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AGOSTINO TILOTTA (BELLINI)
intervista di Daniele Paletta

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| Bellini
(Agostino Tilotta, Giovanna Cacciola, Matthew
Taylor, Alexis Fleisig) a Bologna. (foto Linda Dreeland) |
Ha ragione Agostino Tilotta, la chitarra degli
Uzeda prima e dei Bellini ora, quando
dice che le sue band non hanno mai ottenuto l’attenzione
che meritavano: tutti a correre dietro alla nuova sensazione
pseudo-indie, mentre “Small
stones”, il secondo album dei Bellini,
ha una bellezza rara e una forza emotiva dirompente,
anche se non se ne sono accorti in molti, finora. Agostino
mi racconta, via mail, come i Bellini sono sopravvissuti
all’abbandono del batterista Damon Che,
di un album concepito come un racconto di un cantastorie
e dell’imminente ritorno degli Uzeda. Un uomo
– e una band – fiero di sé e di un
percorso artistico rigoroso e inimitabile.
É ancora troppo presto
per fare dell'ironia sull'abbandono di Damon Che? Volete
raccontarmi cos'è successo esattamente durante
quel concerto?
I turbamenti dell'animo umano sono
capaci di spingere un individuo verso decisioni inaspettate
che, al tempo stesso, ne rivelano tutta la debolezza
e la fragilità.
Quel tour era lunghissimo (48 date in tutti gli States)
e dopo 32 concerti Damon aveva già esaurito energia
e volontà, annegate nell'alcool da un egocentrismo
incapace di accettare il successo di una band per il
merito dei suoi quattro componenti e non di uno solo.
Il tessuto musicale di Bellini è composto da
una trama geometrica che richiede sobrietà e
precisione, arrangiato per valorizzare l'apporto minimale
dei singoli strumenti attraverso i quali la voce intreccia
le sue melodie ed i testi.
Ci dispiace per lui e non facciamo mai ironia su quanto
accaduto; pensavamo avesse compreso il senso e la direzione
di Bellini, attraverso “Snowing Sun” (del
quale io ho scritto tutte le musiche e Giovanna tutte
le melodie e testi); evidentemente non era così.
Dopo quel tour, immagino abbiate dovuto pensare se
continuare o meno a fare musica a nome Bellini. L'ingresso
di un nuovo batterista ha portato cambiamenti nel suono
della band? Senza nulla togliere alla sezione ritmica,
a me sembra che il fulcro di "Small stones"
sia nella voce e nelle chitarre...
Nemmeno per un istante abbiamo cessato
di essere Bellini (compositore di opere liriche nato
a Catania e morto a Parigi); dopo l'abbandono di Damon
abbiamo subito inserito Alexis, fatto alcune ore di
prova e ripreso il tour, completato a New York insieme
a Shellac.
L'ingresso di un nuovo batterista ha portato i cambiamenti
che derivano dal carattere della persona e dal suo bagaglio
di esperienze. Alexis è stato il batterista dei
SoulSide e suona ancora con Girls Against Boys, quindi
il suo apporto in Bellini è sintesi, minimalismo
e potenza.
Che il fulcro di Small Stones sia nella voce e nella
chitarra (una).........se è un complimento lo
accetto e ti ringrazio, tuttavia Small Stones è
concepito e strutturato, da me e Giovanna, come il racconto
fatto da uno di quei cantastorie che un tempo animavano
le piazze dei villaggi.
Due canzoni del disco, "Room
number five" e "Raymond", sono dedicate
a due persone in particolare: è una domanda troppo
personale se vi chiedo l'argomento di quelle canzoni,
e che cosa le lega alle persone a cui sono state dedicate?
”Room Number Five" e "Raymond"
sono la storia delle persone alle quali i brani sono
dedicati.
Cettina, donna gioiosa e piena di vita, consumata dal
cancro in meno di un mese e morta nella stanza numero
cinque di un ospedale a Catania.
Raymond, in coma da tanti anni e tenuto in vita da apparati
elettronici, scollegato e deceduto per esaurimento di
fondi assistenziali in un ospedale del Texas (ricordate
la storia di Terry Schiavo?)..
Spesso i vostri testi danno l'idea
di rivolgersi a una figura maschile con cui c'è
un forte conflitto: "Fuck the mobile phone",
"The buffalo song" e "Not any man"
sembrano abbastanza esplicite... Da che cosa nascono
le parole che canta Giovanna, cosa le ispira?
Ciò che a volte sembra così
esplicito di fatto non lo è, soprattutto nei
testi che Giovanna scrive, elabora e cura con scrupolosa
meticolosità. Siamo poco allenati ad approfondire
testi che richiedono tempo e passione, specialmente
al giorno d'oggi, dove tutto si pretende concluso nello
spazio temporale di trenta secondi, la durata di uno
spot pubblicitario.
