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francesi Ginkobiloba, virtuosi saltinbanchi |
GINKOBILOBA
(27 agosto 2000)
di Stefano Folegati 
Quando assisti ad uno spettacolo di musicisti di
strada, non è solo musica quella che ti arriva.
C’è letteratura picaresca, cinema neorealista,
circo: un bagaglio necessario, che può dare
fascino ai musici, come può relegarli all’ambito
della pura curiosità, della bizzaria ad uso
e consumo dei turisti ingenui. Certo, un ascoltatore
attento ha il dovere di andare oltre i luoghi comuni;
ma sta all’artista di strada la scelta, se essere
saltimbanco o poeta randagio, custode di memorie
perdute o audace viaggiatore fra sonorità
disparate. E alla fine, rimanere comunque musicista
di strada.
Questi Ginkobiloba, francesi di Montpellier, sono
innanzitutto molto, molto bravi, e qui già
c’è un problema: il loro suono potente e
trascinante può sembrarti più adatto
ad un palco che all’angolo di una strada; l’abilità
è notevole, e ha ben poco dello spirito naif
che ci si potrebbe aspettare dal musicista di strada.
Ma c’è qualcosa di speciale, in quella mescolanza
di suoni provenienti da etnie e culture differenti
proposti dal gruppo: una spontaneità, uno
sgorgare naturale che può essere solo quello
di autentici cittadini del mondo, e non delle velleità
pseudo-etniche di una rockstar annoiata. Musica
iberica e canzone francese, jazz e suggestioni arabe:
tutto scorre con naturale irruenza, e trascina irresistibilmente
il pubblico che si assiepa attorno. A catalizzare
buona parte dell’energia è Marianne, cantante
e chitarrista sanguigna, che sa urlare le sue storie
di dolore e di speranza con tutta la forza di un’anima
genuinamente mediterranea; potresti sentirla da
un minareto oppure da un balcone napoletano. E poi
c’è la sua incredibile capacità di
imitare una tromba, che utilizza per duettare col
sassofonista Pierre: e qui allora non ti sbagli,
perché ritorna fuori il clown, il trucco
per far restare a bocca aperta il passante. Sono
anche saltimbanchi i Ginkobiloba, perché
sono veri musicisti di strada. Te lo ricorda anche
Bruno, il fisarmonicista, che passa con il berrettaccio
a raccogliere le monete con la sua simpatica faccia
da delinquentello guascone: decisamente, non assomiglia
ad una rockstar.
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