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BLUR

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Visto dal Vivo

Concerto al Palalido (Milano) 12 marzo 1996

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Discografia e Recensioni
Think Tank (EMI, 2003)
Blur: The Best Of

(2 CD, EMI, 2000)

13 (Virgin, 1999)
Bustin' + Dronin' (2 CD, ed. giapponese, Food Records, 1998)
Blur (Food Records, 1997)
Live At Budokan (2CD, Food Records, 1996)
The Great Escape (Food Records, 1995)
Blur Present The Special Collectors Edition (ed. giapponese, Food Records, 1994)
Parklife (Food Records, 1994)
Modern Life Is Rubbish (Food Records, 1993)
Leisure (Food Records, 1991)
 
   
 
Siti Web
Optigan (it.)
Mailing list, news, gossip, testi, tabs, immagini
There's No Other Site (it.)
News, foto, testi, curiosità
The Blur (it.)
discografia, immagini, news, testi, la mailing list italiana, link
Blur Official Website
Blurred For Life (in inglese)
foto, news, multimedia, testi

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Formatisi a Colchester, Essex, UK, i Blur sono il frutto dell'amicizia tra Damon Albarn e Graham Coxon, i quali hanno in comune la passione per lo ska ed i Jam. Arruolati anche Alex James e Dave Rowntree, per qualche tempo si fanno chiamare "Seymour". Quando nel novembre 1990 esordiscono con il singolo "She's so high", il vecchio marchio è già mutato nel definitivo Blur. Il suono indie dance del periodo influenza parecchio i quattro, i quali editano un altro singolo ("There's no other way") che raggiunge a sorpresa la Top Ten, ed il primo album ("Leisure"). Dopo un frustrante, fallimentare e mai terminato tour in America, Albarn & Co. abbandonano il precedente suono baggy, sposando la sacra causa del revival mod inglese, attingendo alle fonti dei Kinks e degli Who. "Modern life is rubbish" e l'acclamato "Parklife" sono inni all'inglesità ed alla cultura cockney, con molto self humour e discreta vena dissacrante. Nel febbraio 1995 il gruppo vince ben quattro BPI Awards (miglior singolo, album, video e gruppo) e rinnova il successo con "The great escape", album elaborato e melodico, con arrangiamenti alla Bacharach e singoli sempre incisivi ("Country house"). La rivalità con gli Oasis è davvero al top, come anche l'era brit pop (fa anche rima). I fratelli delinquenti Gallagher balleranno ancora per un po', mentre gli Essex boys decidono di scendere dal carrozzone. Damon canta con il suo (e nostro) idolo Ray Davies nel Tv show "The White Room", recita in "Face" assieme a quella faccia di bronzo di Robert Carlyle, compra un pub in Islanda e traghetta la band verso un suono più stazzonato, che strizza l'occhio all'odiata/amata America, alla lo-fi, addirittura al krautrock modello Can o Faust. "Blur" è un album che spiazza i vecchi fans, "Girls and boys" è finita in soffitta. Le vendite naturalmente ne soffrono, ma i quattro sembrano ben decisi a perseverare nella loro ricerca musicale. "13" è un ulteriore passo avanti verso suoni avveniristici ed atmosfere elettroniche tendenti al trip-hop, al dub ed all'ambient. Nonostante il suono non sia più lo stimolante punk-beat dei mid '90s, il pubblico premia ancora il gruppo, portando in classifica "Tender" ed il magnifico beat-progressive di "Coffee & Tv", creatura di un Coxon sempre più responsabilizzato e con velleità soliste che vedranno la realizzazione di due prove soliste. Di recente uscita è una bella ed esaustiva antologia a celebrazione dei primi (speriamo) dieci anni del complesso: al suo interno troviamo un nuovo pezzo, "Music is my radar", nei negozi anche come singolo. Il sound sembra nuovamente mutato, la ritmica è quasi tribale, ossessiva, garage.
Appena iniziate le sessioni per il nuovo album ("Think Tank") i Blur perdono il loro chitarrista. Graham Coxon esce dalla band, pare per incomprensioni con Damon Albarn. Davvero minimo il contributo di Coxon al nuovo lavoro in cui Fat Boy Slim entra come produttore di alcuni brani.

FORMAZIONE: Damon Albarn: voce, tastiere, pianoforte - Alex James: basso, voce - Dave Rowntree: batteria

 

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