"Not any man", ad esempio, è la storia
di una donna, della sua cocciutaggine verso un desiderio
impossibile che diventa lo scopo della vita; l'arroganza
di sentirsi mediocri che diventa tenacia per continuare
a vivere e sperare.
In "Smiling fear" cantate
di un mondo esterno che fa sempre più paura.
É un brano sui propri fantsmi privati, oppure
può essere anche letto in chiave sociale/politica?
“Smiling Fear” è
la voglia spensierata di ridere, soffocata e oppressa
dalla pressione e dalla tensione alimentata da chi,
oggi, ha capito come manipolare la paura degli esseri
umani nel mondo.
Da molto si parla di un nuovo disco anche per gli
Uzeda. Come mai quella band è rimasta "congelata"
per tutto questo tempo? E che cosa avete provato quando
avete partecipato dopo così tanto tempo all'
"All Tomorrow's Parties" di un anno fa?
Il nuovo disco di Uzeda uscirà
nel 2006 per Touch and Go; stiamo completando le composizioni
che registreremo a Gennaio 2006 con Steve Albini.
Siamo nati nel 1987,e dopo tantissimi anni di carriera
e più di 1500 concerti, sentivamo il bisogno
di una pausa; e così due sono andati da una parte
e due siamo andati da un'altra parte. Nel 2002, dopo
tre anni di pausa, abbiamo ripreso le prove ed i concerti.
Nel 2004 siamo stati ospiti in Inghilterra, oltre all'All
Tomorrow's Parties abbiamo fatto un tour con
Shellac, suonando a Londra, Camber sand, Parigi, Groningen,
Amsterdam e Bruxelles.
Ovviamente,la nostra felicità era ai massimi
livelli!!!!
Con gli Uzeda siete stati tra i primi gruppi italiani
a cercare fortuna all'estero, e a trovare ottimi consensi.
Come vi sembra adesso la situazione dell'indie italiano?
Gruppi come i Jennifer Gentle o i Frankin Delano rimarranno
isolati, o c'è qualcuno più pronto ad
ascoltare quello che accade qui in Italia?
Dopo Uzeda, in ordine di tempo, ci
sono i Three Second Kiss che a mio parere sono il miglior
gruppo italiano in circolazione, anche se neanche di
loro, come di Uzeda, si parla mai, né volentieri
sui giornali, pur avendo una carriera musicale ricca
e blasonata; 5 tour in America insieme a June of 44,
Shipping News, Shellac, etc.etc, All Tomorrow's Parties,
7 tour europei e centinaia di concerti nella penisola.
L' indie italiano è in ottima salute, mi riferisco
ai gruppi di indie rock, non a quelli che così
si autodefiniscono, pur essendo a libro paga delle multinazionali
e ormai satelliti della musica commerciale.
So che gli Uzeda sono stati l'unico gruppo italiano
oltre alla PFM a partecipare alle celebri "Peel
Sessions". Che ricordo avete di John Peel, e che
cosa disse a proposito della vostra musica?
Abbiamo fatto due Peel sessions alla
BBC, ed una delle due è incisa su disco per esplicita
richiesta di John Peel. Scoprì Uzeda attraverso
"Waters" e passò il disco alla radio,
ininterrottamente per tutto l'inverno, aumentando la
nostra popolarità in Inghilterra e portando Waters
al decimo posto nella classifica dei dischi indie pubblicata
su Melody Maker.
John è stato il più grande speaker di
rock della storia; serio e preparato giornalista musicale,
grande talent scout (ha scoperto anche Siouxsie) e persona
veramente umile.
Avete una band, gestite un'agenzia di booking e un
negozio di dischi; la vostra vita è completamente
dedicata alla musica, o almeno così sembra. C'è
mai stato un momento in cui vi siete sentiti stanchi
di tutto questo, o avete mai pensato che non valesse
la pena di continuare?
La nostra vita è un
occuparsi di tanti aspetti della musica indipendente
e ci sentiamo molto fortunati di aver potuto scegliere
il nostro cammino.
Anche nei momenti più difficili, non abbiamo
mai smesso di credere in quello che facciamo; come musicisti
e come esseri umani siamo molto fieri di essere quello
che siamo.
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Link in giro per MusiKàl!:
Bellini - Small
Stones
Three Second Kiss -
Concerto a Live
in Kalporz! - Calamita (RE)
Franklin Delano - Like
A Smoking Gun In Front Of Me
Jennifer Gentle - Valende
(19 dicembre 2005)
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