Già
nel 1963 il sedicenne scozzese Ian Anderson
costituisce un gruppo insieme a Jeffrey
Hammond-Hammond, John Evan, Barriemore Barlow
e Michael Stephens: i primi tre li ritroveremo
più tardi, negli anni settanta, come
membri a pieno titolo dei Jethro Tull. I
quali nascono solo nel 1967, dopo vari mutamenti
d'organico, quando Anderson e il bassista
Glenn Cornick, trasferitisi a Londra, ingaggiano
il chitarrista Mick Abrahams e il batterista
Clive Bunker, entrambi provenienti dai McGregor's
Engine.
L'anno
seguente, dopo un paio di 45 giri, esce
"This Was", il loro primo album.
A fine anno Abrahams leva le tende per dissidi
con Anderson e viene sostituito da Martin
Barre. Il '69 è l'anno di "Stand
Up", col quale il gruppo definisce
in pieno il suo stile, molto più
definito di quanto spesso si creda. "Benefit"
dell'anno seguente perfeziona ulteriormente
la musica del quartetto, guidandola verso
modalità di stampo più progressivo.
Modalità
che si esprimono con aumentata forza nel
seguente lavoro: "Aqualung", del
'71, è l'opera più nota dei
Jethro Tull, quella in cui il progressive,
pur evidente, è filtrato in modo
personale e leggero, senza le ridondanze
che si riscontrano invece, ferma restando
la buona qualità, in albums concept
come "Thick as a Brick" del '72
e "A Passion Play" del '73, dove
i Tull, o meglio Ian Anderson, autore di
quasi tutto il repertorio, opta per una
musica tout court progressiva. In mezzo
a questi due ambiziosi lavori si colloca
il doppio LP "Living in the Past",
sorta di raccolta che propone brani sparsi
degli anni precedenti (con due performances
dal vivo) e pezzi già inseriti negli
albums pubblicati.
Proprio
nel momento in cui paiono mutare indirizzo
stilistico, i Jethro Tull ribadiscono e
rivendicano dunque una loro continuità.
Con "War Child", le cui musiche
avrebbero dovuto far parte di un progettato
film mai realizzato, Anderson prosegue sulla
strada della musica a tema, ma in modo meno
grandioso, più modesto. "Minstrel
in the Gallery" chiude, nel 1975, la
fase più propriamente progressiva
del gruppo. A partire da "Aqualung",
frattanto, John Evan diventa il quinto uomo
in qualità di tastierista, mentre
Hammond-Hammond sostituisce Cornick. Anche
Bunker esce di scena, sostituito già
in "Thick " da Barlow.
Con
"Too Old To Rock'n Roll, Too Young
To Die" del '76 il gruppo ritorna ad
una forma canzone più tradizionale:
Hammond-Hammond però, ritiratosi
a vita privata da vero signore, dipingendo
e vivendo sui diritti accumulati, lascia
il posto a John Glascock, sfortunato bassista
che morirà nel '79 a 26 anni per
problemi cardiaci. Farà in tempo
ad incidere col gruppo altri tre dischi,
uno all'anno: "Songs from the Wood",
"Heavy Horses", ambedue con accenti
marcatamente folk, e "Stormwatch";
oltre al live "Bursting Out",
un doppio LP dal vivo, del '78, buona testimonianza
del brio concertistico del gruppo.
Alla
fine del decennio, fors'anche turbato dalla
morte di Glascock, Barlow si ritira. Così
pure Evan. Trascinati dal carisma di Anderson,
i Jethro Tull continueranno comunque a sopravvivere
producendo nuovi dischi ed esibendosi in
concerto. Anche il recente, grave malore,
che ha colto il folletto di Edimburgo, non
gli ha impedito di riprendere ben presto
l'attività.
Soundgarden
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Zeppelin, Paolo Conte, Jethro Tull,Onedia, U2, Blur,
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