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John Wetton alle prese
con Matteo Cavallari |
«Favolosi
quegli anni con i King Crimson»
Intervista a John Wetton |
di Matteo Cavallari
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MARMIROLO (MN) - Il nostro incontro con John
Wetton si svolge al termine del concerto. Entriamo nell'angusto
camerino del teatro di Marmirolo dove troviamo l'ex
bassista dei King Crimson con in faccia un'espressione
visibilmente sofferente a causa del piede ingessato;
nonostante ciò, il nostro uomo si dimostra particolarmente
ben disposto a fare una chiacchierata con noi.
KALPORZ:
Allora, John, ci puoi dire qualcosa riguardo al tuo
ultimo progetto, "Qango"?
WETTON:
Si tratta semplicemente di un lavoro "part-time"; io
e Carl Palmer volevamo tornare a suonare insieme, ma
non intendevamo riformare gli Asia senza avere ancora
del materiale nuovo. Volevamo semplicemente avere una
band per fare un tour. Questo è il motivo per
cui abbiamo formato i Qango.
K:
John, negli ultimi trent'anni hai suonato con i più
importanti gruppi della scena rock inglese. Puoi dirci
qual è oggi il gruppo dei tuoi sogni? Quali musicisti
chiameresti per formare il tuo gruppo ideale?
W:
Io ho sempre desiderato suonare nei King Crimson. Sono
stati due anni favolosi. In quel gruppo non esisteva
un vero leader, una personalità che schiacciasse
le altre; c'era molto rispetto tra di noi. In seguito
ho comunque suonato con altri grandi gruppi, come gli
Asia, e ogni tanto mi ritrovo con vecchi amici del passato
con cui ho mantenuto dei buoni rapporti. La scaletta
di stasera non è esattamente il repertorio che
solitamente porto in tour. È una scaletta preparata
apposta per Mantova e per questo Festival; tuttavia
ho sempre desiderato riproporre queste canzoni dei King
Crimson.
K: A proposito, come
è nata l'insolita formazione di stasera insieme
ai Moongarden?
W:
È nata l'anno scorso, a Milano. Sai, è
abbastanza costoso portarsi sempre un'intera band in
tour; a volte è molto più facile tirare
su un gruppo "in loco". Io e Cristiano abbiamo un amico
comune, il quale mi aveva chiesto di fare qualche show
a Milano; mi disse anche di avere una band già
pronta. Poco tempo dopo suonammo al Binario Zero di
Milano.
La sera dopo ebbi l’occasione
di suonare con un bizzarro personaggio di nome Morgan;
dopo il concerto, venne da me assolutamente estasiato
dicendomi: "Sei stato fantastico! Tu sei il mio eroe!"
(le mossette inscenate da Wetton paiono voler mettere
in risalto la presunta ambiguità sessuale del
cantante dei Bluvertigo, ndr). Guarda, ho avuto esperienze
in passato, anche con gruppi come i Roxy Music, ma devo
dire che l'incontro con Morgan è stato abbastanza
spiazzante.
Comunque, in generale, non
mi piace suonare sempre le stesse vecchie cose. Amo
sperimentare e suonare sempre con musicisti in gamba,
come quelli con cui sto preparando il mio nuovo album.

Pare che Wetton si sia
rotto il piede giocando a calcio con il figlio piccolo |
K:
Che musica ascolti attualmente?
W:
Ascolto prevalentemente musica classica. Io ho un bambino
piccolo (indica il piede; voci ufficiose dicono che
si sia azzoppato mentre giocava a calcio con il figlio!)
che ascolta della musicaccia, così sono costretto
ogni tanto a ritirarmi nella mia tana. Del resto, io
ho sempre vissuto in un ambiente in cui si ascoltava
molta musica classica; mio fratello è un organista
di chiesa. In particolare sono affascinato dagli autori
del cosiddetto periodo "galante", che sta tra il Barocco
e il Romanticismo. Fu un periodo molto breve e volatile,
ma estremamente prolifico. Guardo allo stesso modo l'Inghilterra
degli anni '60 e '70. Essa fu il punto di contatto e
di incontro fra culture differenti; da una parte la
cultura classica europea, e dall'altra il rhythm and
blues proveniente dagli Stati Uniti. L'Inghilterra possedeva
la posizione favorevole per unire queste due influenze
ed è ciò che facemmo in quegli anni. Io
ascolto musica dall'età di sei anni, ma cominciò
ad interessarmi veramente solo quando sentii per la
prima volta un tempo di batteria. Con l'andare del tempo,
le canzoni R & B che si suonavano cominciavano a
risultare noiose con i loro soliti tre accordi, così
tornarono utili le reminiscenze classiche. Sicuramente
il periodo migliore per il rock progressivo sono stati
gli anni '70. Anche oggi comunque ci sono alcune buone
band in giro. Non mi piacciono i Dream Theater, preferisco
gruppi come i Quidam, gruppo prog-rock polacco, che
ebbi l'occasione di conoscere qualche anno fa in occasione
di un tour in Polonia. Un gruppo molto interessante
che comunque, mi rendo conto, non potrebbe certo far
fortuna nelle classifiche americane.
K:
Hai qualche suggerimento per i giovani musicisti
che vogliono intraprendere questo tipo di carriera?
W:
Quando io iniziai a suonare circa trent'anni fa, sapevo
esattamente cosa volevo suonare, quasi come fosse stata
una missione. Allora il concetto di genere musicale
era molto più elastico, mentre oggi è
decisamente rigido. Tuttavia, penso che seguire fedelmente
la propria direzione musicale sia ancora un buon metodo
per riuscire a distinguersi ed essere realmente creativi.
(12 ottobre 2000)
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