PSEUDO BUDDHA, 3 Months In Fat City! (Dogfingers Recordings, 2002)

Risulta piuttosto difficile definire in poche parole questa formazione e la musica che frequenta. In tutti i sensi si tratta di un cantiere aperto, sia per quanto riguarda l’ampio organico – soggetto a variazioni – sia per ciò che concerne le sperimentazioni e le contaminazioni.

“3 Months…” è il frutto di una serie di registrazioni live che la band statunitense di San Antonio ha realizzato nell’estate-autunno 2002: dalla miscela di elettronica spinta e tradizione musicale orientale, con l’innesto di un’azzeccata sezione di fiati, sono nate quattro improvvisazioni che sono quasi un manifesto programmatico, forse un po’ troppo serioso e compreso di sé ma comunque assai interessante.

In una strumentazione assai complessa, che comprende fra l’altro macchinari autoprodotti accanto ad un “classico” Mac G3, oltre a svariati tipi di percussioni – fra cui bongos, congas e tabla – ci è particolarmente gradito segnalare la presenza del clarinetto basso, strumento dalla timbrica calda e avvolgente (in contrasto con quella più violenta e pungente del sax), le cui notevoli potenzialità sono state raramente sfruttate appieno anche in ambito jazz.

Proprio perché non ci troviamo di fronte a semplici sperimentazioni ambientali, ma a qualcosa di più, e che la componente free jazz è forse quella più apprezzabile dell’album – insieme a qualche ricordo atavico del Miles Davis elettrico, che fu, tra l’altro, uno dei pochi, insieme a Eric Dolphy, ad aver valorizzato davvero il clarinetto basso – avremmo però preferito una ritmica un po’ più mossa e variata, magari con l’aggiunta di una classica batteria. Si sarebbe così evitato quel tanto di monotonia che appesantisce un po’ l’ascolto.

Tanto di cappello, comunque, per questa sorta di jam session elettronica dal retrogusto classico, che cerca nuove strade ispirandosi all’antico, così come per questa vera e propria “scuola texana” indipendente che, in questa come in altre formazioni (Honey Barbara, Dreamland e, per quanto riguarda il chitarrista James Sidlo, i Re:Cooperation), mantiene sempre saldo il coraggio delle proprie idee. Il disco è acquistabile su www.dogfingers.com

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