|
IL
CIRCO ZEN SECONDO DON TROPICALDO ACERBI
da http://zencircus.3000.it
Gli
Zen Circus si formano a Pisa nel 1994, quando
il sedicenne Appino intravede nella musica la concreta possibilità
di smettere di essere infilato a testa sotto nei cassonetti dai
suoi compagni di scuola.
L'esordio
discografico arriva nel 1998 con "About Thieves,
Farmers, Tramps and Policemen", un'autoproduzione ruvida vicina
al folk-punk dei Violent Femmes, al surf and roll dei Cramps
alle bizzarrie pop dei Talking heads. Il disco viene acclamato,
da quelli che riescono a sentirlo, come un piccolo capolavoro
dalla grande forza evocativa malgrado sia suonato con chitarre di
torrone. Nonostante
il riferimento esplicito ad alcuni modelli, in questa gemma dell'underground
non mancano certo originalità carattere e classe. L'ultima copia
di "About thieves..." è stata venduta all'asta durante
il tour 2002, purtroppo non ne conosciamo il prezzo.
Grezzi,
stradaioli, acustici e magrissimi Gli Zen Circus percorrono
autostrade e statali a bordo di Nello, un prezioso camper d'epoca
munito di ogni comfort.. Con il disco "Viseted by the
Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV", sempre autoprodotto,
la musica si fa più complessa e stratificata, ritorna
un suono elettrico fuso con il sound folkpunk che produce vertici
assoluti come Hillbilly Cabdriver o le splendide incursioni pop
di Milk Legs. Dalla Sicilia al Friuli alla Puglia al Veneto, i tre
vengono loro malgrado considerati i portavoce della scena indipendente
Italiana ed alternano esibizioni su grandi palchi come Arezzo
Wave a selvaggi concerti con amplificatori a pile in strada,
sul tetto del camper, negli spartitraffico. Per la critica unanime
gli Zen Circus sono la migliore live band nel paese, per
i loro amici sono degli scappati di casa che si sono montati la
testa. Il video promozionale di Blind Willie è Chicken Factory,
specie di gioioso chiodo country che si pianta nel cervello e non
viene via. Il video, interamente girato in video 8, si palesa su
MTV all'ora del porco e si classifica tra i migliori al Mei 2002.
Nel
frattempo il circo Zen diventa una vera e propria factory:
nei concerti,attorno ad un solido, sudaticcio e spietato nucleo
di Rock and Roll sono sempre più frequenti gli intermezzi di psychocabaret
e arte varia coadiuvati dai reduci jugoslavi Tzagor Fadic, da mutilati
di ogni genere e da un sacerdote esaltato che arringa la folla sparando
in aria con il sottofondo di fonovaligie d'epoca. Lo scopo è quello
di suscitare in due ore tutte le emozioni che un essere umano può
provare. I nostri giocano, stupiscono, provocano, emozionano - da
ballate folk di grande intensità a funambolismo pop sul filo del
citazionismo, dalle follie acustiche uptempo alla psichedelica surreale
alla Seargent Pepper.
Impercettibilmente
muta la sensibilità della band che è ormai pronta a confrontarsi
con la maturità artistica e con la scommessa di passare al pop
emancipandosi da tutti i modelli e mantenendo alta la qualità. Il
gruppo punta tutto sulla prima grande produzione della carriera:
"Doctor Seduction". Un mese e mezzo di registrazioni
completamente analogiche con strumenti e amplificazioni rigorosamente
pre 1980 nello studio Maximum Volume del produttore di sempre, Max
Sartor. Ecco a voi dieci perle perfette ed abbaglianti, dieci
racconti in musica. Un classico modernissimo dove il salto di qualità
è evidente.
Gli
Zen Circus si spogliano dei panni dei cantori di una generazione
per raccontare storie di vita di uomini e donne, colpi di fulmine,
abbandoni, fughe, rivolte, delusioni,
il mondo prima della morte, l'autodistruzione, la
serenità transitoria. Nenie ipnotiche, chitarre potenti,
assoli più lunghi della canzone, esplosioni ritmiche, riff di tromba
come raggi di sole che filtrano in una stanza polverosa al mattino,
gli anni settanta immaginati da chi camminava carponi quando finirono.
In "Sweet me", realizzata insieme ai grandi Pertubazione
due melodie vocali si accaniscono sui vostri poveri cuori; "Time
Killed My Love" ricorda Nick Drake innestato su una
ballata di Lou Reed. Il video promozionale è tratto da "Sailing
Song", una energica sferzata indie pop con un contributo femminile
alle voci , a metà strada tra "Video Killed the Radio Star"
e i migliori Pixies, ma ormai i modelli danno solo un retrogusto
mentre i sapori dominanti sono quelli cucinati in modo del tutto
originale dagli Zen Circus. Girato in teatro da Luca Ciuti sulla
sceneggiatura di Roan Johnson con splendide scenografie in legno
realizzate interamente a mano, a questo video è affidato il compito
di battere la strada per tutto il disco che uscirà a gennaio.
Arrivati
prima di White Stripes e Strokes (e sicuramente dopo i Velvet
Underground…) ma completamente al di sopra del ghetto del rock and
roll revival, gli Zen Circus sono una band di livello internazionale
che non ha ancora raccolto quanto ha seminato e spera di farlo proprio
con questo disco straordinario. Dieci anni dopo la nascita del gruppo
possiamo affermare che lo scopo del geniale frontman (e autore)
sia stato parzialmente raggiunto: Appino è diventato una rockstar
dal fascino ambiguo e i concerti sono affollati di giovani donne
che gli tirano le mutandine. Purtroppo nei cassonetti ce lo infilano
ancora, ma a farlo sono il bassista Ufo e il batterista Karim Qquru.
|