PJ HARVEY

| Discografia e Recensioni |
| Visto dal Vivo |
| Siti Web |
| Visto dal Vivo | ||
| Concerto
a Milano (10/3/2001) sei stato ad un concerto? raccontacelo! recensioni@kalporz.com |
||
| Discografia e Recensioni | |||
| White Chalk | (Island / Universal, 2007) | ||
| The Peel Sessions: 1991-2004 | (Island / Universal, 2006) | ||
| Uh Huh Her | (Island / Universal, 2004) | ||
| Stories From The City, Stories From The Sea | (Island, 2000) | ||
| Is This Desire? | (Island, 1998) | ||
| Dance Hall At Louse Point [con John Parish] | (Island, 1996) | ||
| To Bring You My Love | (Island, 1995) | ||
| 4-track Demos | (Island, 1993) | ||
| Rid Of Me | (Island, 1993) | ||
| Dry | (Too Pure, 1992) | ||
| Link | ||
| PJ Harvey.co.uk - multimedia, tour, discografia, news, testi... | ||
| PJ Harvey online - discografia, news, testi... | ||
| PJ Harvey (in italiano) | ||
| Following PJ Harvey "Stories From The Road" documentario realizzato da 3 fan, presto in uscita | ||
conosci un sito interessante? segnalalo: |
||
Nata nel Dorset nel 1970, PJ Harvey cresce in una famiglia di artisti: i suoi genitori erano amici del "sesto" Rolling Stone, Ian Stewart, nonché grandi appassionati di blues, Captain Beefheart e Bob Dylan. Il clima creativo della casa porta PJ ad appassionarsi alla musica, e dopo le prime esperienze con gruppi come Boulogne e Automatic Dlamini (formazione post-punk dove militarono anche i futuri compagni Rob Ellis e John Parish), incide un demo che impressiona l'etichetta indipendente di culto Too Pure.
Creato un trio che porta il suo nome (con Steve Vaughan al basso e Robert Ellis alla batteria), dopo un paio di singoli nel 1992 la Too Pure pubblica "Dry", un capolavoro di blues e post-punk fusi insieme. Il nome della cantante diventa pian piano famoso, fino ad interessare anche qualche major: la spunta la Island, che pubblica il disco negli USA.
La reazione brutale a chi già l'accusa di essersi svenduta si chiama "Rid of me", uscito nel 1993 e prodotto da Steve Albini, che estremizza ulteriormente il suono del trio: non un attimo di respiro su testi estremamente disturbanti e poetici. Scaricati i compagni di sempre, nello stesso anno pubblica "4-track demos", disco ancora più ruvido, contenente i demo di "Rid of me" e qualche pregevole inedito.
Un deciso cambio di rotta si ha nel 1995, quando la Island pubblica, non senza grandi ambizioni commerciali, "To bring you my love": il suono cupo dell'organo, la cruda visionarietà e una voce mai così teatrale e perfetta portano paragoni ingombranti come Captain Beefheart, Nick Cave, Diamanda Galas. Insieme al chitarrista John Parish, nel 1996 crea un album minore ma ugualmente interessante chiamato "Dance hall at louse point", dove per la prima volta Polly si cimenta con musiche scritte da altri.
L'anno dopo esce "Is this desire?", dove il blues sposa l'elettronica più cupa, avvicinandosi in alcuni pezzi a Tricky e all'"industrial". Un disco finalmente sereno arriva nel 2000: "Stories from the city, stories from the sea" nasce da un lungo soggiorno a New York. Le immagini della Grande Mela ritornano di frequente nelle dodici canzoni dell'album, di gran lunga il più accessibile della sua carriera, che ospita in tre canzoni Thom Yorke dei Radiohead e ricorda in alcuni episodi una grande del rock a cui spesso è stata paragonata: Patti Smith.
Dopo
un lungo tour, il successo commerciale (circa
un milione di copie vendute) e la vittoria
al Mercury Prize nel 2001, Polly si sta
dedicando a numerose collaborazioni (le
ultime con gli Sparklehorse e con i Giant
Sand), e sta ultimando un nuovo album, l'ottavo
della sua carriera.
