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Il folk, soprattutto quello psichedelico stile anni ’60, sarà sempre di moda: conterà solo il cuore che l’artista in questione ci mette, la vibrazione della sua voce.
Juni Habel è così: la sua vocalità è profonda, fremente. L’arpeggio di chitarra di “Stand So Still” è di quelli con cui ti vorresti svegliare, piacevolmente, la mattina. “Stand So Still” è tratta dal nuovo album della cantautrice norvegese, il terzo, intitolato “Evergreen In Your Mind” (Basin Rock).
“Evergreen in Your Mind” è nato in modo frammentario e istintivo, registrato in vari luoghi della sua quotidianità: l’antica casa di legno in cui vive, la scuola dove lavora part‑time e lo studio del co‑produttore Stian Skaaden. Un lavoro durato due anni, costruito “a piccoli lampi”, che alla fine ha trovato una forma coesa e che ci riporta a roba di Vashti Bunyan.
In merito all’album, nell’intervista a The Line Of Best Fit, la Habel ha dichiarato:
“Credo sinceramente che la musica passi semplicemente attraverso di me… le canzoni mi guidano sempre, mi dicono sempre che posso fidarmi di ciò che vuole venire fuori.”
(Paolo Bardelli)

