Kalporz, città virtuale città musicale Mappa di Kalporz
Kalporz Home | MusiKàl! | Osteria | Stalla | Municipio
torna alla pagina principale
Sabato 1° Febbraio 2003
Circolo Arci CALAMITA - Cavriago (RE)

LE BAND IN CONCERTO
   
The Juniper Band
THE JUNIPER BAND
 
MADRIGALI MAGRI Madrigali Magri
 
The Michael Sheep Band THE MICHAEL SHEEP BAND
 
PROGRAMMA
ore 21 The Michael Sheep Band
a seguire Madrigali Magri
a seguire The Juniper Band
REPORTAGGI
Le impressioni dei Kalporz-scribacchini sulla serata
di Daniele Paletta -
di Raffaele Meale

di Daniele Paletta
Dopo quasi un anno passato a scrivere recensioni per kalporz, inizi a porti certe domande. Più o meno sensate, ma te le fai. Ad esempio: ma chi è in realtà il Sindaco? Rokko? Disko? E gli altri che scrivono sul sito esisteranno davvero? E i frequentatori del forum?
Chi è Raffaele, quello con cui mi disputo sempre i dischi da recensire? M&R? Nick Snob? E il povero Stefano, quello che bersagliavo di mail all'inizio, è reale?
Insomma: per smettere di martoriare la mia mente malata, era necessario trovare il modo di rispondere a queste domande malsane e idiote.
E alla fine ho trovato pace, musica rock e vino rosso. Ho finalmente incontrato quasi tutti, e c'era una strana atmosfera da riunione di famiglia, ma senza tensione; si stava davvero bene, sabato sera, tra le chiacchiere e il rosso di Kalporz, mentre facevo la conoscenza degli altri recensori e guardavo i ragazzi che popolano il forum associare i loro fantasiosi nick a volti nuovi, mai conosciuti, e vedevo il locale sempre più affollato, oltre ogni speranza lecita…ma davvero siamo così tanti?
Non solo persone, però, ma anche moltissima musica: "una damigiana di musica kalporziana".
Tocca alla Michael Sheep Band fare gli onori di casa (chi meglio di loro, del resto?): visibilmente emozionati e penalizzati dalla mancanza di un soundcheck decente. Tutti assistono con grande attenzione (in fondo è la band "di casa"!), ed è tripudio quando chiudono la loro esibizione con la cover dei misconosciuti Flanders, inneggiante al rock e al vino…cosa meglio di quella canzone può esprimere lo spirito della serata?
Il mio impatto col Rosso di Valdo è abbastanza potente e gli effetti mi accompagneranno per il resto della serata…e così, tra il bicchiere sempre mezzo vuoto (e, badate bene, non per pessimismo…) e le chiacchiere, mi perdo l'inizio del concerto dei Madrigali Magri, anzi, del set solista del loro cantante.
Un vero peccato che la loro musica si adattasse poco al contesto della serata, ma Giambeppe ha offerto una prova davvero stupefacente: la loro musica è tanto scarna quanto ricca di suggestioni, e ha veramente rapito i pochi che vi hanno prestato attenzione. La voce sibila parole oscure, le frasi di chitarra tagliano l'aria, mentre le immagini suggeriscono viaggi notturni, senza meta, la strada srotolata davanti a sé come un tappeto logoro e sempre uguale…insomma: per quel che mi riguarda, folgorazione istantanea.
Ancora pochi minuti e tocca al piatto forte della serata, The Juniper Band: sono loro a scatenare i maggiori consensi, anche se sono loro ad avere i problemi più grandi con i suoni (in quanti sono fuggiti dal locale per il rimbombo insopportabile del basso durante "Lights from a bar"?). Molto bravi, anche se, a mio parere, un po' ripetitivi.
I concerti si chiudono lì, con qualche fortunato che si porta a casa qualche bottiglia di rosso e il messaggio del Sindaco di Kalporz che arriva a salutare i presenti, scatenando l'ilarità generale.
Per chi ha ancora forze in corpo, la musica continua, e si balla al ritmo di Sonic Youth, Hüsker Dü, X, Radiohead…io abbandono il campo, non prima di aver comprato "Malacarne" e fatto di persona i complimenti al suo autore.

