• MOLTHENI, I segreti del corallo (Hit Bit, 2008)

    Il solito Moltheni. Moltheni da un po’ di anni, e precisamente da “Splendore Terrore” in poi, è sempre lo stesso. Perché al di là dei proclami e dei paventati cambiamenti questo è un disco di canzoni che sanno ancora emozionare senza aver bisogno di impressionare l’ascoltatore e se stessi con la sterile ricerca del cambio…

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  • Neapolis 2008 (Napoli) (17, 23 e 24 luglio 2008)

    Neapolis 2008 (Napoli) (17, 23 e 24 luglio 2008)

    GIOVEDI’ 17 LUGLIO 2008Massive Attack + Raiz e Almamegretta (Reunion show) + Paranza Vibes Dopo l’edizione in sordina dello scorso anno si ritorna a fare sul serio al Neapolis con una serata dedicata alla napoletanità normale, lontana anni luce da quella becera, esibizionista e oscenamente oleografica vista qualche settimana fa in una piazza a pochissimi…

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  • SHOUT OUT LOUDS, Our Ill Wills (Homesleep / Audioglobe, 2008)

    Se il termine indiepop avesse ancora un significato (ammesso che l’abbia mai avuto…) e dovesse pure aver bisogno di qualche disco per esemplificarne la definizione, risparmiando circa quattrocento battute di metafore prive di significato e sforzi dialettici fatti di improbabili voli pindarici, ebbene uno di quei dischi potrebbe essere “Our Ill Wills”, seconda uscita degli…

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  • SATAN IS MY BROTHER, Satan Is My Brother (Boring Machines, 2007)

    Quando Satana decide di vestire i panni dell’elettronica trova subito la complicità dei fratelli trombone e sassofono. Sembra questo l’assioma dal quale partono i Satan is My Brother, variegato quartetto milanese cui prestano due elementi gli Yellow Capra, in viaggio permanente sull’autostrada Milano-Torino durante una notte che non vuole mai schiarirsi per far posto al…

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  • CHRISTY & EMILY, Gueen’s Head (Social Registry / Goodfellas, 2007)

    Se vi piacciono le Cocorosie, se seguite Jolie Holland, se avete un poster delle sorelle Deal e avete vibrato per gli sghembi vocalizzi di Kirstin Hersch allora avrete un valido motivo per ascoltare “Gueen’s Head”. Christy & Emily è un duo la cui formazione ha ricordato a tanti i Velvet Underground per la miscela tra…

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  • DEVENDRA BANHART, Smokey Rolls Down Thunder Canyon (XL Recordings, 2007)

    Devendra Banhart deve scontare, per forza di cose, il confronto coi due capidopera del folk (aggiungeteci indie se siete dei maniaci delle etichette) del 2000: “Rejoicing In the Hands” e “Nino Rojo”, pubblicati simultaneamente 3 anni fa e dai quali erompeva un esuberante eccesso di talento che un solo disco non riuscì a contenere. Difficile…

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  • IRON & WINE, The Shepherd’s Dog (Sub Pop / Audioglobe, 2007)

    Quante volte Iron & Wine è stato accostato a Nick Drake? Tante, troppe: tutte le volte che si parla dei suoi dischi. Per noi significherebbe sminuirne l’opera, perché, tralasciando qualche somiglianza fisiologica nelle trame di chitarre (“House by the sea”), ci sembra che “The Sheperd’s Dog” abbia la forza di brillare di luce propria. Lasciamo…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010