Durante una gita scolastica (1989) mi ritrovai in scompartimento con un compagno di classe con cui fino ad allora non avevo mai scambiato verbo. Finė che passammo il viaggio a cantare pezzi di Dalla, diventammo amici, grandi amici, del genere inseparabili, ne seguė che grazie a lui conobbi la futura madre di mia figlia. Eccetera.
Non cantavamo caroamicotiscrivo e ballabballabballerino, nč tanto meno cčunacasettapiccolacosė (anche perchč non c'era ancora), bensė buongiornograzieavvocatosonodelmanchesterguārdian.
Non mi riesce mai bene di ficcare nelle vostre zucche vuote da nerd internettari attaccati agli iutųbi e agli emųli quanto fosse eccezionale l'evento di trovare vent'anni fa un coetaneo sedicenne che avesse anche solo sentito nominare "Intervista con l'Avvocato" di Dalla, figurarsi saperlo a memoria. Certo, ora il disco che la contiene č alla 12.752a posizione di rym, quindi perchč curarsene?
Io, invece di buttare ironia su chi oggi ricorda un genietto della musica (e dello spettacolo!) italiana noto in effetti solo, come spesso accade, per una parte minima e inflazionata del suo repertorio, vi direi di ascoltarvi (non riascoltarvi, chč ben pochi l'avranno fatto) il lato A di Automobili.
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