THE INCREDIBLE JASHGAWRONSKY BROTHERS
(27 agosto 2000)
di Elena Guarneri
e Angela Falciano 
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| Uno
dei Jashgawronsky Brothers spara sulla folla |
Nello
spazio ellittico della Rotonda Antonio Foschini
(di rara bellezza), nel centro storico di Ferrara,
in una domenica di musica, compare il bizzarro trio
The Incredible Jashgavronsky Brothers: barbuti,
sorprendenti, in abiti retrò, a metà
tra mimi, musicisti, giocolieri, attori e intrattenitori.
Si presentano, in inglese, come gruppo di "musica
tradizionale", e poi suonano uno strampalato rock'n'roll,
con l'ausilio di pentole e di una strana batteria
con barattoli di latta. Coinvolgono il pubblico
producendo ritmiche sulle braccia di alcuni presenti,
utilizzando due cucchiai da cucina. Spaziano da
Mozart e Rossini - suonati dandosi in testa delle
bottiglie di plastica vuote - ad atmosfere caraibiche,
di cui lo xilofono è protagonista. Trasformano
oggetti con la fantasia: così, le bacchette
dello xilofono diventano ferri da calza, e dalle
miracolose e miracolate mani del trio escono teneri
maglioncini di lana per bambini.
Esorcizzano paure e oggetti-culto della tecnologia
giocando con squali di plastica, cellulari, pistole
e video-games, per poi ritornare, accompagnati dallo
stesso motivo, alle ghirlande caraibiche e al calore
dei mari del sud.
Non si capisce chi sia il protagonista vero dello
show, e se ce ne sia uno. I tre sanno sapientemente
- e con leggerezza - mescolare musica, mimo, recitazione,
coinvolgimento del pubblico, in uno spettacolo che
scorre veloce, divertendo non solo i bambini.
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| Gli
stralunatissimi Jashgawronsky Brothers reinterpretano
Mozart |
I
loro nomi d'arte sono Suren, Tomash e Pavel e la
loro "origine" è balcanica (ma in realtà
solo uno di loro è un vero armeno).
Il gruppo kalporziano per eccellenza nel XIII Festival
dei Buskers di Ferrara ci entusiasma al primo sguardo
e ci sorprende con una comicità che pare
non appartenere più ai nostri giorni.
Formatisi da poco, ma già magicamente affiatati,
i tre strampalati brothers vantano una esperienza
più che decennale in teatro. Reduci da una
tournée francese questi clown dell'Est, privilegiano
il binomio recitazione-musica, dando ad ognuno di
questi elementi una accezione davvero personale.
La loro recitazione è prevalentemente mimica,
pochissimo spazio hanno le parole fra l'altro pronunciate
in un inglese dal sapore russo. Lo spettacolo, che
tocca corride spagnole, interpretazioni "riciclate"
di musiche classiche, e miraggi di dolce "South
America", è un susseguirsi di gesti pressoché
muti, sonorizzati soltanto dalle fragorose risate
del pubblico e dal circense siparietto al termine
di ogni numero.
La loro musica è della più bizzarra,
strumenti suonati: tutti!
Percussioni, chitarre, fisarmoniche, cucchiai, bidoni,
xilofono e bottiglie costituiscono il loro originale
supporto sonoro, suonato con la seriosità
che fa di una idea strampalata e buffa il motivo
per una risata sincera.
Una risposta alla comicità "solo" parlata,
in un scenario come quello dello strada dove nel
brusio confuso di voci distanti tre giocolieri della
fantasia incantano gli occhi e il cuore.
Tutto questo è: The Incredible Jashgawronsky
Brothers!!! |