Nel
1967, a Manchester, il cantante e polistrumentista
Peter Hammill si unisce al percussionista Chris
Judge Smith e al tastierista Nick Pearne, dando
vita ai Van der Graaf Generator. L’esordio è
difficoltoso, anche perché Pearne lascia
subito dopo la prima registrazione di prova. Il
gruppo prende forma più definita nel 1968
con l’arrivo di Hugh Banton alle tastiere, Keith
Ellis al basso, e Guy Evans alla batteria. Ma il
ritiro dal commercio, per problemi legali, del primo
singolo, l’abbandono di Smith e il furto dell’intera
strumentazione provocano una sospensione dell’attività.
Tuttavia i musicisti non si perdono di vista, tant’è
che il primo album solista di Hammill, "The
Aerosol Grey Machine", realizzato con
l’aiuto dei compagni, viene pubblicato nel ’69 con
la sigla Van der Graaf Generator. Il primo vero
lavoro del gruppo dunque. Ma è l’anno successivo,
che registra la defezione di Ellis e l’ingresso
del fiatista David Jackson, quello che porta alla
maturità artistica. Messi sotto contratto
dalla Charisma, che nello stesso anno si assicura
anche i Genesis, gli inglesi sfornano "The
Least We Can Do Is Wave To Each Other"
e "H
To He Who Am The Only One", imponendosi
sulla scena del nuovo progressive-rock come una
delle formazioni più originali e innovative.
Al basso si alternano Banton e Nick Potter, collaboratore
aggiunto. Nel ’71 nasce "Pawn
Hearts", nel quale Potter lascia completamente
il campo a Banton. Il successo di pubblico non è
però dei più esaltanti per cui, creata
una nuova canzone, "Theme One", si opta
per lo scioglimento del gruppo. Ma non del sodalizio
fra i sui membri: già "Fool’s Mate",
sempre del ’71, primo disco solista di Hammill,
presentava come musicisti gli stessi Van der Graaf.
Infatti nel 1975 esce "Goldbluff", mentre
l’anno seguente vedono la luce "Still Life"
e "World Record": lavori pregevoli ma
non all’altezza dei precedenti. "The Quiet
Zone/The Pleasure Dome", del ’77, presenta
il violinista Graham Smith, ma lamenta l’assenza
di Jackson; il quale rientra per "Vital",
live in due LP (o in un CD ma con due brani in meno)
che segna il definitivo scioglimento della band.
Nel frattempo Hammill prosegue in una copiosa produzione
personale, sostenuta dai compagni. Anche negli anni
ottanta le collaborazioni continuano: nel 1986 ad
esempio, Jackson, Banton e Evans pubblicano "Gentlement
Prefer Blues", mentre Evans e Hammill escono,
nel 1988, con "Spur Of The Moment". Appena
uscito "The
Box", un ‘archivio’, sul tipo di quelli
dei Genesis.
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