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Qualche settimana fa, mentre visitavo la mostra dedicata al Beato Angelico ospitata – in parte – nelle sale di Palazzo Strozzi, la mia attenzione viene catturata da un gruppo di amici, dei ragazzi ventenni, da uno in particolare – a dire la verità: lo ascolto parlare senza farmi notare, ogni opera è passata in rassegna con sagacia e ironia, niente a che vedere con i percorsi preimpostati, a volte noiosi, da guida. Uno sguardo giovane, curioso, libero da schemi mentali ma colto, nel senso che è riuscito a coltivare una visione personale in un mondo che sembra più appiattito, privo di spigolosità: da una parte una fruizione compulsiva, passiva di contenuti; dall’altra un’offerta artistico/creativa che spesso cerca di inseguire il pubblico. Vedere un film/serie tv, ascoltare un disco per primi, per poi passare a quello successivo, non far sedimentare niente. Ci sono poi, però, luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dov’è ancora possibile una fisicità della conoscenza: quando trascorri pomeriggi interi in negozi di dischi/mercatini (vedere, toccare, parlare, discutere) o quando, prima del concerto dei Buzzcocks, le ragazze dietro di te parlano con passione e trasporto di concerti/gruppi di cui non conosci l’esistenza e la curiosità ti assale. Il senso della ricerca è la fiamma che non si spegne mai, la voglia di scoprire è anche la scintilla che mi ha spinto – anni fa – a creare una rubrica come Scoutcloud ospitata da Kalporz da ottobre 2017. Ogni fine anno arrivano le classifiche e, credo di averlo già scritto tempo fa, la cosa più bella è leggere quelle degli altri e ascoltare i dischi che non si conosce.
Top 10 Dischi
1. Rafael Toral – Traveling Light
2. The Necks – Disquiet
3. The Dwarfs Of East Agouza – Sasquatch Landslide
4. Ahmed – [Sama’a] (Audition)
5. Natural Information Society and Bitchin Bajas – Totality
6. Eliana Glass – E
Estratto dallo Scoutcloud di maggio 2025
Eliana Glass è una “trapezista” sonora: si muove spesso su un asse sonoro jazz – vocale, in particolare – ma spesso in maniera funambolica sfida i canoni stilistici del genere […].
7. Milkweed – Remscéla
Estratto dallo Scoutcloud di luglio 2025
Nelle pubblicazioni discografiche dei Milkweed, soprattutto nell’ultima del 2025 – Remscéla – il suono è disturbato, distorto, lo-fi: segnali dal passato che vengono trasmessi nel presente in una veste sonora di rottura rispetto ai canoni folk.
8. Masma Dream World – Please come to Me
Estratto dallo Scoutcloud di febbraio 2025:
Please Come To Me (Valley of Search), secondo album a nome Masma Dream World, è difficilmente classificabile, sfugge a ogni convenzione, è estremo nel senso latino del termine (“extremus”, superlativo di “exter”): sta fuori, ai confini del mondo, è il termine ultimo di qualcosa di indefinibile. Prodotto – come il disco precedente Play At Night (2020) – insieme a Chris Weiss, è stato registrato in circa due settimane ma racchiude anni di vissuto: «durante le sessioni, porto tutto il materiale che ho raccolto nei miei viaggi e i campioni che ho registrato da sola. Poi lasciamo che siano gli spiriti a guidare il processo in studio», racconta l’artista nell’articolo-intervista di copertina che le ha dedicato The Wire nel numero #493 .
