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Da segnalare anche il doppio appuntamento con il post-rock dei Quade al Covo di Bologna e per Mount Echò (Teatro delle Logge, Montecosaro), rispettivamente il 20 e 21 novembre.
Mercoledì 19 Novembre – MARIE DAVIDSON, Biko, Milano
La producer franco-canadese Marie Davidson ha costruito una carriera sfidando le convenzioni della musica elettronica. I primi quattro album l’hanno consacrata come una forza innovativa nel panorama del clubbing, con un debutto, Perte d’identité (2014), che ha posto le basi di un sound fatto di elettronica organica e narrazione introspettiva. In Working Class Woman (2018) Davidson metteva alla berlina la cultura del clubbing e la sua stessa identità frammentata con un’ironia tagliente e disincantata, più che lottare con l’esistenziale, lo sbatteva direttamente sulla pista da ballo. La gestazione dell’ultimo City of Clowns è stata tutt’altro che lineare. Nel 2022, Davidson ha scelto di lavorare con Pierre Guerineau, già con lei negli Essaie Pas, coinvogendo poi Stephen e David Dewaele dei Soulwax. Anche il suo ritorno al DJing ha influito sul disco. “Ho iniziato a pensare ai brani con una nuova prospettiva: ‘Funzionano in pista? Faranno ballare la gente?’ Cosa che prima non mi chiedevo mai.” Biglietti a questo link, il giorno precedente è attesa al Locomotiv di Bologna.
Mercoledì 19 Novembre – MICAH P. HINSON, Monk, Roma
Micah P. Hinson, figura di culto dell’alt-folk americano, ha pubblicato dieci album dal suo debutto nel 2004. Nel 2020 attraversa una crisi creativa profonda, superata lavorando con Alessandro “Asso” Stefana (Guano Padano, Vinicio Capossela): insieme registrano The Tomorrow Man, uscito per Ponderosa e scritto tra Texas e Spagna, primo lavoro interamente radicato nel presente. «Ho cercato queste canzoni per tutta la vita», racconta Hinson, che nel singolo “Oh Sleepyhead” racconta «la libertà di trovare un nuovo giorno, un nuovo modo di vivere e il dolore di lasciarsi alle spalle le vecchie vite». Biglietti a questo link, il cantautore sarà in settimana anche a Milano (Santeria Toscana 31, 18 novembre), Ravenna (Teatro Rasi, 21 novembre) e Torino (Spazio211, 22 novembre).
Giovedì 20 Novembre – LAEL NEALE, Spazio211, Torino
Nata in Virginia e cresciuta tra club di Los Angeles e registratori a cassette, Lael Neale ha trasformato il suono high-lonesome delle sue origini in un universo musicale sospeso tra minimalismo e visioni elettriche. Dalla scoperta dell’Omnichord al sodalizio con Sub Pop, ha dato vita a dischi capaci di trovare risonanza in tempi incerti e di riempire sale a New York, Londra e Parigi. Con il quarto album Altogether Stranger pubblicato la scorsa primavera e il film che lo accompagna, Neale mette in scena un viaggio alieno attraverso Los Angeles: una ricerca poetica di bellezza e fragilità che segna una nuova, radicale svolta nella sua traiettoria artistica. Prevendita attiva su Dice. Concerti anche al Trenta Formiche di Roma (18 novembre) e all’Arci Bellezza di Milano (19 novembre).
Venerdì 21 Novembre – THE MOLOTOVS, Capitol, Pordenone
Dopo le date estive insieme ai Franz Ferdinand in cui hanno conquistato il pubblico italiano, The Molotovs tornano più carichi che mai per tre appuntamenti: oltre a Pordenone, Roma (sabato 22 a Largo Venue) e Milano (domenica 23 al Circolo Magnolia). La band britannica ha pubblicato l’EP di debutto “More More More” a Maggio 2025 (che comprende anche una versione live di “Suffragette City” di David Bowie), a cui ha fatto seguito il singolo “Today’s Gonna Be Our Day” a Giugno. Tra la fine di Settembre e gli inizi di Ottobre 2025 la band è stata per la prima volta in tour negli Stati Uniti, dove ha fatto tappa al CBGB’s Festival a New York, esibendosi insieme ad artisti come Iggy Pop, Jack White, Johnny Marr, The Damned, Lambrini Girls. L’album di debutto Wasted On Youth è atteso a Gennaio 2026. Biglietti a questo link.
Sabato 22 Novembre – SANAM + INDEX FOR WORKING MUSIK, Teatro Rasi, Ravenna
Giovedì 20 Novembre / Stephen O’ Malley – Roberta Sammarelli con Bruno Verdena: live score per “Il Gigante di Ravenna” (Fernando Cerchio); Venerdì 21 Novembre / Micah P. Hinson – Hilary Woods – WOW; Sabato 22 Novembre / Sanam – Index For Working Musik – Adriano Zanni. Transmissions Festival arriva all’edizione numero 27 tributando “Il Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni, datato 1964 e girato proprio a Ravenna. Highlights i set di Stephen O’ Malley, architetto sonoro dei Sunn O))); il sestetto libanese dei SANAM, che fondono jazz, psichedelia e la tradizione araba con la poesia contemporanea e i londinesi Index For Working Musik, art-rock su Tough Love con derive desertiche e sperimentali. Prevendita attiva su Dice.
Domenica 23 Novembre – NATION OF LANGUAGE, Magazzini Generali, Milano
Il trio di Brooklyn — formato da Ian Devaney, Aidan Noell e Alex MacKay — ha rapidamente scalato la scena alternativa mondiale grazie a live travolgenti, melodie trascinanti e un mix di romanticismo urbano ed energia elettronica. Con quattro album all’attivo, i Nation of Language si sono affermati come uno dei nomi più acclamati e originali del panorama contemporaneo. Prodotto da Nick Millhiser (LCD Soundsystem, Holy Ghost!), Strange Disciple del 2023 riflette sulle ossessioni moderne, tra emozione e alienazione, amore e dipendenza. Un lavoro registrato con strumenti analogici e una sensibilità live-oriented, che ha conquistato il #1 nella classifica annuale di Rough Trade. Ora, forti di un contratto con Sub Pop e del nuovo disco Dance Called Memory, i Nation of Language si preparano a portare anche in Italia la loro inconfondibile carica sonora e scenica, in un’unica data da non perdere ai Magazzini Generali. Biglietti a questo link.
Domenica 23 Novembre – WOMBO, Covo Club, Bologna
“Perfettamente a loro agio nelle atmosfere di cupo escapismo” [Pitchfork], Sydney Chadwick (basso e voce), Cameron Lowe (chitarra) e Joel Taylor (batteria) da Louisville formano un trio dalla forte personalità sonora, caratterizzata da una continua evoluzione stilistica e da una totale apertura verso l’esplorazione di nuovi universi sonori. Nei due anni trascorsi tra l’ultimo disco e l’uscita del nuovo, i Wombo hanno perfezionato sempre di più la loro capacità di conservare anche on stage la profonda cifra stilistica della loro musica. Le undici tracce di Danger in Fives, pubblicato da Fire Talk, nascono ed esaltano l’incantevole alchimia dei Wombo, spingendoli verso nuovi territori: “Non voglio far parte di una band che si limita a un solo genere di scrittura“, sostiene Chadwick. “Dov’è il divertimento, la creatività e l’esplorazione in tutto ciò? Vogliamo spingerci oltre e provare qualcosa di nuovo.” 16 Euro alla porta con tessera Hovoc.
Foto di Marie Davidson cortesia di DNA concerti

