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 speciale "freequenze" - mantova 23.09-14.10     s. howe j. wetton p.hammill



John Wetton alle prese con Matteo Cavallari
«Favolosi quegli anni con i King Crimson»

Intervista a John Wetton
di Matteo Cavallari




MARMIROLO (MN) - Il nostro incontro con John Wetton si svolge al termine del concerto. Entriamo nell'angusto camerino del teatro di Marmirolo dove troviamo l'ex bassista dei King Crimson con in faccia un'espressione visibilmente sofferente a causa del piede ingessato; nonostante ciò, il nostro uomo si dimostra particolarmente ben disposto a fare una chiacchierata con noi.

KALPORZ: Allora, John, ci puoi dire qualcosa riguardo al tuo ultimo progetto, "Qango"?

WETTON: Si tratta semplicemente di un lavoro "part-time"; io e Carl Palmer volevamo tornare a suonare insieme, ma non intendevamo riformare gli Asia senza avere ancora del materiale nuovo. Volevamo semplicemente avere una band per fare un tour. Questo è il motivo per cui abbiamo formato i Qango.

K: John, negli ultimi trent'anni hai suonato con i più importanti gruppi della scena rock inglese. Puoi dirci qual è oggi il gruppo dei tuoi sogni? Quali musicisti chiameresti per formare il tuo gruppo ideale?

W: Io ho sempre desiderato suonare nei King Crimson. Sono stati due anni favolosi. In quel gruppo non esisteva un vero leader, una personalità che schiacciasse le altre; c'era molto rispetto tra di noi. In seguito ho comunque suonato con altri grandi gruppi, come gli Asia, e ogni tanto mi ritrovo con vecchi amici del passato con cui ho mantenuto dei buoni rapporti. La scaletta di stasera non è esattamente il repertorio che solitamente porto in tour. È una scaletta preparata apposta per Mantova e per questo Festival; tuttavia ho sempre desiderato riproporre queste canzoni dei King Crimson.

K: A proposito, come è nata l'insolita formazione di stasera insieme ai Moongarden?

W: È nata l'anno scorso, a Milano. Sai, è abbastanza costoso portarsi sempre un'intera band in tour; a volte è molto più facile tirare su un gruppo "in loco". Io e Cristiano abbiamo un amico comune, il quale mi aveva chiesto di fare qualche show a Milano; mi disse anche di avere una band già pronta. Poco tempo dopo suonammo al Binario Zero di Milano.
La sera dopo ebbi l’occasione di suonare con un bizzarro personaggio di nome Morgan; dopo il concerto, venne da me assolutamente estasiato dicendomi: "Sei stato fantastico! Tu sei il mio eroe!" (le mossette inscenate da Wetton paiono voler mettere in risalto la presunta ambiguità sessuale del cantante dei Bluvertigo, ndr). Guarda, ho avuto esperienze in passato, anche con gruppi come i Roxy Music, ma devo dire che l'incontro con Morgan è stato abbastanza spiazzante.
Comunque, in generale, non mi piace suonare sempre le stesse vecchie cose. Amo sperimentare e suonare sempre con musicisti in gamba, come quelli con cui sto preparando il mio nuovo album.


Pare che Wetton si sia rotto il piede giocando a calcio con il figlio piccolo

K: Che musica ascolti attualmente?

W: Ascolto prevalentemente musica classica. Io ho un bambino piccolo (indica il piede; voci ufficiose dicono che si sia azzoppato mentre giocava a calcio con il figlio!) che ascolta della musicaccia, così sono costretto ogni tanto a ritirarmi nella mia tana. Del resto, io ho sempre vissuto in un ambiente in cui si ascoltava molta musica classica; mio fratello è un organista di chiesa. In particolare sono affascinato dagli autori del cosiddetto periodo "galante", che sta tra il Barocco e il Romanticismo. Fu un periodo molto breve e volatile, ma estremamente prolifico. Guardo allo stesso modo l'Inghilterra degli anni '60 e '70. Essa fu il punto di contatto e di incontro fra culture differenti; da una parte la cultura classica europea, e dall'altra il rhythm and blues proveniente dagli Stati Uniti. L'Inghilterra possedeva la posizione favorevole per unire queste due influenze ed è ciò che facemmo in quegli anni. Io ascolto musica dall'età di sei anni, ma cominciò ad interessarmi veramente solo quando sentii per la prima volta un tempo di batteria. Con l'andare del tempo, le canzoni R & B che si suonavano cominciavano a risultare noiose con i loro soliti tre accordi, così tornarono utili le reminiscenze classiche. Sicuramente il periodo migliore per il rock progressivo sono stati gli anni '70. Anche oggi comunque ci sono alcune buone band in giro. Non mi piacciono i Dream Theater, preferisco gruppi come i Quidam, gruppo prog-rock polacco, che ebbi l'occasione di conoscere qualche anno fa in occasione di un tour in Polonia. Un gruppo molto interessante che comunque, mi rendo conto, non potrebbe certo far fortuna nelle classifiche americane.

K: Hai qualche suggerimento per i giovani musicisti che vogliono intraprendere questo tipo di carriera?

W: Quando io iniziai a suonare circa trent'anni fa, sapevo esattamente cosa volevo suonare, quasi come fosse stata una missione. Allora il concetto di genere musicale era molto più elastico, mentre oggi è decisamente rigido. Tuttavia, penso che seguire fedelmente la propria direzione musicale sia ancora un buon metodo per riuscire a distinguersi ed essere realmente creativi.

(12 ottobre 2000)



 foto di Arianna Signorini

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