9. Guilherme Granado Goat Unity – Ghost Parades
10. JJJJJerome Ellis – Vesper Sparrow
Altri Dischi
(in ordine sparso)
- clipping. – Dead Channel Sky
- Isaiah Collier, William Hooker, William Parker – The Ancients
- Širom – In the Wind of Night, Hard-Fallen Incantations Whisper
- Water Damage – Live At Le Guess Who?
- Ben LaMar Gay – Yowzers
- Chicago Underground Duo – Hyperglyph
- Noura Mint Seymali – Yenbett
- Orcutt Shelley Miller – Orcutt Shelley Miller
- Patricia Brennan – Of The Near and Far
- Nick Storring – Mirante
- Yazz Ahmed – A Paradise In The Hold
- SANAM – Sametou Sawtan
- Maurice Louca – Barĩy (Fera) برٌِي
- The Ex – If Your Mirror Breaks
- Gabe ‘Nandez & Preservation – Sortilège
- Armand Hammer & The Alchemist – Mercy
- SML – How You Been
- Cosmic Ear – Traces
- Horse Lords & Arnold Dreyblatt – FRKWYS Vol. 18: Extended Field
- Lino Capra Vaccina & Mai Mai Mai – I Racconti di Aretusa
- Trá Pháidín – An 424
- J.H. Guraj – The Flip Side
- Martina Bertoni – Electroacoustic Works for Halldorophone
- Laura Agnusdei – Flowers are Blooming in Antarctica
- Francesca Marongiu – Still Forms in Air (approfondimento Scoutcloud)
- IE – Reverse Earth
- Expose – ETC (approfondimento Scoutcloud)
- The Myrrors – Land Back
- Sophia Djebel Rose – Sécheresse
- Hara Alonso – touch•me•not
- Shrunken Elvis – Shrunken Elvis
- Håvard Volden – Small Lives
- Djrum – Under Tangled Silence
- Black Eyes – Hostile Design
- Jeff Tweedy – Twilight Override
- Park Jiha – All Living Things
- Steve Gunn – Daylight Daylight
- Eli Winter – A Trick of the Light
- Lonnie Holley – Tonky
- Luke Stewart / Silt Remembrance Ensemble – The Order
- Gnäw – II
- Sary Moussa – Wind, Again
- Mohammad Mostafa Heydarian – Noor-E Vojood
- Los Pirañas – Una Oportunidad más de triunfar en la vida
- Paolo Angeli – LEMA
- Kali Malone + Drew McDowall – Magnetism
- Lingyuan Yang – Cursed Month
Recuperi/Ristampe
- Super Grupa Bez Fałszywej Skromności – The Book Of Job
- Sister Irene O’Connor – Fire of God’s Love
- Robert – Robert The Record
Playlist
(in aggiornamento)
Concerti
- Spiritualized, Lido di Camaiore, Prima Estate, 20 giugno 2025: «And I wanna just close my eyes/Feel like I’m living, feel like I’m alive/Wrapped up in clover, and I’m safe from the tide/ Feel like I’m floating, and I’m laid out».
- Franco D’Andrea, Firenze, Pinocchio Jazz: Circolo Le Vie Nuove, 22 novembre 2025: due ore di concerto – studio dei linguaggi jazz, ascoltazione, personalizzazione e improvvisazione.
- Bombino, Firenze, H/Earthbeat Festival @Sicurcaiv – Casa del Popolo di Grassina, 25 ottobre 2025: «Il rock è morto», dice qualcuno da anni e forse ha pure ragione. In Niger, però, le chitarre sembrano bruciare più che mai. Chitarristi nigerini come Bombino e Mdou Moctar fanno parlare la chitarra che diventa una bandiera di libertà, di lotta che sventola in alto e non vuole arrestarsi. I tratti gentili del viso di Bombino, il ballare con la chitarra, il sorridere a tratti sono fotografie di attimi di flash sonori che abbagliano. Agli inizi il maestro di chitarra Haja Bebe lo soprannominò “bambino” perché era il più giovane della band ma, ancora oggi, Bombino è un fanciullino nello spirito.
Cinema
(film visti in sala)

