Il
complesso inglese si forma nel 1968 grazie all’unione
del cantante Jon Anderson, del bassista Chris
Squire, del chitarrista Peter Banks, del tastierista
Tony Kaye e del batterista Bill Bruford. Tranne
Squire, hanno tutti qualche precedente esperienza
di gruppo. Dopo la pubblicazione di un paio di
dischi non ancora pienamente originali e innovativi,
contenenti versioni di brani altrui accanto a
qualcosa di propria composizione ("Yes"
del 1969 e "Time And A World" del 1970),
si giunge all’esplosione del suono Yes con "The
Yes Album" del 1971, in cui alle chitarre
subentra il virtuoso Steve Howe. E’ un disco già
pienamente maturo, uno dei capolavori del gruppo
insieme ai successivi "Fragile" e "Close
to the Edge", ambedue del 1972. Nel frattempo
però Tony Keye cede il trono delle tastiere
a Rick Wakeman, uno dei più grandi strumentisti
di sempre nel suo ruolo. La tecnica e l’abilità
compositiva esibita dal quintetto raggiunge livelli
di assoluta eccellenza. Ma proprio nel momento
di massimo fulgore artistico, Bill Bruford lascia
per unirsi ai King Crimson. Il triplo LP live
"Yessongs", ottima e ricca esemplificazione
delle prestazioni dal vivo, uscito nel 1973, registra
infatti in quasi tutte le tracce la presenza di
Alan White, il nuovo batterista. Il successivo
album di studio, "Tales from topographic
Oceans", in due LP, del medesimo ’73, è
invece un deludente concept-album scarsamente
ispirato. Le cose migliorano con "Relayer",
dell’anno seguente, dove alle tastiere troviamo
lo svizzero Patrick Moraz. Si tratta dell’album
che chiude l’epoca d’oro del gruppo, quella più
propriamente progressiva. Wakeman tornerà
per i seguenti "Going for the One" e
"Tormato", rispettivamente del ’77 e
del ’78; opere nelle quali lentamente gli Yes
mutano direzione musicale. Nel 1980 esce "Drama",
testimone della crisi del gruppo: oltre a Wakeman
abbandona anche Jon Anderson. I due sono sostituiti
con assai poca gloria da Geoff Downes e Trevor
Horn. I seguenti sono anni interlocutori: Squire
e White, nel tentativo di creare un nuovo gruppo
di nome Cinema, chiamano il veterano Tony Kaye
e il polistrumentista sudafricano Trevor Rabin.
Anche Anderson decide di imbarcarsi nella nuova
avventura: e dunque si opta ancora per il marchio
Yes. Il gruppo così sistemato incide tre
albums di studio: "90125" del 1983,
"Big Generator" del 1987 e "Talk"
del 1994. Nel 1991 viene inciso "Union",
disco che presenta insieme, oltre ai cinque Yes
del momento, anche Steve Howe, Rick Wakeman e
Bill Bruford. Questi ultimi avevano inciso nel
1989 un album insieme ad Anderson, dall’omonimo
titolo "Anderson Bruford Wakeman Howe":
quindi senza poter utilizzare il nome Yes. Poco
tempo dopo uscirà anche un relativo live.
Dopo
"Keys to Ascension" del ’96, in due
CD, registrato da Anderson, Squire, Howe, Wakeman
e White per la maggior parte dal vivo (solo due
brani in studio), gli Yes cercano il rilancio
con il recente "The Ladder" del 1999:
la nuova formazione comprende, oltre ai veterani
Anderson, Squire, Howe e White, due matricole:
alle tastiere il russo Igor Khoroshev (un adepto
di Wakeman), e alla seconda chiatarra Billy Sherwood.
Dunque una formazione a sei. Appena pubblicato
il live dell’ultima tourné.
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