore, compositore, multi-strumentista, a poche
settimane dall'uscita del nuovo album dei Sepiatone
parla del suo rapporto con il cinema, del progetto
Merola Matrix e del recente tour con Manuel Agnelli
"Songs With Other Strangers".
Il primo marzo esce "Dark
summer", il nuovo disco dei Sepiatone. Il progetto
è rimasto a lungo fermo. Cos'è cambiato
rispetto al primo disco? Puoi anticiparci come suonerà
"Dark summer"?
“Dark summer”, come suggerisce
il nome, forse non è così leggero come
“In Sepiatone”. È basato più
sui loop di vinile, e questi sono ricostruiti per far
risaltare le canzoni che Marta (Collica, l’altra
responsabile assieme a Race del progetto Sepiatone,
NdI) e io stavamo scrivendo in quel periodo; l’album
si basa sulle canzoni, ma queste sono viste attraverso
un filtro di suono surrealistico, per farle sembrare
più dense…allo stesso tempo ci sono le
canzoni, che sono comunque bellissime. Abbiamo abbandonato
il progetto Sepiatone per un po’ per trovare più
ispirazione e perché eravamo impegnati con altre
cose, ma questo ha fatto bene all’album, perché
ci ha dato tempo di meditare su altre cose. “Dark
summer” è come un sogno, nel senso che
i sogni solitamente contengono paradossi, una narrativa
non lineare e momenti di disturbo psichico nel contesto
di uno sconosciuto mondo reale, più vero del
vero.
Hai composto colonne sonore per
alcuni film. Quando si tratta di scrivere musica per
accompagnare immagini, cambia anche il tuo metodo compositivo,
o costruisci la musica sempre allo stesso modo? E, parlando
di cinema: ci saranno altre occasioni di vederti come
attore?
A essere sincero, per me scrivere
per i film sottintende un approccio completamente differente.
Scrivere per me arriva istintivamente, e posso trovare
la canzone che cerco su qualunque strumento abbia a
disposizione in quel momento. Con un suono astratto
la scelta dello strumento arriva per prima, e il pensiero
della musica è quasi un ripensamento. Non ho
recitato per molto tempo (eccetto i video realizzati
assieme ai True Spirit), e lo farei di nuovo solo se
ricevessi un’offerta da un regista che ammiro,
perché non ho davvero il tempo per sceneggiature
che non mi sembrano interessanti.
Lo scorso anno è uscito
un progetto molto atipico: "Merola matrix".
Puoi raccontarmi com'è nata l'idea del progetto?
La ricerca dei brani da riadattare è stata molto
lunga? Come hai lavorato per modificare quei brani,
e cosa ti ha ispirato in quella musica?
“Merola Matrix” è
iniziato da queste sculture di suoni astratti che a
volte realizzo. Qualcuno a Palermo mi ha convinto ad
ascoltare Merola mentre stavo facendo questo live astratto
alla Vucciria. Mi intrigava l’idea di entrare
più a fondo in questa musica e l’ho proposto
allo Zo Centro a Catania, dove mi hanno messo a disposizione
uno studio. Il lavoro nello studio era di gruppo, e
in pratica molte persone sagge arrivavano e gettavano
sul tavolo diverse fonti di materiale perché
noi vi giocassimo. Abbiamo passato lì intere
settimane, con l’Etna in eruzione e la città
deserta. Ho visto il progetto come un modo di esprimere
le mie esperienze fatte in Sicilia e per creare un legame
particolare con quella zona. La creazione della “matrice”
è difficile da spiegare velocemente, ma ci sono
centinaia, forse migliaia, di samples cambiati di tonalità
e compressi temporalmente per creare le canzoni re-inventate
che abbiamo prodotto. Sono molto felice che lo stesso
Merola abbia approvato il progetto e che abbiamo potuto
pubblicarlo, poiché non è stato facile
far sì che la gente prendesse seriamente questo
progetto bizzarro. Ma le intenzioni sono state serie,
eccome.
Sei ancora attivo all'interno dell'etichetta Helixed,
e con che ruolo? Come scegliete il materiale da pubblicare?
”Helixed” è più
una sigla di produzione che una vera e propria etichetta.
Pubblichiamo ogni cosa che realizziamo, invece di darla
in concessione ad altre etichette. Inoltre non ho il
tempo di seguirla, così alcuni amici mi danno
una mano. Per farla breve, la Helixed è la somma
du tutti i miei progetti visti in modo da renderli logisticamente
possibili!
Hai collaborato con moltissimi
artisti di grande fama: c'è una di queste collaborazioni
che ricordi con particolare nostalgia o affetto? E,
a proposito di collaborazioni: come nasce il progetto
"Songs for other strangers"?
Mi diverto ad essere nel momento,
in studio con grandi amici, fondendo i propri campi
mentali e magnetici…nessun evento è stato
più importante di un altro, anche se tutte quelle
canzoni hanno avuto destini differenti… Mi sono
davvero divertito a lavorare con Mick Harvey ai mix
del nuovo album dei Sepiatone in questo piccolo studio
che lui ha realizzato a Melbourne…anche le sessions
con John Parish quest’inverno a Copenhagen hanno
avuto un influsso positivo. Le sessioni di studio più
estreme e folli che abbia mai visto o sentito erano
sono state quelle con il produttore australiano Tony
Cohen…
“Songs with other strangers” è un’idea
di Marta Collica. Lei lo propose una notte in cui io,
Cesare (Basile, NdI), John (Parish, NdI)
e lei stavamo suonando come un collettivo a Catania.
Manuel (Agnelli, leader degli Afterhours NdI)
venne a trovarci e anche lui suonò con noi quella
notte. Molta gente voleva partecipare, ne fummo molto
sorpresi. Questo ha portato al tour recente, che è
andato molto bene. È un bel progetto perché
è nato dal nulla, solo in maniera organica, e
ha dato a tutti la possibilità di vedere quello
che fanno in modo completamente diverso. Ognuno è
libero di essere se stesso in questo progetto.
L'ultima domanda riguarda Nick
Cave, con cui eri insieme già dall'epoca dei
Birthday Party: cosa ne pensi della musica che sta facendo
ora? Mi sembra che la componente blues sia rimasta molto
più forte nella tua musica che non nella sua...
…il che significa che Nick
si è mosso dal passato e che sta sperimentando
con quello che gli sta accadendo ora. Penso che sia
importante essere autentico rispetto a te stesso quando
crei. Quando cambiano le circostanze, cambia anche la
creazione. Alla fine, sei solo mosso da quello che per
te è importante a livello profondo. Altrimenti,
non è reale.
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(29 gennaio 2005)
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