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CRISTINA DONA' E DAVEY RAY
MOOR
intervista di Daniele Paletta 
Una serata dedicata alla scrittura delle canzoni, organizzata
dal Centro Musica di Modena, diventa un'ottima occasione
per presentare il nuovo disco di Cristina
Donà, "Dove sei tu", in uscita
il 4 Aprile. Sono presenti, oltre alla cantautrice,
uno dei nomi storici del giornalismo rock in Italia,
Davide Sapienza, che conduce la serata, ed il
produttore artistico del disco, Davey Ray Moor,
pianista e leader dei Cousteau.
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Cristina
Donà durante un concerto al Calamita
di Cavriago (RE) (www.calamita.net).
Foto di Stefano Corrias (2001) |
Molte cose sull'album verranno raccontate nelle oltre
due ore della serata, tra storie assurde (Davey che
decide di produrre il disco di Cristina per colpa di
un decreto post-11 Settembre che blocca il tour dei
Cousteau), particolari tecnici e un'anteprima - voce
e pianoforte- della title-track del nuovo disco, che
si preannuncia davvero incantevole.
Pochi minuti prima dell'inizio della serata, ho avuto
modo di fare una breve chiacchierata con Cristina e
Davey sull'album in uscita, e sul lungo periodo di assenza
di Cristina dalle scene; il risultato è la breve
intervista che segue.
Da "Nido" sono passati
quattro anni e
Ecco
ho paura che tutte le interviste inizino così!
(ride)
no, beh, è colpa mia se provoco
domande del genere, perché se sto via per quattro
anni
Bene. Cos'è successo in
questi quattro anni?
Cristina: Artisticamente è uscito un libro, ho
fatto un viaggio negli Stati Uniti dove ho cercato le
tracce di Springsteen e ne è nato un libro scritto
da Michele Monina (God Less America, ndr), che
però racconta tutt'altro (ride). E' divertente,
anche se non lo considero molto mio, anche se c'è
un DVD curato da me che è più un esperimento
che altro; non che io non creda in questa cosa, ma non
lo considero il mio lavoro principale, ecco.
Quindi non è il tuo secondo
libro, insomma.
Cristina: No, assolutamente.
Beh, ho vissuto da essere umano come tutti anche le
vicende brutte che sono successe dal '99 a oggi, anche
se ci tengo a dire che però come tutti ben sappiamo,
magari in modo meno diretto, di cose brutte ce n'erano
anche prima, ma questa è stata in qualche modo
più eclatante e ci ha colpito in modo particolare:
mi rivolgo ovviamente all'11 settembre e quel periodo
ha creato per me una specie di momento di cambiamento,
di rivalutazione delle cose, una sorta di partenza nuova,
per cui è successo che ho scritto delle cose
che poi ho abbandonato e le ho riprese in un secondo
tempo, mentre alcune altre le ho completamente cancellate,
per cui è passato del tempo.
Una cosa che sento molto è che voglio parlare
ed esprimermi solo nel momento in cui credo di avere
delle cose da dire che possano essere interessanti per
me, e non mi pareva di averne molte prima, quindi ho
lasciato perdere.
Ho fatto concerti fino al luglio del 2001, circa una
settantina di date; per me poi "Nido" alla
fine è uscito nel 2000, perché ho iniziato
a girare con quell'album all'inizio del 2000, mentre
invece è del '99
É successo che ho cercato di elaborare sostanzialmente,
per quanto riguarda la musica, la mia nuova strada.
Come ti ricordi sia "Tregua"
che "Nido", adesso che c'è un disco
nuovo in arrivo, e cos'è cambiato secondo te
rispetto ad allora?
Cristina: Beh, sono state due esperienze
sicuramente diverse e molto costruttive. Il primo me
lo ricordo come se fosse una cosa più pensata,
più forse anche omogenea, c'è stata una
pre-produzione abbastanza lunga, è stato un disco
molto pensato; "Nido" ha avuto il problema
della produzione, per cui lo trovo un disco più
estemporaneo, ma nelle sue parti più riuscite
bello per questa natura, perché ci sono canzoni
come "Nido" stessa, che io amo moltissimo,
che sono rimaste com'erano: è una versione live,
quella, non ha avuto molte elaborazioni; sicuramente
la gestione del disco è stata più difficile.
Questo disco nuovo invece nonostante sia stato elaborato
in tempi molto brevi ha avuto la stessa concentrazione
di energie che ha avuto il primo, secondo me è
molto compatto.
Delle nuove canzoni, ce n'è
una a cui sei particolarmente affezionata e di che cosa
parla, visto che nessuno le ha ancora sentite?
Cristina: Guarda, la prima che mi viene in mente
ma per originalità del testo, non è la
canzone più bella dell'album, anzi, è
quella a cui mi sto affezionando perché non piace
a nessuno! (ride)
Si chiama "Triathlon" ed è una fuga
di questa persona raccontata attraverso le tre discipline
del triathlon, vabbè, poi la sentirai
Sono
affezionata per ora a tutte, però quella lì
mi fa un po' tenerezza
(ride).
(a Davey Ray Moor, produttore
di "Dove sei tu"e leader dei Cousteau)
Com'è stato lavorare con
lei?
Davey: Terribile! Non ha talento,
ho dovuto fare io tutto il cantato! (ride)
E' stata un'esperienza molto felice, e mi ha ricordato
quanto piacevole possa essere fare musica. Ed è
stato un compito molto facile per me: era il mio primo
lavoro da produttore per qualcun altro e ho dovuto prenderlo
molto seriamente, perchè alla fine del lavoro
dovevi consegnare qualcosa di molto professionale; è
stata una grossa opportunità per me ed un grosso
cambiamento. C'era un po' di pressione nell'accettare
questo tipo di lavoro e sono stato molto fortunato:
una grande cantante, grandi canzoni e una grande band,
ed è andato tutto a posto; un buono studio, un
buono staff...la gente in Italia e molto raffinata a
livello di tecniche e di apprezzamento della musica,
c'è un livello molto alto! Anche gli ingegneri
che lavoravano in studio erano di livello altissimo
e così ho iniziato a pensare: "Questo lavoro
di produttore è ottimo!" ma poi ho pensato
"Oh, aspetta un attimo: se non hai un cantante
grandioso, e le canzoni non sono buone, e la band non
è buona potrebbe essere un incubo!" Il mio
primo lavoro è stato decisamente fortunato.
Quindi ne sei totalmente soddisfatto.
Davey: Assolutamente sì!
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(27 febbraio 2003)
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