Formatisi
a Colchester, Essex, UK, i Blur sono il
frutto dell'amicizia tra Damon Albarn e
Graham Coxon, i quali hanno in comune la
passione per lo ska ed i Jam. Arruolati
anche Alex James e Dave Rowntree, per qualche
tempo si fanno chiamare "Seymour". Quando
nel novembre 1990 esordiscono con il singolo
"She's so high", il vecchio marchio è
già mutato nel definitivo Blur. Il
suono indie dance del periodo influenza
parecchio i quattro, i quali editano un
altro singolo ("There's no other way") che
raggiunge a sorpresa la Top Ten, ed il primo
album ("Leisure"). Dopo un frustrante, fallimentare
e mai terminato tour in America, Albarn
& Co. abbandonano il precedente suono
baggy, sposando la sacra causa del revival
mod inglese, attingendo alle fonti dei Kinks
e degli Who. "Modern life is rubbish" e
l'acclamato "Parklife" sono inni all'inglesità
ed alla cultura cockney, con molto self
humour e discreta vena dissacrante. Nel
febbraio 1995 il gruppo vince ben quattro
BPI Awards (miglior singolo, album, video
e gruppo) e rinnova il successo con "The
great escape", album elaborato e melodico,
con arrangiamenti alla Bacharach e singoli
sempre incisivi ("Country house"). La rivalità
con gli Oasis è davvero al top, come
anche l'era brit pop (fa anche rima). I
fratelli delinquenti Gallagher balleranno
ancora per un po’, mentre gli Essex boys
decidono di scendere dal carrozzone. Damon
canta con il suo (e nostro) idolo Ray Davies
nel Tv show "The White Room", recita in
"Face" assieme a quella faccia di bronzo
di Robert Carlyle, compra un pub in Islanda
e traghetta la band verso un suono più
stazzonato, che strizza l'occhio all'odiata/amata
America, alla lo-fi, addirittura al krautrock
modello Can o Faust. "Blur" è un
album che spiazza i vecchi fans, "Girls
and boys" è finita in soffitta. Le
vendite naturalmente ne soffrono, ma i quattro
sembrano ben decisi a perseverare nella
loro ricerca musicale. "13" è un
ulteriore passo avanti verso suoni avveniristici
ed atmosfere elettroniche tendenti al trip-hop,
al dub ed all'ambient. Nonostante il suono
non sia più lo stimolante punk-beat
dei mid '90s, il pubblico premia ancora
il gruppo, portando in classifica "Tender"
ed il magnifico beat-progressive di "Coffee
& Tv", creatura di un Coxon sempre più
responsabilizzato e con velleità
soliste che vedranno la realizzazione di
due prove soliste. Di recente uscita è
una bella ed esaustiva antologia a celebrazione
dei primi (speriamo) dieci anni del complesso:
al suo interno troviamo un nuovo pezzo,
"Music is my radar", nei negozi anche come
singolo. Il sound sembra nuovamente mutato,
la ritmica è quasi tribale, ossessiva,
garage.
Appena iniziate le sessioni per il nuovo
album ("Think Tank") i Blur perdono
il loro chitarrista. Graham Coxon esce dalla
band, pare per incomprensioni con Damon
Albarn. Davvero minimo il contributo di
Coxon al nuovo lavoro in cui Fat Boy Slim
entra come produttore di alcuni brani.
FORMAZIONE:
Damon Albarn: voce, tastiere, pianoforte
- Alex James: basso, voce - Dave Rowntree:
batteria
Slowdive
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Bob
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tutta la carriera del menestrello del rock
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Redhead, CCCP, Pink Floyd, Cure, Pixies, Led
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