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Nel
1968 si sciolgono gli Yardbirds, effimero
ma importante gruppo del British Blues che
aveva visto avvicendarsi fra le proprie
fila tre eroi della chitarra: Eric Clapton,
Jeff Beck e Jimmy Page. Quest'ultimo si
ritrova a dover mettere insieme un nuovo
gruppo, i New Yardbirds, per onorare gli
impegni live già presi: egli recluta
un musicista e arrangiatore affermato, il
bassista/tastierista John Paul Jones, e
due giovani di scarsa esperienza ma incontenibile
energia, il cantante Robert Plant e il batterista
John "Bonzo" Bonham. Scontati
i debiti, la band muta il proprio nome in
Led Zeppelin, "il dirigibile di piombo"
(lead, con grafia storpiata secondo
la moda dell'epoca).
All'inizio
del 1969 è pronto il primo album,
"Led Zeppelin", che su iniziativa
del manager Peter Grant viene promosso con
enfasi soprattutto negli Stati Uniti: i
primi singoli radiofonici, "Dazed And
Confused" e "Communication Breakdown",
e una serie di esaltanti concerti fanno
decollare gli Zeppelin in America, prima
che ci si accorga di loro nella natia Inghilterra;
e anche quando la band riesce ad infiammare
il pubblico di casa, con le performance
dell'estate '69, non esita a far ritorno
oltreoceano, dove i loro concerti sono già
proverbiali per energia e intensità.
Nelle
esibizioni dal vivo la band mostra ciò
di cui è in grado: convogliare le
vibrazioni viscerali del blues nel rock
più elettrico mai sentito prima d'allora,
e incarnare davanti al pubblico una dimensione
eroica, quasi sovraumana del musicista rock,
soprattutto grazie alla voce e alla presenza
scenica di Plant, appaiata al funambolismo
chitarristico di Page. Tuttavia, se di fronte
agli Zeppelin il pubblico va in visibilio,
la critica li tratta con sufficienza, tardando
a comprendere la portata del loro fenomeno.
Nelle
brevissime pause del tour '69 i quattro
trovano il tempo di registrare il secondo
album, "II": le note di apertura
sono quelle di "Whole Lotta Love",
il brano che per molti segna la nascita
dell'hard rock, ma c'è anche "Heartbreaker",
che contiene il leggendario assolo di Page
senza accompagnamento.
L'enorme
successo e la frenetica attività
live affaticano il gruppo, che sceglie di
ritirarsi in un borgo rurale del Galles
per le registrazioni del terzo album: "III"
esce nel 1970 e risente dello scenario in
cui è stato concepito, proponendo
il lato acustico e sognante degli Zeppelin,
anche se non mancano i soliti brani killer;
e "Since I've Been Loving You"
è il capolavoro blues della band.
Nel
1971 gli Zeppelin sfidano la propria fama,
i fans e la stampa: dapprima con un tour
in incognito nei piccoli club da cui erano
partiti, poi con la pubblicazione del quarto
album privo di un titolo, rimpiazzato da
quattro strani simboli; ma per i fans l'album
sarà semplicemente "IV",
che diverrà il più venduto
della band grazie alla monumentale "Stairway
to Heaven", uno dei brani più
celebri della storia del rock.
Mentre
i tour mondiali continuano a susseguirsi,
bisogna attendere la metà del 1973
per l'uscita di "Houses of the Holy",
in cui gli Zeppelin cercano suoni nuovi,
non sempre con buoni risultati. Nel 1974
nasce l'etichetta del gruppo, la "Swan
Song", sotto cui esce nel 1975 "Physical
Graffiti": nato dopo un lungo periodo
di riposo, il doppio album contiene sia
brani nuovi, come la suggestiva ma prolissa
"Kashmir", e cose ripescate da
vecchie sessioni; i fans apprezzano e il
nuovo materiale è più che
sufficiente per un nuovo, faraonico tour
mondiale, che però viene interrotto
per un brutto incidente d'auto occorso a
Plant.
Durante
la convalescenza del cantante il gruppo
si precipita in studio per registrare "Presence",
in cui gli Zeppelin cercano di riproporsi
il più possibile uguali a se stessi;
ma la magia sta svanendo e la fortuna con
essa. Nel 1976 esce il film "The Song
Remains the Same", che documenta il
tour del '73, buono ma non eccelso; gli
Zeppelin tornano in concerto nel 1977, ma
dopo un avvio promettente Page ha un collasso
in scena, e Plant subisce la morte del figlio
minore per malattia. Il gruppo tenta di
reagire al periodo nero tornando a registrare
nel 1978, ma "In Through The Outdoor",
che esce l'anno seguente, è un lavoro
privo di direzione e di brani trainanti.
Di buono c'è la tornata voglia di
suonare dal vivo, e il tour europeo del
1980 ne è testimone; ma il Dirigibile
precipita per sempre il 25 settembre, quando
"Bonzo" Bonham viene trovato morto
nella villa di Page, forse a causa dell'alcol.
I
tre superstiti decidono unanimemente di
sciogliere il gruppo, per imbarcarsi più
tardi in avventure soliste mai all'altezza
della passata gloria. L'album postumo "Coda"
(1982) è una operazione puramente
commerciale che raccoglie cose scartate
da precedenti registrazioni. Negli anni
seguenti i tre ex Zeppelin si prestano a
occasionali reunion, come per il Live Aid
del 1985 e l'anniversario della Atlantic
nel 1988; nel 1994 Page e Plant si ritrovano
per un album di classici Zeppelin riletti
in chiave world music ("No Quarter").
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