Miséricorde di Alain Guiraudie: un noir che sporca i suoi lati oscuri di ironia corrosiva e di surrealismo carnale. Provincia francese, perdita, ritorni, conflitti, morte, misericordia, desiderio, seduzione, bicchieri di pastis, porcini e spugnole.

L’Homme d’argile del 2023 (titolo italiano “L’uomo d’argilla”), esordio alla regia di Anaïs Tellenne, è un piccolo grande film. Il racconto poetico della natura imperscrutabile della creazione artistica. Nell’opera d’arte si nasconde una magia umana che non possiamo vedere, comprendere: la complessità emotiva in divenire del soggetto ispiratore diventato oggetto d’arte. «Un’opera d’arte nasce dallo sguardo di un artista sul suo soggetto. Ma cosa accade al soggetto? Cosa resta di questo sguardo? Il mio film racconta una storia che i musei e le gallerie non raccontano», spiega la regista.




Le città di pianura di Francesco Sossai
Le storie si raccontano anche attraverso i paesaggi, i posti.
– Il Memoriale Brion progettato da Carlo Scarpa, conosciuto anche come Tomba Brion: complesso funebre monumentale in provincia di Treviso, a San Vito, frazione di Altivole. Morte e tranquillità eterea.
– Villa Roberti di Brugine e i Capricci della Scuola Veronese (Paolo Veronese): «È un capriccio, un paesaggio che non esiste, immaginario. Qui si vede che volevano unire il paesaggio delle montagne a quello lagunare, senza tutte quelle città di pianura in mezzo» racconta Giulio (Filippo Scotti), giovane studente di Architettura, ai suoi compagni di avventura e di viaggio che, un po’ alla “amici miei”, si stanno fingendo architetti per scroccare l’ennesimo bicchiere.
Crediti: La foto di Villa Roberti proveniente dalla pagina instagram @ilovepadovaedintorni.
Mostre d’arte



Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio, Palazzo Venier dei Leoni – Peggy Guggenheim Collection (Venezia): circa settanta opere selezionate di Maria Helena Vieira da Silva, una danza visiva di colori e prospettive. «[…] ha introdotto, come nella musica, la dimensione del tempo; i suoi quadri non si esauriscono in un singolo sguardo, ma si dispiegano seguendo una propria melodiosa velocità che l’occhio asseconda, attentamente diretto attraverso la complessità della struttura elaborata», parole dell’artista e amico Julian Trevelyan in “Vieira da Silva. A Painter’s Appreciation” (1952).



Beato Angelico a Palazzo Strozzi, Firenze
La Fondazione di Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco ha curato un percorso espositivo, con più di 140 opere, dedicato a uno degli artisti più importanti del Primo Rinascimento fiorentino: il Beato Angelico. Una mostra dal carattere immersivo, si entra appieno nell’opera di un’artista, espressione alta di un umanesimo cristiano.
«Frate Giovanni Angelico da Fiesole, il quale fu al secolo chiamato Guido, essendo non meno stato eccellente pittore e miniatore che ottimo religioso, merita per l’una e per l’altra cagione che di lui sia fatta onoratissima memoria. […] Questo padre veramente angelico, poi che spese tutto il tempo della sua vita in servigio di Dio e benefizio del mondo e del prossimo. […] Aveva per costume non ritoccare, né racconciar mai alcuna sua dipintura, ma lasciarle sempre in quel modo che erano venute la prima volta, per credere (secondo ch’egli diceva) che così fusse la volontà di Dio», Giorgio Vasari racconta così la vita del Beato Angelico nel suo “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” (1568).



Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti a Villa Bardini (Firenze)
Mostra attorno alle figure di Roberto Longhi, storico dell’arte e grande scopritore di Caravaggio, e Anna Banti, scrittrice e traduttrice. Un percorso espositivo ricco, che mi ha fatto scoprire artisti come Alberto Ziveri (seconda foto della galleria), Ruggero Poletti (terza foto) e Deiva De Angelis.



Clemen Parrocchetti. Ironia Ribelle a Palazzo Strozzi (Firenze)
«Dio solo sa da quale reparto dell’inconscio la milanese Clemen Parrocchetti ha tratto queste sue strane, coloratissime fantasie, in cui sembrano mescolarsi e confondersi una quantità di memorie. I disegni dei bambini, i disegni dei matti, l’arte pop, il sadismo, il sesso inteso come giocattolo, le sagre carnevalesche valligiane con tornei di grotteschi e diabolici mascheroni. Un mondo senza dubbio moderno e originale», così Dino Buzzati commentava – sull’edizione de Il Corriere della Sera del 12 dicembre 1969 – la mostra dedicata a Clemen Parrocchetti alla Galleria Pater di Milano. Passati 56 anni e dopo aver visitato a a Palazzo Medici Riccardi (Firenze) il percorso espositivo Clemen Parrocchetti. Ironia ribelle, nato da un progetto del Museo del Novecento e organizzato dalla Fondazione MUS.E in collaborazione con l’Archivio Clemen Parrocchetti, possiamo ancora dire che il mondo di Clemen Parrocchetti è moderno e originale: con fantasia e leggerezza fa volare le ali dell’immaginazione per disegnare la propria identità femminile, arrivando a ribaltare una serie simboli materiali attribuiti alla donna del focolare (ago, filo, tessuto) che da elementi di limitazione e riduzione dell’universo femminile diventano mezzi espressivi di libertà.
(Monica Mazzoli)
