KID CREOLE, Going Places. The August Darnell Years 1974-1983 (Strut / !K7 / Audioglobe, 2008)

Questa raccolta di canzoni è l’esatta radiografia di ciò che frullava per la testa ad August Darnell circa trent’anni fa. Songwriter, produttore e persona abbastanza a modo, August Darnell riuscì qualche anno dopo a compiere “il grande salto”, raggiungendo una notorietà ed una fama tali da consentirgli di vendere vagonate di dischi sotto lo pseudonimo di Kid Creole (nome d’arte saccheggiato da un improbabile film che vedeva protagonista nientemeno che il grande Elvis Presley) e girare il mondo in tutta comodità assieme alle sue tre belle coriste “Coconuts”.

Attenzione, non vi sto parlando del solito “Greatest Hits” messo furbescamente in atto per raggranellare le ultime briciole di una decadente notorietà: questo è un vero e proprio omaggio alla carriera di August Darnell ad opera di un suo devoto ammiratore (tale DJ Guido), che con spirito certosino è andato a spulciare nei polverosi scaffali contenenti la primitiva produzione musicale del suo artista preferito e ne ha tirato fuori alcune vere e proprie chicche, talmente sepolte nella memoria da sorprendere lo stesso Kid Creole, il quale non ha potuto fare altro che renderle pubbliche.

Eccolo quindi, giovane e sfrontato, mentre si allontana in malo modo dalla “Savannah Band” dell’odiato fratello per cercare una strada tutta sua, a plasmare e rimodellare in tutta libertà i contorni di quella sua particolare creatura musicale figlia legittima di un’impollinazione di stili, tra cui emergono l’orecchiabilità del pop, la frizzante energia del funky, l’eleganza della musica swing ed il sapore tipicamente esotico della calypso-music.

Non mancano alcune divertenti comparsate con personaggi stravaganti e talentuosi, come ad esempio la “disco-queen” Cristina o l’impavido guerriero del jazz James Chance, o ancora la leggendaria diva Taana Gardner. Il tutto sempre all’insegna dell’allegria e della voglia di fare musica senza porsi alcun limite, ma senza mai mettere da parte lo stile, ovunque impeccabile, e soprattutto una splendida anima funky che ancora adesso suona attuale. Provate per esempio ad ascoltare ”Goin’ To A Showdown” oppure “He’s Not Such A Bad Guy After All” senza smuovere le chiappe dalla poltrona: penso proprio che i vostri sforzi risulteranno vani.

“Going Places” più che una semplice raccolta di canzoni è un vero e proprio tributo all’estro musicale di August Darnell, riesce perfino a farci annusare un po’ di quella frizzante aria che si respirava a New York durante quel magico periodo musicale. Quando la parola musica era in perfetta sintonia con la parola divertimento.

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