BRYCHAN
intervista di Daniele Paletta

Scambio di battute via mail
con Brychan, a circa sei mesi dall'uscita di
"Reel
in between", un disco che continua a suonare
come il più maturo della sua carriera. Brychan
racconta della nascita del disco, della sua band, della
sua voce, dell'Italia che è diventata la sua
seconda casa. Ecco quello che mi ha raccontato.
E se qualcuno di voi avesse voglia di fare una vacanza
nel Galles dell'Ovest…
"Reel in between" suona come il tuo album più elaborato.
Quali erano i tuoi obiettivi prima di iniziare a registrarlo?
E, a distanza di mesi dall'uscita, ne sei ancora soddisfatto?
E' il disco più elaborato che
abbia mai fatto, e questo era uno dei principali obiettivi.
Ho sempre usato una grande quantità di elementi, come
l'elettronica, ma dato che il progetto Brychan era nato
acustico abbiamo sentito che solo ora, per "Reel in
between", era il momento giusto per includere questi
elementi su un disco. Dopo che sono passati mesi continuo
ad ascoltarlo, sono ancora contento del lavoro e penso
che lo sarò sempre.
Com'è nata l'idea di coinvolgere
Paolo Benvegnù come produttore? E come ti sei trovato
a lavorare con lui?
Io e Lorenzo, il mio manager,
abbiamo pensato a lungo a un produttore, uno che potesse
portare il suo gusto ma non il suo ego nel lavoro, che
aggiungesse alla musica invece che cercare di cambiarla.
Paolo ci è venuto in mente grazie agli Scisma e ci è
sembrata una scelta interessante. Appena gli abbiamo
presentato i demo è stato chiaro, dalle idee che aveva,
che lui era la scelta giusta. Lavorare con lui lo ha
dimostrato ancora di più, assolutamente, e ancora lo
ringrazio per la visione che ha portato al progetto
e specialmente per la sua enorme energia che lo ha portato
a dedicarsi a lungo alla cosa.
Nelle tue nuove canzoni c'è un uso dell'elettronica
molto più ampio che in passato. Come mai questa scelta?
C'è qualche disco che ha influenzato questo "passaggio"?
Questo era il modo giusto di
portare nelle canzoni gli elementi elettronici (che
sono stati una parte delle mie canzoni per molto tempo).
Il progetto Brychan partì acustico, ma volevamo che
il passaggio da un disco all'altro fosse il più morbido
possibile, invece che suonare elettrici dopo "Veleno
rumoroso". Potrei dire che gli Underworld sono stati
un'influenza, ma anche qualcosa di mainstream come Madonna.
In "Reel in beetwen" la voce è molto più controllata,
più disciplinata e al servizio della canzone che in
passato. Era un tuo obiettivo? Hai dovuto lavorare molto
per "tenere sotto controllo" la tua voce?
L'intero processo di registrazione
per "Reel in between" è stato molto più accurato e controllato,
e questo ha contribuito moltissimo al modo in cui esce
la voce. Lavoro molto, quasi ogni giorno, sulle scale
vocali, e spero che questi esercizi mi diano anche più
controllo col passare del tempo.
La band che suona con te sembra molto affiatata. Quanto
è importante l'interazione con i tuoi musicisti mentre
crei le canzoni?
Sì, c'è un buon feeling tra
i membri del gruppo e questo è vitale, dato che dobbiamo
passare molto tempo on the road per i concerti. Io scrivo
la maggior parte delle cose all'inizio, ma quando dobbiamo
imparare le canzoni per suonarle dal vivo facciamo molto
lavoro insieme. Se io scrivo versi e ritornello, per
esempio, molto dell'arrangiamento finale è creato insieme:
un viaggio comunitario attraverso la canzone, piuttosto
che la versione che io impongo. Facciamo anche molte
jam insieme e ci sono un paio di pezzi che sono stati
creati dall'intera band.
L'Italia è ormai diventata la tua seconda casa. Cosa
apprezzi del nostro pubblico?
Apprezzo il fatto che in Italia
il pubblico ascolti un'artista che non conoscono più
attentamente, mentre in Inghilterra a volte devi superare
un sacco di rumori di chiacchiere e di gente che beve
birra. Da un punto di vista musicale mi piace la differenza
geografica che dà Mimmo, il mio batterista (si tratta
di Mimmo Mellace, il batterista de Il Parto delle Nuvole
Pesanti, ndI), l'influenza dei ritmi nord-africani,
dato che Mimmo viene dalla Calabria. Molte delle città
da Roma in giù sono molto esotiche, per uno come me.
Un'ultima domanda: che progetti
hai per i prossimi mesi? Hai già iniziato a scrivere
le canzoni che finiranno sul successore di "Reel in
between"?
Scrivo musica tutto il tempo
e sì, direi che il cammino verso il prossimo disco è
iniziato, anche se abbiamo ancora molto lavoro da fare
per promuovere "Reel in between", sia qui in Italia
che in Inghilterra (vedi www.brychan.com) dato che il
disco sarà pubblicato lì in Maggio: abbiamo molti concerti
a Londra e a Cardiff, e qualche buon festival come Glastonbury.
I prossimi mesi saranno così, e spero di poter passare
un po' di tempo a casa mia: è una fattoria nel Galles
dell'Ovest, e lì ho un lavoro, un campeggio (vedi www.tipiwest.co.uk).
E adoro stare nel Galles dell'Ovest, specialmente in
estate.
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