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Sabato 13 marzo 2004
Circolo Arci CALAMITA - Cavriago (RE)

LE BAND IN CONCERTO
   
Kech
KECH
 
MSB MICHAEL SHEEP BAND
 
Zen Circus ZEN CIRCUS
 
Scaletta della serata: Michael Sheep Band > Kech > Zen Circus
ZEN CIRCUS

IL CIRCO ZEN SECONDO DON TROPICALDO ACERBI
da http://zencircus.3000.it

Gli Zen Circus si formano a Pisa nel 1994, quando il sedicenne Appino intravede nella musica la concreta possibilità di smettere di essere infilato a testa sotto nei cassonetti dai suoi compagni di scuola.

L'esordio discografico arriva nel 1998 con "About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen", un'autoproduzione ruvida vicina al folk-punk dei Violent Femmes, al surf and roll dei Cramps alle bizzarrie pop dei Talking heads. Il disco viene acclamato, da quelli che riescono a sentirlo, come un piccolo capolavoro dalla grande forza evocativa malgrado sia suonato con chitarre di torrone. Nonostante il riferimento esplicito ad alcuni modelli, in questa gemma dell'underground non mancano certo originalità carattere e classe. L'ultima copia di "About thieves..." è stata venduta all'asta durante il tour 2002, purtroppo non ne conosciamo il prezzo.

Grezzi, stradaioli, acustici e magrissimi Gli Zen Circus percorrono autostrade e statali a bordo di Nello, un prezioso camper d'epoca munito di ogni comfort.. Con il disco "Viseted by the Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV", sempre autoprodotto, la musica si fa più complessa e stratificata, ritorna un suono elettrico fuso con il sound folkpunk che produce vertici assoluti come Hillbilly Cabdriver o le splendide incursioni pop di Milk Legs. Dalla Sicilia al Friuli alla Puglia al Veneto, i tre vengono loro malgrado considerati i portavoce della scena indipendente Italiana ed alternano esibizioni su grandi palchi come Arezzo Wave a selvaggi concerti con amplificatori a pile in strada, sul tetto del camper, negli spartitraffico. Per la critica unanime gli Zen Circus sono la migliore live band nel paese, per i loro amici sono degli scappati di casa che si sono montati la testa. Il video promozionale di Blind Willie è Chicken Factory, specie di gioioso chiodo country che si pianta nel cervello e non viene via. Il video, interamente girato in video 8, si palesa su MTV all'ora del porco e si classifica tra i migliori al Mei 2002.

Nel frattempo il circo Zen diventa una vera e propria factory: nei concerti,attorno ad un solido, sudaticcio e spietato nucleo di Rock and Roll sono sempre più frequenti gli intermezzi di psychocabaret e arte varia coadiuvati dai reduci jugoslavi Tzagor Fadic, da mutilati di ogni genere e da un sacerdote esaltato che arringa la folla sparando in aria con il sottofondo di fonovaligie d'epoca. Lo scopo è quello di suscitare in due ore tutte le emozioni che un essere umano può provare. I nostri giocano, stupiscono, provocano, emozionano - da ballate folk di grande intensità a funambolismo pop sul filo del citazionismo, dalle follie acustiche uptempo alla psichedelica surreale alla Seargent Pepper.

Impercettibilmente muta la sensibilità della band che è ormai pronta a confrontarsi con la maturità artistica e con la scommessa di passare al pop emancipandosi da tutti i modelli e mantenendo alta la qualità. Il gruppo punta tutto sulla prima grande produzione della carriera: "Doctor Seduction". Un mese e mezzo di registrazioni completamente analogiche con strumenti e amplificazioni rigorosamente pre 1980 nello studio Maximum Volume del produttore di sempre, Max Sartor. Ecco a voi dieci perle perfette ed abbaglianti, dieci racconti in musica. Un classico modernissimo dove il salto di qualità è evidente.

Gli Zen Circus si spogliano dei panni dei cantori di una generazione per raccontare storie di vita di uomini e donne, colpi di fulmine, abbandoni, fughe, rivolte, delusioni, il mondo prima della morte, l'autodistruzione, la serenità transitoria. Nenie ipnotiche, chitarre potenti, assoli più lunghi della canzone, esplosioni ritmiche, riff di tromba come raggi di sole che filtrano in una stanza polverosa al mattino, gli anni settanta immaginati da chi camminava carponi quando finirono. In "Sweet me", realizzata insieme ai grandi Pertubazione due melodie vocali si accaniscono sui vostri poveri cuori; "Time Killed My Love" ricorda Nick Drake innestato su una ballata di Lou Reed. Il video promozionale è tratto da "Sailing Song", una energica sferzata indie pop con un contributo femminile alle voci , a metà strada tra "Video Killed the Radio Star" e i migliori Pixies, ma ormai i modelli danno solo un retrogusto mentre i sapori dominanti sono quelli cucinati in modo del tutto originale dagli Zen Circus. Girato in teatro da Luca Ciuti sulla sceneggiatura di Roan Johnson con splendide scenografie in legno realizzate interamente a mano, a questo video è affidato il compito di battere la strada per tutto il disco che uscirà a gennaio.

Arrivati prima di White Stripes e Strokes (e sicuramente dopo i Velvet Underground…) ma completamente al di sopra del ghetto del rock and roll revival, gli Zen Circus sono una band di livello internazionale che non ha ancora raccolto quanto ha seminato e spera di farlo proprio con questo disco straordinario. Dieci anni dopo la nascita del gruppo possiamo affermare che lo scopo del geniale frontman (e autore) sia stato parzialmente raggiunto: Appino è diventato una rockstar dal fascino ambiguo e i concerti sono affollati di giovani donne che gli tirano le mutandine. Purtroppo nei cassonetti ce lo infilano ancora, ma a farlo sono il bassista Ufo e il batterista Karim Qquru.

 


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