[Scoutcloud] La San Francisco jangle pop dei Love-birds

Negli ultimi anni molti musicisti hanno lasciato San Francisco per trasferirsi a Los Angeles, è il caso di John Dwyer (The Oh Sees), Ty Segall o White Fence. E non a caso, nel 2014, Pitchfork ha cercato, ovviamente, di indagarne i motivi nell’articolo “Ty Segall and John Dwyer on Why So Many Musicians Are Leaving San Francisco for L.A.”. Nonostante ciò esistono, però, figure musicali come Tim Cohen , membro fondatore dei Fresh & Onlys, che sono ritornate a San Francisco, dopo esserne andate (ma in Arizona). Parafrasando le parole dello stesso Cohen in un’intervista per il New York Observer online del 2016: tante realtà vecchie resistono ma non ne nascono – forse – di nuove,“i ragazzi dei Mantles sono ancora qui, Kelley Stoltz è ancora qui, lui è davvero l’unico che sta ancora tenendo duro. Sonny Smith è ancora qui. Quindi in realtà siamo noi vecchi che stiamo tenendo ancora la scena, e per quanto riguarda i giovani alle prese con il rock’n’roll, i Cool Ghouls sono l’unico esempio che ho visto.”
I Cool Ghouls, però, non sono soli.
I Love-birds , gruppo emergente della scena locale, sono musicalmente vicini a quest’ultimi : entrambi transitati per la Empty Cellar Records (etichetta di San Francisco) e tutti e due i gruppi sono autori di un pop chitarristico degno di nota.
I primi hanno diversi dischi alle spalle, i secondi – ad oggi – hanno pubblicato solo un EP, “Filled With Hate” (2017, per la Empty Cellar Records) e a maggio faranno uscire l’album di debutto, “In The Lover’s Corner”, per la Trouble in Mind Records. Il brano “Hit My Head”, ascoltabile su Soundcloud e Bandcamp, è un’anticipazione del nuovo lavoro in studio della band : rispetto alle quattro canzoni incluse nell’EP d’esordio, si fa sentire una vena più marcatamente sixties facendo scorrere sottotraccia l’approccio college rock anni novanta degli episodi precedenti. Per un analisi più ragionata è però necessario aspettare l’uscita del disco.
Per adesso i Love-birds sembrano essere a metà strada tra i vecchi compagni di etichetta – i Cool Ghouls – e quelli nuovi, i Salad Boys (gruppo neozelandese sotto contratto della Trouble in Mind, appunto).

(Monica Mazzoli)