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#tbt #throwingbackthursday
Non sono io chiaramente, ma Antony Genn
Nato nel 1971 a Sheffield, Antony Genn è il classico caso di musicista in cui la personalità estrosa supera abbondantemente le doti tecniche. E in grado sempre di rilanciarsi.
Dopo un tentativo di salire sul carro dei Pulp appena diciassettenne – al basso, ma prende il suo posto un certo Steve MacKey – Genn entra nel giro che conta suonando le tastiere per le Elastica: infatti quella che sembra una innocente, seppur folle, invasione di palco, nudo, a Glastonbury il 2 Giugno 1995 era in realtà qualcosa di preparato.
Un “Featuring” che ha destato l’attenzione di un certo Joe Strummer, che intorno a lui ha formato i Mescaleros. Nel debutto del 1999 Rock Art And The X-Ray Style Genn veste il ruolo di produttore, polistrumentista e coautore di brani come “Techno D-Day”, “The Road To Rock’n’Roll” e “Tony Adams”, favorendo la nascita del sound contaminato dell’ultima avventura dell’ex Clash.
Una vocazione trovata con il cinema
Ma la sfrontatezza e gli abusi lo tolgono dai giochi anche stavolta. Genn però stava già entrando nella storia della musica, visto che grandi nomi come Robbie Williams (per Life Thru A Lens), Josh Homme (per UNKLE) e addirittura Brian Eno collaboreranno con lui a più riprese.
Niente comunque a confronto con il lavoro che ha svolto negli ultimi anni per il cinema. Grazie all’aiuto di Martin Slattery, già con lui nei The Hours, ha realizzato la musica per le serie The King e Black Mirror, ma anche Stealing Rembrandts per arrivare al famosissimo Peaky Blinders.
Che ne dite, se li sarà comprati due vestiti buoni per la prossima invasione di palco?
Photo Credit: Anthony Pidgeon

