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Discografia e Recensioni
Slanted and Enchanted (Matador, 1992)
Westing (By Musket and Sextant) (Drag City, 1993)
Crooked Rain, Crooked Rain (Matador, 1994)
Wowee Zowee (Matador, 1995)
Brighten the Corners (Matador, 1997)
Terror Twilight (Matador, 1999)
   
   
Siti Web
Pavement - Matador Records discografia, audio e video, gallery, link
Pavament fan site con notizie, articoli e recesioni sui Pavament e sulla carriera solista di Stephen Malkmus
 

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Cominciamo dalla fine. Quando i Pavement decisero di sciogliersi, forse solo allora si è iniziato a comprendere quanto fosse grande il vuoto che lasciavano e quanto avessero inciso profondamente sulla scena indie rock degli ultimi anni. In eredità lasciavano cinque eccellenti album, la raccolta di registrazioni del loro primo periodo " Westing (By Musket and Sextant)", una manciata di singoli ed Ep. Soprattutto hanno lasciato in dono lo spirito con cui affrontare la musica e non solo.
Quando emersero come una boccata di aria fresca all'inizio degli anni novanta, mentre la scena anche indipendente era intasata da una miriade di gruppi che non riuscivano a fare nulla di più se non scimmiottare il suono di Nirvana, Pearl Jam e così via, i Pavement apparvero come qualcosa di intimamente diverso. Loro e un pugno di gruppi che preferivano restare nell'ombra, suonando onesti, spesso ironici, usando la semplicità e l'essenzialità come scelta espressiva.
Nomi come Beck, Sebadoh, Guided By Voices, Silver Jews, Swell, Palace, Smog.
E badateci bene, a parte Beck, nessuno di loro ha raccolto il successo che è toccato a una qualunque delle meteore finite nel frattempo nel dimenticatoio. Eppure tutti più o meno ancora lì a fare musica. Amanti delle registrazioni casalinghe, dei suoni semplici e diretti perché in grado di esaltare la loro creatività. I Pavement uscirono da quel panorama sotterraneo americano, debitori dello spirito che aveva infiammato il rock indipendente americano degli anni ottanta, dai R.E.M. agli Husker Du, dai Replacements ai Sonic Youth, che non a caso li portarono come supporto nel tour di "Dirty".
I Pavement, uno dei pochi gruppi che è sempre rimasto con un'etichetta indipendente, senza farne per questo una bandiera, ma come scelta intima e personale. Che ha sempre coltivato la spontaneità, che è stato capace di prendere in giro la seriosità del rock ufficiale di Smashing Pumpkins e Stone Temple Pilots con una leggerezza invidiabile, ma anche di suonare toccante.
Quello che è rimasto undici anni dopo sono i loro dischi, tra cui un paio di capolavori, i progetti solisti di Stephen Malkmus insieme ai Jicks e di Scott Kannberg/Spiral Staris col nome Preston School of Industry. Ma soprattutto un atteggiamento che ha cambiato le carte in tavola nel modo di affrontare la musica. Debitori nei loro confronti, nello stile ma soprattutto nell'approccio, gruppi come i Grandaddy o i nostri Yuppie Flu, due formazioni che, guarda caso, sono diventate grandi partendo dalla lezione dei Pavement ed elaborando a partire da questa qualcosa di personale. Come tanti altri, come tutti quei musicisti che partecipano al delizioso tributo messo insieme dalla Homesleep qualche mese fa, testimonianza dell'amore che i Pavement hanno saputo ispirare con la propria musica.


 

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