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SLOWDIVE

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Discografia e Recensioni
Pygmalion (Creation, 1995)
Souvlaki (Bonus Tracks) (Creation, 1993 / Sanctuary, 2005)
Just For a Day (Bonus Tracks) (Creation, 1991 / Sanctuary, 2005)
 

Siti Web
Slowidive in web sito ufficiale
Creation Records: Slowdive il sito della casa discografica
Slowdive tribute page mp3 live e video

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Gli Slowdive sono stati gli artefici dell’incontro tra il dream pop stile Cocteau Twins e il noise pop chitarristico dei My Bloody Valentine di Kevin Shields: il comunemente definito “shoegazing” rappresentava, all’inizio degli anni novanta, la corrente musicale underground più in voga nel periodo in cui la Gran Bretagna non conosceva ancora il brit-pop come fenomeno di massa.

Catalogare banalmente la band di Neil Halstead e Rachel Goswell con definizioni giornalistiche non renderebbe però giustizia alla straordinaria varietà artistica di materiale prodotto nei cinque anni scarsi di carriera tra il 1990 e il 1995, fino a quando, con l’esplosione degli Oasis, la Creation di Alan Mc Ghee si orientò su altri territori ponendo fine a quell’era e, nel caso dei nostri, l’addio ad una delle bands più influenti per gli anni a venire.

Con l’inglobamento da parte della Sony della casa discografica di cui facevano parte, tra gli altri, i MBV stessi, Telescopes, Ride, Swervedriver, Boo Radleys, Adorable e altre realtà accomunate dalla predilezione per la sperimentazione chitarristica portata agli estremi livelli, tutto il catalogo Creation venne cancellato e reperire i dischi originali è diventata impresa ardua e dispendiosa a livello economico.

Per la fortuna dei fans più accaniti, la Castle ha prima pubblicato un’antologia doppia (“Catch the Breeze”, 2004) che ripercorre fedelmente gli anni di attività del gruppo dai primi singoli all’ultimo album, “Pygmalion”, quest’ultimo una vera rarità poiché ebbe una distribuzione limitata al solo mercato britannico; nel Novembre scorso hanno invece visto la luce le ristampe di tutti e tre i dischi accompagnati da due cd bonus contenenti tutte le tracce pubblicate sui cinque ep e la Peel Session del 1991, fino ad oggi mai comparsa in alcun formato.

Non resta quindi che tuffarsi nelle armonie eteree di una band mai arrivata a grandi livelli di notorietà ma che ha saputo conquistarsi un posto di rispetto, oggi più che allora, tra gli “inarrivabili” di tutti i tempi.

 

 

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