La serata finisce, ma sarà solo la prima di una lunga serie, lo so. Kalporz sta crescendo sempre più, ed è un vero piacere vederlo crescere, una vera festa. Alla prossima…


di Raffaele Meale

Il viaggio Bologna-Reggio Emilia è breve, poco più di un'ora, anche se perdersi dentro la città natale dei CCCP è facile, fin troppo facile, e trovare la strada per Cavriago ancora più complesso. Arrivo, comunque, con i miei compagni di viaggio, al Calamita, sperduto locale in zona post-industriale che ricorda passaggi orwelliani e magari maiali in volo (maiali? Ovvero Pùorz? Kalporz come Animals? Maddai…) e ciminiere che proiettano fumo blu - piccole nuvole sorprendenti ai bordi dell'autostrada, ma questa è un'altra storia -. Si dovrà fare un soundcheck, mi dico…peccato che per la Michael Sheep Band non sarà così, causando bestemmie e rabbie e iraconde espressioni durante il live: ma anche questa in fin dei conti è un'altra storia. Questo è il PRIMO KALPORZ FESTIVAL, cavoli, il PRIMO KALPORZ FESTIVAL. La voce che pronuncia queste tre parole in maiuscolo continua a sorprendermi; e mi ritrovo così ad aggirarmi furtivo cercando di affibbiare volti a nomi che conosco ormai da tempo immemore. Emozione? Sì, tanta, e non solo per il fatto di dover suonare, di dover aprire questo evento storico - perché è storico, e rimarrà negli annali di questa osteria rubiconda, austera e al contempo sguaiata - con il primo vero e proprio concerto della Michael Sheep Band; emozione soprattutto per la curiosità, la strana sensazione di un impossibile e improponibile dejà vu, l'assurda idea di famiglia, di ritrovo familiare. C'è questo nell'aria, c'è questo nella macchina milanese con la quale giungono Bron, Muccablu e Caleb, alla disperata ricerca di cibo, c'è questo nell'espressione divertita e pacifica di Johanna (e Valeria), c'è questo in Semego, costretto a movenze da Paperoga per riuscire a scattare foto con un braccio ingessato, e in Daisy, c'è questo nella serata da factotum di Mascara e nella compostezza e professionalità di Luca e Stefano. Siamo una famiglia, su questo non ci sono veramente più dubbi. Una famiglia virtuale che si è ritrovata in un luogo reale per trovare forma e dimensione. Tutto il resto potrebbe realmente passare in secondo piano, ma non sarebbe giusto; c'è stato lo splendido, estenuante concerto di Giambeppe Succi, Mr. Madrigali Magri in uscita solista, con le sue chitarre, capace di creare un rapporto osmotico tra l'impressione uditiva e quella visiva, solo sul palco, fermo, magnetico. Un artista che sarà bene tenersi stretti e al quale va tutto il mio plauso, tutta la mia enfasi. C'è stato il concerto della Juniper Band, disturbato da un volume da discoteca techno. L'immagine di Bron che si protegge i timpani con pezzetti di fazzoletti di carta infilati nelle orecchie mi rimbalza davanti, divertente e surreale ("e pensare che ho resistito a intere tournée dei Motorpsycho", ci tenevo a citare questa frase). C'è stato molto in questa troppo breve serata, dal vino rosso di Kalporz all'annuncio di fraterno amore kalporziano e pace del sindaco Max - e quel pace ripetuto tre volte ha assunto significati altri, più elevati, profondi -, dall'incontro fra i recensori (altre facce a cui assegnare nomi) alla torta che io mi sono perso. Questa non è una recensione, me ne rendo conto, e ha ben poco di interessante o logico. Potrei perdermi in righe e righe di descrizioni minuziose, in piccoli commenti sull'organizzazione, in dettagli minimali sulla reazione del pubblico (non quello kalporziano) in sala: siamo sicuri che avrebbe poi più senso di questa dissennata fuga spirituale nei meandri fumosi e avvinazzati della mia memoria? No, non credo. Io preferisco ricordare Giambeppe Succi che si muove aritmicamente sulle note di "Chi è e non è" dei Blonde Redhead, il leggero inchino della Juniper Band davanti al pubblico, il piccolo banchetto gestito da Mascara dove accanto ai lavori dei Madrigali Magri e a "Between 13 & 16" dei BronYAur veniva venduto (spacciato?) il piccolo, timido EP con ippocampo in copertina della Michael Sheep Band, il pubblico immobile davanti allo show di Giambeppe - mentre quello dietro vociava, parlava, purtroppo - e i miei piedi sul palco. Ancora indecisi, a volte goffi, a volte inadatti. Ma sul palco.
A chi vanno tutti i ringraziamenti?
A tutti?
Bene.
(6 febbraio 2002)


Home | Municipio | Musikàl | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2002. Tutti i diritti riservati