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THE GOSSIP
intervista di Daniele Paletta

Rincorro telefonicamente i Gossip da una giornata intera.
Sono abbastanza ansioso di parlare con Beth Ditto, un
personaggio interessante, l’energia delle prime
riot grrrls e la forza di una voce incredibile. E' il
27 giugno e sono all’”Hana-bi” di
Marina di Ravenna: il loro tour europeo li porta a suonare
proprio in riva al mare. Alla fine non sarà la
cantante a rispondere alle mie domande, ma il chitarrista/bassista
Brace Paine, che dall’inizio condivide con Beth
la storia della band: la fuga dalla prigione mentale
dell’Arkansas fino a trovare casa nella più
tollerante Olympia, dove le scene gay e indie li coccolano
come i figliocci prediletti.
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The Gossip (foto Promorama)
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Come sta andando il tour?
Molto bene, davvero, siamo molto
contenti di essere arrivati finalmente anche in Europa.
Saremo qui ancora per due o tre settimane, e siamo davvero
soddisfatti: il pubblico sta rispondendo bene alla nostra
musica.
Senza contare che avete avuto un’esposizione
molto maggiore con “Standing in the way of control”
rispetto ai vostri primi album…
Sì, infatti le cose stanno
andando molto meglio anche perché ora abbiamo
un’etichetta europea che ci segue (la tedesca
Lado, che ha prodotto il disco assieme alla Kill Rock
Stars) e siamo riusciti a raggiungere molte più
persone…
Trovo che il vostro nuovo album suoni molto diverso
dai primi, forse è perfino più trendy
nelle sonorità…
Sì, credo che “Standing
in the way of control” sia molto più funky
riuscendo a mantenere integro il nostro spirito punk,
perché gli arrangiamenti sono comunque molto
minimali.
Mi ha sorpreso trovare alla produzione di un disco
come il vostro un certo Guy Picciotto… come vi
siete trovati con lui?
Molto bene, è una persona
che lavora benissimo e sa molto bene quello che fa;
io adoro i dischi che ha fatto insieme ai Blonde
Redhead, e poi è un incredibile appassionato
di musica…
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The Gossip (foto Promorama) |
Nei vostri testi si parla spesso
di conflitti, come in “Fire with fire”:
è così che riuscite a vivere ogni giorno?
Dobbiamo davvero sempre tenere alta la guardia?
Qui dovrebbe risponderti Beth, perché
è lei a scrivere i testi… Quello che posso
dirti io è che, sì, quello che cantiamo
e suoniamo è autobiografico, viene dalle nostre
esperienze di vita.
Io e Beth siamo cresciuti assieme nell’Arkansas,
entrambi isolati per motivi molto diversi: io sono cresciuto
in una famiglia molto povera, mentre lei ha pagato il
fatto di essere lesbica e grassa con un isolamento costante
da parte dei coetanei.
Crescendo, anche grazie alla musica siamo riusciti a
sentirci meno isolati.
Immagino che il trasferimento a Portland sia stato
fondamentale per farvi crescere sia umanamente che come
band… non vi disturba che, a distanza di tempo,
la stampa tenti di includere anche i Gossip nel movimento
riot grrrls?
Non ci disturba per niente, anzi,
ne siamo onorati. Siamo cresciuti con quei dischi, ci
hanno insegnato ad amare il rumore. E poi, cosa poteva
esserci di più punk di un gruppo di donne che
salivano sul palco e gridavano tutto il proprio disagio,
o denunciavano la propria oppressione e gli abusi di
cui erano stati vittime? C’era qualcosa di più
punk? Gruppi come le Bikini Kill e le Huggy Bear sono
stati assolutamente fondamentali per noi…
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Link in giro per MusiKàl!:
Gossip - Standing
In The Way Of Control
Fugazi - Argument
Blonde Redhead - la Kalporzgrafia
(19
luglio 2006)
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