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2003,
Febbraio, altro mondo altra era, altra esperienza, altra morte con
immediata rinascita
era il Primo Kalporz Festival e chiudevo
le mie riflessioni sull'evento con un'elencazione mnemonica dei
gesti, dei tempi e degli spazi di quel ritrovo, e con un sentito
grazie a tutti, semplicemente.
Quel tutti era e rimane il vero ed unico senso di una società
come Kalporz, comunità prima di individuo, gruppo prima di
solista, interscambio democratico di emozioni e sensazioni. In una
parola abusata si potrebbe ben delineare probabilmente, e sicuramente
tutti voi l'avranno già pronunciata, dunque mi astengo da
questo compito. Nel Marzo del 2004, durante uno strampalato e dittatoriale
anno che ha dimenticato l'accavallarsi delle stagioni, si è
svolto il SECONDO FESTIVAL di KALPORZ, ed è tutt'altra storia.
Per gli eventi, non certo per le motivazioni.
In un anno di distanza, in questi 400 giorni di differenza si sono
avvicendate vere e proprie ere storiche per quanto riguarda l'Osteria
gestita dal sempre rubicondo Valdo: c'è stata rabbia, indignazione,
fratellanza virtuale e non, diatribe infinite, risse telematiche,
palindromi pornografici, elevazioni a potenza (ma una massa elevata
a potenza è il tentativo di unificare l'Italia?), addii e
nuovi arrivi. E poi, miracolosamente, ci siamo ritrovati tutti alla
stazione di Reggio nell'Emilia, accolti da Luca e Semego - perché
sempre in nickname si ragionerà, e qual è allora la
realtà? No, davvero, dov'è ora la realtà? -
i kalporziani sparsi per la penisola si ritrovano, si guardano
col sospetto di chi ignora l'entità non più virtuale
che ha di fronte, si abbracciano, si ri-conoscono in fin dei conti,
e scoprono di piacersi. Ora la comunità è vera, ora
la comunità è riunita. Ed è praticamente impossibile
spiegare in un documento word l'atmosfera tangibile, perché
forse troppo eterea, non adatta ad essere ridotta a memoria posticcia:
come si fa a spiegare uno sguardo? Ma soprattutto, che senso ha
farlo? L'importante è solo sapere che eravamo tanti, tantissimi,
alcuni recidivi dalla scorsa esperienza - quattro/quinti della MSB
tra cui il sottoscritto, e poi Bron, Muccablu, Semego - altri nuovi
di zecca, capaci di affrontare viaggi a volte a dir poco proibitivi,
come i coraggiosi Gallows e Sys in trasvolata dalla Sicilia.
Oramai è una certezza: Kalporz, città virtuale città
musicale, è un mondo, una società a parte. Sicuramente
migliore delle società reali che ci circondano, e sicuramente
destinata a migliorare ora che abbiamo (quasi) tutti un volto, tutti
un perché. Siamo pronti ad affrontare un evento ancora più
mastodontico, probabilmente
quell'evento che si cercherà
di costruire quest'estate, una tre giorni di pace, amore e freesbee,
accampati in qualche zona della penisola. Sarà allora già
tempo del TERZO KALPORZ FESTIVAL
ma non c'è bisogno
di correre. Ho ancora davanti agli occhi il 13 Marzo, e non mi va
di scacciarlo via così in fretta
Come un anno fa, più di allora, "grazie a tutti, semplicemente".
Raffaele/Lifein
Ps.
MSB rules, ovviamente
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